I lavori della Camera in diretta

Rafforzare la tutela dei diritti sessuali e la parità di genere

La Camera,

premesso che:

– il 16 e 17 aprile 2015 si è svolta a Berlino, presso il Ministero della cooperazione economica e sviluppo del Governo tedesco, la Conferenza internazionale delle e dei parlamentari del G7 e del G20 «She matters. Empowering women and girls to lead self-determined, healthy and productive lives»;

– alla Conferenza hanno partecipato 90 parlamentari di 50 Paesi, tra cui, per l’Italia, alcune parlamentari dell’intergruppo di lavoro informale «Salute globale e diritti delle donne», composto da 25 deputate e senatrici. Tra i compiti dell’intergruppo vi è il monitoraggio dell’attuazione degli impegni internazionali assunti dal Governo italiano in materia di salute globale e diritti delle donne. A livello europeo, il gruppo è collegato con lo European Parliamentary Forum on Population and Development (EPF);

– la Conferenza internazionale di Berlino aveva lo scopo di rappresentare ai Paesi del G7, che si riuniranno in Germania nel mese di giugno 2015, e ai Paesi del G20, che si riuniranno in Turchia nel novembre 2015, l’urgenza di un maggiore impegno a favore della cooperazione internazionale allo sviluppo e per la salute globale, in particolare in ambito di parità di genere e di salute e diritti sessuali e riproduttivi. Tutto ciò in linea con la grande attenzione posta dal Governo tedesco all’empowerment economico delle donne, uno dei temi in agenda al Vertice del G7;

– al termine della Conferenza è stato redatto il «Berlin Parliamentarians’ Appeal» che raccoglie le raccomandazioni e gli impegni dei e delle parlamentari presenti affinché le donne possano decidere della propria vita, condurre una esistenza sana ed esercitare un ruolo attivo nell’economia, e per un rinnovato impegno al finanziamento per lo sviluppo;

– l’appello, che contiene anche pregnanti richieste rivolte ai Paesi componenti il G7 e G20, è stato consegnato – al termine dei lavori – al Professor Lars-Hendriik Roeller, sherpa tedesco per il G7, responsabile del processo preparatorio del vertice e coordinatore della stesura della dichiarazione finale;

– l’appello dei e delle parlamentari afferma la necessità di aumentare le risorse destinate all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS), destinando almeno il 10 per cento dei fondi per promuovere la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, la parità di genere, i diritti umani delle donne e delle ragazze e il loro empowerment, sia nella cooperazione allo sviluppo sia in contesti umanitari;

– è quanto mai necessario riaffermare il programma d’azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo del Cairo e la dichiarazione e la piattaforma d’azione di Pechino, le azioni-chiave per la loro ulteriore implementazione, gli esiti dei processi di follow up, compresi i documenti finali delle conferenze regionali di revisione e altri importanti documenti in materia di diritti umani;

– l’Assemblea generale delle Nazioni Unite sta elaborando l’agenda per lo sviluppo post-2015, che fornirà un quadro di riferimento universale per lo sviluppo sostenibile in campo sociale, economico e ambientale per i prossimi quindici anni anche in tema di diritti e salute sessuali e riproduttivi, parità di genere, diritti umani delle donne e delle ragazze e il loro empowerment;

– il segretario generale delle Nazioni Unite e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stanno lavorando alacremente per promuovere lo sviluppo di una rinnovata strategia globale per la salute di donne, bambini/e e adolescenti contenuti nell’iniziativa «Ogni donna, ogni figlio/a» che sarà lanciata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2015;

– sono previsti entro il corrente anno il vertice del G7 che si terrà a Elmau nel mese di giugno, la Conferenza sul finanziamento allo sviluppo ad Addis Abeba a luglio, il Vertice post-2015 a New York a settembre, il Vertice del G20 a novembre a Izmir e il Vertice sul Clima a Parigi a dicembre,

impegna il Governo, in occasione dei prossimi appuntamenti internazionali:

a promuovere e rafforzare la tutela dei diritti e della salute sessuali e riproduttivi, la parità di genere, i diritti umani delle donne e delle ragazze e il loro empowerment in tutti i settori, al fine di favorire le condizioni per una vita autodeterminata, sana, produttiva;

ad affrontare le cause strutturali della discriminazione basata sul genere e a promuovere le condizioni che favoriscono la trasformazione nelle relazioni di genere per renderle egualitarie;

a rispettare e rinnovare il sostegno politico e finanziario all’iniziativa assunta dal G8 a Muskoka il 25 e 26 giugno 2010 in merito alla salute materna e infantile, finalizzata alla riduzione della mortalità materna, neonatale, prenatale nei Paesi in via di sviluppo;

a garantire il pieno rispetto per l’autonomia del corpo delle donne il loro diritto ad averne il controllo e decidere liberamente e responsabilmente riguardo alla propria sessualità, come previsto dalla Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo svoltasi al Cairo nel 1994 e dalla Quarta Conferenza mondiale dell’ONU sulle donne di Pechino nel 1995 e i loro follow-up;

a garantire alle donne l’effettiva partecipazione e la possibilità di assumere la leadership a tutti i livelli decisionali, politici, economici e sociali, compresa la gestione della riduzione del rischio di catastrofi, la prevenzione e la mediazione dei conflitti e la costruzione dei processi di pace;

a rinnovare e rispettare – unitamente agli altri Paesi del G7 e con quelli ad alto reddito – l’impegno di contribuire con lo 0,7 per cento del prodotto interno lordo finalizzato all’aiuto pubblico allo sviluppo e garantire la sostenibilità, la ristrutturazione del debito e la sua cancellazione, ove necessario;

a farsi promotore affinché tutti i Paesi adottino e attuino le leggi e le politiche che promuovono e tutelano i diritti umani e si impegnino ad abolire – laddove ancora presenti – le discriminazioni di qualunque natura, ivi comprese quelle afferenti allo status di migrante;

a sostenere tutte le raccomandazioni e le richieste inclusi nel «Berlin parliamentary Appeal» e dare seguito agli impegni e ai piani di azione sottoscritti negli anni dall’Italia in materia di gender equality e women’s empowerment.

Zampa (primo firmatario), Locatelli, Marzano, Cimbro, Piazzoni, Centemero, Nicchi, Carnevali, Giuliani, Labriola, Amato, Capone, Di Salvo, Carrozza, Gribaudo, Gnecchi, Iacono, Patriarca, Braga, Marchi, Cenni, Stella Bianchi, Albini, Maestri, D’Incecco, Tinagli, Zanin, Simoni, Migliore, Galgano, Vargiu, Matarrese, Catania, Pinna, Antimo Cesaro, Valeria Valente

Mozione presentata in aula il 20 maggio 2015

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