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Dopo di noi, esaminati gli emendamenti all’articolo 3

Dopo di noi, esaminati gli emendamenti all’articolo 3

Completata la discussione sugli emendamenti agli articoli 2 e 3 del testo unificato delle proposte di legge sull’assistenza delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare.

La commissione affari sociali ieri ha approvato un emendamento all’articolo 2, presentato dal Movimento 5 stelle e riformulato così come chiesto dalla relatrice Elena Carnevali (Pd):

Emendamento 2.11
Al comma 2, dopo le parole: il Ministro dell’economia e delle finanze aggiungere le seguenti: sentita la Conferenza unificata

Lorefice, Baroni, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Mantero

Ampia la discussione su un altro emendamento del M5s che è stato respinto. Secondo Matteo Mantero, primo firmatario dell’emendamento 2.10, la previsione di un parere parlamentare sul decreto che individua gli obiettivi di servizio sarebbe stata motivata dal buon senso. Massimo Baroni ha aggiunto che le disposizioni che si vogliono introdurre con il provvedimento rischiano di creare una sovrapposizione con quanto già previsto dalla normativa vigente, in particolare dalla legge n. 328 del 2000, quindi non appare opportuna la previsione di un intervento nel limite delle risorse che vengono stanziate dagli articoli successivi.

Margherita Miotto (Pd) ha voluto allora chiarire i rapporti tra il testo all’esame della Commissione e la normativa vigente: con la riforma del Titolo V della Costituzione nel 1999 la competenza delle politiche sociali è stata affidata alle regioni mentre lo Stato determina i livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale. La definizione dei livelli essenziali di prestazioni – sanitarie, sociali o scolastiche – determina come conseguenza la diretta esigibilità dei diritti così riconosciuti ma si deve tenere conto delle risorse finanziarie disponibili. La definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in un settore quale quello sociale, che è di competenza regionale, deve quindi essere stabilita d’intesa con le regioni. In tale quadro gli obiettivi di servizio rappresentano un passaggio intermedio nonché un dato quantitativo relativo alla percentuale di prestazioni che si possono erogare in ragione delle risorse disponibili e in quanto tali sono strettamente connessi ad un concetto di limite, come previsto dalla disposizione che l’emendamento 2.10 avrebbe voluto abrogare.

Elena Carnevali (Pd) ha aggiunto che l’impianto delle norme di sostegno delineato dal testo è stato pensato in funzione delle competenze che restano a livello centrale in merito alle politiche di assistenza. In ogni caso anche l’articolo 22 della legge n. 328 del 2000 prevede interventi nel limite delle risorse disponibili e che il soddisfacimento di tutte le richieste di prestazione potrà avvenire in maniera progressiva.

Il testo dell’articolo 2 è ora diventato il seguente:

Art. 2.
(Definizione delle prestazioni assistenziali da garantire in tutto il territorio).

1. Nell’ambito del procedimento di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e degli obiettivi di servizio di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono definiti i livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale da garantire ai soggetti di cui all’articolo 1 della presente legge su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.

2. Nelle more del completamento del procedimento di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, definisce con proprio decreto, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli obiettivi di servizio da erogare ai soggetti di cui all’articolo 1, nei limiti delle risorse disponibili a valere sul Fondo di cui all’articolo 3 della presente legge.

 

Durante l’esame dell’articolo 3 sono stati approvati cinque emendamenti, uno dei quali presentato dalla relatrice per correggere un errore formale:

Emendamento 3.19
Al comma 1, sopprimere le parole: Al fine di incrementare il sistema di protezione sociale e cura per le persone di cui all’articolo 1.

Il Relatore

 

Emendamento 3.17
Al comma 1, dopo le parole: disabilità grave sopprimere le parole: e disabili.

Baroni, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Lorefice, Mantero

 

Emendamento 3.20
Al comma 1, sostituire le parole da: con una dotazione fino alla fine del comma con il seguente periodo: La dotazione del Fondo è determinata ai sensi dell’articolo 9.

Il Relatore

 

Emendamento 3.9
Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: e delle politiche sociali aggiungere le seguenti: di concerto con il Ministero della salute.

Nicchi, Matarrelli, D’Incecco

 

Emendamento 3.6
Al comma 3, dopo le parole: le modalità di aggiungere le seguenti: pubblicità dei finanziamenti erogati.

Lorefice, Baroni, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Mantero

Il dibattito sull’articolo 3 si è concentrato soprattutto sulla destinazione delle risorse che il provvedimento vuole stanziare per il “dopo di noi”: il Fondo per le non autosufficienze, che già prevede un comparto relativo alla vita indipendente, oppure un fondo specifico.

Elena Carnevali ha ricordato che la questione è stata discussa attentamente in comitato ristretto, dove è prevalsa l’idea che con la costituzione di un fondo apposito si possa assicurare più puntualmente un’assistenza appropriata ai soggetti che perdono il sostegno famigliare, in particolare nei casi di disabilità intellettiva che non permette scelte autodeterminate.

Dopo gli emendamenti approvati, questo è il testo dell’articolo 3:

Art. 3.
(Istituzione del Fondo per l’assistenza alle persone con grave disabilità o disabili privi del sostegno familiare).

1. Per le finalità di cui all’articolo 1, commi 1 e 2, e all’articolo 2, comma 2, è istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, di seguito denominato «Fondo». La dotazione del Fondo è determinata ai sensi dell’articolo 9.

2. L’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione del Fondo è subordinato alla sussistenza di requisiti da individuare con apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero della salute, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. Con le medesime modalità il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede annualmente alla ripartizione delle risorse del Fondo.

3. Le regioni adottano indirizzi di programmazione e definiscono i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei finanziamenti, le modalità di pubblicità dei finanziamenti erogati, verifica dell’attuazione delle attività svolte e la disciplina delle ipotesi di revoca dei finanziamenti concessi.

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