I lavori della Camera in diretta

«Tempi troppo lunghi per le richieste d’asilo»

«Tempi troppo lunghi per le richieste d’asilo»

Anche a Bergamo una commissione per il riconosci­mento della protezione interna­zionale: Daniele Belotti, segreta­rio provinciale della Lega Nord, invita il prefetto Francesca Ferrandino a sollecitare il ministero degli Interni, con l’obiettivo di «ri­durre sensibilmente i tempi di esame delle domande garantendo l’ospitalità per chi ha i requisiti di rifugiato e l’espulsione per coloro che ne sono privi».
Secondo la Lega «il prefetto spende continuamente ingenti somme per l’accoglienza di pseu­doprofughi e impone alle comuni­tà del nostro territorio ospiti non graditi». Belotti si dice preoccupa­to dal fatto che «dopo le strutture ricettive di Lizzola, Roncobello e Colli di San Fermo la prefettura stia privilegiando l’utilizzo di ex colonie che si trovano nelle località di villeggiatura». Contemporaneamente, «l’arrivo di decine di migranti in questi piccoli paesi di montagna provoca forti tensioni sociali e un’immagine negativa dal punto di vista turistico».

eco-bg-12-maggio-2015-paginaIl problema della tempistica con cui il richiedente asilo viene convocato dalla cominissione è reale: «Oggi – scrive Belotti – l’esa­me di una richiesta di asilo ha un’attesa di oltre 12 mesi e in caso di rigetto della domanda il richiedente può fare ricorso gratuitamente e i tempi si allungano di un altro anno circa». In questo senso Belotti ne fa una questione di costi: «Con questa tempistica un profugo, o pseudo tale, resta a carico dello Stato per due anni con una spesa di oltre 25.000 euro», mentre «il costo per i 4 membri della commissione (90 euro a seduta) è sicuramente inferiore alle spese di ospitalità per i migranti».

Se sulla necessità di ridurre i tempi di attesa non ci sono voci discordanti, la parlamentare Elena Carnevali (Pd) fa notare che già il numero delle commissioni territoriali è stato incrementato, come riferito giovedì scorso nell’audizione del prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, nella Comissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione.

«Sono raddoppiate arrivando a 40 – commenta Carnevali -, tra le ultime istituite quella di Brescia a cui fanno riferimento anche Bergamo, Cremona, Mantova. Attualmente sono circa 85 mila le persone in attesa di risposta, compresi i minori. Prima di parlare di una commissione territoriale nella nostra provincia, è opportuno verificare l’efficacia di quelle nuove, che hanno l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa. Il problema più grosso riguarda il fatto che se la domanda viene respinta, il migrante può fare ricorso, ma per via ordinaria, con tempi lunghi; nel frattempo deve rimanere ospite nella struttura».

Tra gli obiettivi futuri anche rafforzare la rete Sprar (Sistema di accoglienza per richiedenti asilo) che implica l’adesione volontaria degli enti locali (oggi partecipano 500 Comuni su 8 mila) «prevedendo – sottolinea Carnevali – anche qualche incentivo e soprattutto con il vantaggio di evitare una concentrazione di gruppi in strutture. In particolare si deve superare la logica della risposta all’emergenza con un modello organizzativo che affronti la migrazione come fenomento strutturale».

Proprio ieri un richiedente asilo nelle strutture della Caritas diocesana è stato convocato a Brescia, primo dei quattro che si presenteranno davanti alla commissione questa settimana, dopo un’attesa di un anno. In questo periodo i giovani hanno frequentato i corsi di italiano e conosciuto il territorio. «Positiva la possibilità di avvicinare queste persone ad attività di volontariato – aggiunge Carnevali -, attività che non è sostitutiva di un lavoro ordinario, ma va intesa come forma di restituzione alla comunità di accoglienza e occasione di integrazione».

«L’Eco di Bergamo», 12 maggio 2015

Argomenti:
Persone: