I lavori della Camera in diretta

Ordini del giorno al ddl scuola

Ordini del giorno al ddl scuola

Gli ordini del giorno presentati durante la discussione del disegno di legge di riforma della scuola. Essi riguardano il coinvolgimento del collegio docenti nella valutazione dei curricula per la scelta degli insegnanti a cui affidare gli incarichi previsti dal piano dell’offerta formativa, l’insegnamento di lingue e culture extraeuropee, i “precari storici”, la rotazione dei dirigenti scolastici, un’effettiva fruizione dell’alternanza scuola-lavoro per gli studenti disabili.

La Camera,

premesso che,

– l’articolo 9 – del provvedimento in esame – indica tra le competenze dei dirigenti scolastici il conferimento di incarichi triennali ai docenti inseriti nell’albo territoriale;

– è già previsto che tale incarico avvenga in modo trasparente e tenendo conto della pubblicità dei criteri adottati dal dirigente, con modalità che valorizzino il curriculum, le esperienze e le competenze del docente;

considerato che,

– il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche, la continuità didattica e la capacità di programmazione del lungo periodo costituiscono la chiave per il successo formativo e la miglior garanzia per gli studenti di una relazione formativa in grado di garantire un passaggio di saperi non nozionistici, ma una relazione di crescita umana e personale;

– il nuovo sistema della scuola dell’autonomia, introdotto dal presente provvedimento, intende valorizzare il ruolo del dirigente scolastico, già responsabile dell’andamento della scuola, della gestione del personale, delle relazioni sindacali, della sicurezza;

– il dirigente scolastico propone ai docenti di ruolo, assegnati agli ambiti territoriali di riferimento, gli incarichi rispondenti al piano triennale dell’offerta formativa, in base al curriculum dei docenti e alle loro esperienze e competenze professionali;

– considerato l’elevato numero di docenti da dover individuare e valutare per coprire gli incarichi previsti dal piano dell’offerta formativa, il dirigente scolastico rischia di non avere la possibilità di esercitare in modo efficace questo importante compito;

– si reputa opportuno introdurre strumenti che sostengano e aiutino il dirigente scolastico nella sua attività,

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di istituire un comitato tecnico scientifico o una commissione espressione del Collegio dei docenti – finalizzato a coadiuvare il dirigente scolastico – anche per mezzo di un’istruttoria – nella valutazione dei curricola e della loro coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa.

Carocci (primo firmatario), Rampi, Marroni, Mauri, Carrozza, Blazina, Manzi, Amendola, Campana, Zardini, Carnevali, Cominelli, Scuvera, Casellato, Pagani, Baruffi, Montroni, Miccoli, Incerti, Ginefra, Carloni, Romanini, Giacobbe, Damiano, Capone, Calipari, Marrocu, Mariano, Narduolo, Cinzia Maria Fontana, Sani, Manciulli, Luciano Agostini, Tullo, Lenzi, Brandolin, Vico, Censore, Giovanna Sanna, Marzano

Presentato il 20 maggio 2015, accolto come raccomandazione il 20 maggio 2015; rinuncia alla votazione

 

La Camera,

premesso che:

– l’articolo 1 del provvedimento in esame precisa che l’obiettivo di dare piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche è finalizzato, fra l’altro, all’innalzamento delle competenze degli studenti, alla prevenzione e al recupero di abbandono e dispersione scolastica, nonché alla garanzia del diritto allo studio per tutti gli studenti e dell’educazione permanente per tutti i cittadini;

– un insegnamento interculturale richiede un’autonomia della scuola e una progettazione mirata e condotta collegialmente dagli insegnanti; un modello di scuola, dunque, non centralizzato. I problemi sollevati dalla presenza di studenti di altri Paesi con tradizioni culturali molto diverse dalle nostre, non si possono affrontare con i vecchi modelli ma predisponendo una serie di strumenti che siano in grado di gestire le diversità;

– appare necessario avviare dei progetti al fine di rispondere alla richiesta delle scuole secondarie di secondo grado di ampliare l’offerta formativa attraverso l’insegnamento di lingue e di culture extraeuropee, coerentemente con le esigenze dell’attuale contesto internazionale;

– la nostra è ormai una scuola multiculturale in cui la formazione è articolata anche sul dialogo e l’integrazione, per questo nel piano di miglioramento dell’offerta formativa è fondamentale offrire ad alunne e alunni sempre maggiori strumenti di integrazione e sviluppo delle conoscenze;

– per le suddette motivazioni risulta sempre più importante una formazione orientata al cosmopolitismo, per stimolare alunne e alunni a una visione più globale della contemporaneità: tale apertura favorisce indubbiamente lo sviluppo del nostro Paese su molti fronti, sia economico-imprenditoriali sia culturali, non sottovalutando le opportunità riservate dall’esplorazione di rotte inconsuete, gettando ponti per un futuro più in sinergia con le tante e variegate realtà sulla scena mondiale;

– lo studio di lingue considerate «emergenti» è un’occasione privilegiata per la riflessione sul tema della comunicazione, in ogni senso, e sulla necessità di mediare, interpretare e meglio padroneggiare una realtà tanto vasta quanto sempre più serrata e incalzante nei contatti, sia via web sia con la facilità allo spostamento internazionale che caratterizza i nostri tempi;

– risulta necessario coinvolgere nel processo interculturale non solo gli studenti e gli insegnanti di una classe ma anche i dirigenti scolastici, le famiglie ed esperti esterni: occorre fare dell’insegnamento interculturale uno strumento di educazione fondata anche sull’insegnamento di lingue e culture extraeuropee;

– al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e nell’ambito dell’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche,

impegna il Governo:

con atti di propria competenza a valutare l’opportunità – tramite gli Uffici scolastici regionali – di avviare un monitoraggio finalizzato a certificare le richieste delle famiglie di usufruire delle suddette opportunità in modo da rendere pubblici e accessibili tali dati all’utenza scolastica;

a predisporre, inoltre, atti ministeriali riguardanti la tutela degli insegnamenti in essere attraverso adeguata promozione sia da parte delle scuole che agiscono per questo in autonomia, sia col sostegno del territorio;

a valutare l’opportunità di prevedere per le docenti abilitate e i docenti abilitati in arabo, cinese, giapponese, russo, portoghese di accedere alla professione anche subordinatamente alla domanda da parte dell’utenza per queste lingue;

a prevedere nelle reti di scuole la rilevazione del gradimento e/o una valutazione da parte di studenti e famiglie a questo riguardo;

a promuovere nelle scuole – attraverso il coinvolgimento delle università e degli altri enti – le facoltà di lingue orientali, ma anche gli enti di lingue come la Japan Foundation per il Giappone e l’Istituto Confucio per il cinese.

Malpezzi (primo firmatario), Carnevali, Misiani

Presentato il 20 maggio 2015, accolto come raccomandazione il 20 maggio 2015; rinuncia alla votazione

 

La Camera,

considerato che:

– il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche, la continuità didattica e la capacità di programmazione del lungo periodo costituiscono la chiave per il successo formativo e la miglior garanzia per gli studenti di una relazione formativa in grado di garantire un passaggio di saperi non nozionistici, ma una relazione di crescita umana e personale;

– i docenti che hanno operato ed insegnato nella scuola, sviluppando capacità e competenze e misurandosi con la quotidianità del lavoro pedagogico, rappresentano un patrimonio per il Paese;

– fermo restando il principio costituzionale di accesso agli uffici pubblici per concorso, il contraddittorio sistema di abilitazione e accesso all’Insegnamento sviluppatosi nell’ultimo decennio, rischia concretamente di produrre, in assenza di specifici correttivi, il rischio di escludere dal sistema di istruzione competenze cresciute e sviluppatesi nella scuola in questi anni;

– si rende pertanto necessario procedere a garantire forme di valorizzazione ed inclusione dei soggetti in questione, al fine di non disperdere un patrimonio professionale ed umano determinante nella nuova scuola dell’autonomia,

impegna il Governo:

gli effetti applicativi del provvedimento, adottando ogni iniziativa di competenza volta a non perdere le competente professionali formatesi in questi anni;

ad avviare un piano di monitoraggio finalizzato a verificare il numero dei docenti che negli ultimi anni hanno svolto in modo continuativo attività di insegnamento, al fine di costruire canali efficaci per recuperare queste specifiche competenze;

a prevedere, nella definizione delle prossime procedure concorsuali, forme di concreta valorizzazione dell’esperienza e dell’anzianità maturata sul campo dai docenti in oggetto.

Damiano (primo firmatario), Mauri, Baruffi, Rampi, Carocci, Blazina, Manzi, Narduolo, Carrozza, Cinzia Maria Fontana, Amendola, Campana, Luciano Agostini, Brandolin, Calipari, Capone, Carloni, Carnevali, Casellato, Censore, Cominelli, Fragomeli, Giacobbe, Ginefra, Incerti, Manciulli, Mariano, Marroni, Marrocu, Miccoli, Montroni, Pagani, Romanini, Sani, Scuvera, Vico, Zardini, Tullo, Lenzi, Porta, Camani, Giovanna Sanna

Presentato il 20 maggio 2015, accolto come raccomandazione il 20 maggio 2015; rinuncia alla votazione

 

La Camera,

considerato che,

– il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche, la pluralità degli orientamenti culturali e dei progetti didattici rappresenta un valore in un sistema educativo basato non su un passaggio di saperi nozionistico, ma su una relazione di crescita umana e personale;

– il nuovo sistema della scuola dell’autonomia valorizza il ruolo del dirigente, ed è bene che tale ruolo, importante, non sia ricoperto troppo a lungo e continuamente nello stesso istituto;

– è consolidato nella prassi della pubblica amministrazione il principio della turnazione dei dirigenti,

impegna il Governo

a valutare il metodo migliore per garantire tale turnazione anche nella dirigenza scolastica in un equilibrio tra progettualità, ricambio e tutela del pluralismo degli orientamenti, tema particolarmente importante nel campo della formazione.

Lenzi (primo firmatario), Mauri, Rampi, Carocci, Blazina, Manzi, Narduolo, Carrozza, Damiano, Cinzia Maria Fontana, Amendola, Campana, Luciano Agostini, Baruffi, Brandolin, Calipari, Capone, Carloni, Carnevali, Casellato, Censore, Cominelli, Giacobbe, Ginefra, Incerti, Manciulli, Mariano, Marroni, Marrocu, Miccoli, Montroni, Pagani, Romanini, Sani, Scuvera, Tullo, Vico, Zardini

Presentato il 20 maggio 2015, accolto come raccomandazione il 20 maggio 2015; rinuncia alla votazione

 

La Camera,

premesso che:

– ai sensi dell’articolo 4, si intende rafforzare il collegamento fra scuola e mondo del lavoro, disponendo una durata minima dei percorsi di alternanza scuola-lavoro negli ultimi 3 anni di scuola secondaria di secondo grado di almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali e di almeno 200 ore nei licei, da svolgere, anche all’estero, durante la sospensione delle attività didattiche;

– l’articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68 recita «La presente legge ha come finalità la promozione dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato»;

– il comma 4, del citato articolo 4 prevede la definizione della «Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro»,

impegna il Governo

a prevedere nell’ambito della definizione della Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro di cui all’articolo 4, comma 4 una specifica disciplina e tutela del diritto degli studenti con disabilità di poter usufruire di tale opportunità formativa, in coerenza con lo spirito della citata legge 12 marzo 1999, n. 68.

Gribaudo (primo firmatario), Gnecchi, Coccia, Giacobbe, Martelli, Marroni, Fassina, Maestri, Ghizzoni, Di Salvo, Carnevali, Cinzia Maria Fontana, Zappulla, Albanella, Gregori, Incerti, Miccoli, Carloni, Dell’Aringa, D’Incecco, Galperti, Donati, Piazzoni, Giuseppe Guerini, Rotta

Presentato il 20 maggio 2015, accolto come raccomandazione il 20 maggio 2015; rinuncia alla votazione

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