Dopo di noi, esame degli emendamenti all’articolo 4

Dopo di noi, esame degli emendamenti all’articolo 4

Prosegue in commissione affari sociali l’esame degli emendamenti al testo unificato che contiene «Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare». Nella seduta di mercoledì 20 maggio è iniziata la discussione sulle proposte di modifica all’articolo 4, del quale Donata Lenzi (Pd) ha sottolineato la centralità all’interno del provvedimento poiché con esso si vuole delineare il tipo di sostegno da garantire ai soggetti disabili nel momento in cui si trovano ad essere privi di quello familiare. Ha anche ricordato che occorre avere ben presente che i soggetti interessati costituiscono una realtà assai differenziata e che il loro ricovero in strutture come le RSA non può essere escluso a priori, a causa dei mutamenti dovuti all’avanzare dell’età o all’aggravarsi di determinate patologie. Tali strutture devono in ogni caso garantire dimensioni contenute, qualità dei servizi e relazioni con l’esterno.

Sono tre gli emendamenti che sono stati approvati:

Emendamento 4.7 (nuova formulazione)

Al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

a) attivare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione, di supporto alla domicilarità in residenze o gruppi appartamento che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengono conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie, al fine di impedire l’isolamento delle persone con disabilità.

Nicchi

 

Emendamento 4.2 (nuova formulazione)

Al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

a) attivare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione, di supporto alla domicilarità in residenze o gruppi appartamento che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengono conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie, al fine di impedire l’isolamento delle persone con disabilità.

Binetti

 

Emendamento 4.11 (nuova formulazione)

Al comma 1, dopo la lettera a), inserire la seguente:

a-bis) realizzare interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali emergenze.

Rondini

La relatrice Elena Carnevali (Pd) ha anche presentato un emendamento che prevede la soppressione del comma 3.

Al momento il testo dell’articolo 4 è diventato il seguente:

Art. 4.
(Finalità del Fondo).

1. Il Fondo è destinato all’attuazione degli obiettivi di servizio di cui all’articolo 2, comma 2 e, in particolare, alle seguenti finalità:

a) attivare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione, di supporto alla domicilarità in residenze o gruppi appartamento che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengono conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie, al fine di impedire l’isolamento delle persone con disabilità;

a-bis) realizzare interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali emergenze;

b) realizzare interventi innovativi di residenzialità per le persone di cui all’articolo 1, volti alla creazione di soluzioni alloggiative di tipo familiare o di analoghe strutture residenziali previste dalle normative regionali, che possono comprendere gli oneri di acquisto, di locazione, di ristrutturazione e di messa in opera degli impianti e delle attrezzature necessari per il funzionamento degli alloggi e delle strutture;

c) sviluppare, ai fini di cui alle lettere a) e b), programmi di apprendimento, di recupero di capacità e di nuove competenze necessarie alla gestione della vita quotidiana da parte delle persone di cui all’articolo 1, in vista del momento in cui la famiglia non sarà più in grado di assisterle.

2. Al finanziamento dei programmi e degli interventi di cui al comma 1, nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle rispettive competenze, possono concorrere le regioni, gli enti locali, gli organismi del terzo settore, nonché altri soggetti di diritto privato, ivi comprese le famiglie che si associano per le finalità di cui all’articolo 1.

3. Le persone di cui all’articolo 1 beneficiano delle misure di cui al comma 1 nell’ambito dei programmi individuali di presa in carico, definiti ai sensi dell’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328, volti a realizzare la piena inclusione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita.

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