I lavori della Camera in diretta

“Dopo di noi”, iniziato l’esame degli emendamenti all’articolo 2

La commissione affari sociali ha iniziato oggi pomeriggio l’esame degli emendamenti all’articolo 2 del testo unificato delle proposte di legge sull’assistenza delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare. L’articolo si occupa delle «prestazioni assistenziali da garantire in tutto il territorio».

Questo è il testo:

1. Nell’ambito del procedimento di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e degli obiettivi di servizio di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono definiti i livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale da garantire ai soggetti di cui all’articolo 1 della presente legge su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.

2. Nelle more del completamento del procedimento di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, definisce con proprio decreto, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli obiettivi di servizio da erogare ai soggetti di cui all’articolo 1, nei limiti delle risorse disponibili a valere sul Fondo di cui all’articolo 3 della presente legge.

La relatrice Elena Carnevali (Pd) ha chiesto il ritiro di nove emendamenti, esprimendo altrimenti parere contrario, mentre ha dato parere favorevole sugli emendamenti presentati dai deputati Nicchi e Lorefice a condizione che siano riformulati aggiungendo dopo le parole «il Ministro dell’economia e delle finanze» la frase «sentita la Conferenza unificata».

Marialucia Lorefice (M5s), dopo essersi detta perplessa sulla adeguatezza dell’articolo 2, ha chiesto al relatore perché sia stato richiamato l’articolo 13 del decreto legislativo n. 68 del 2011, anziché la legge n. 328 del 2000, che all’articolo 22 definisce gli interventi che costituiscono il livello essenziale delle prestazioni sociali.

Massimo Enrico Baroni (M5s) ha definito il testo una sorta di «cavallo di Troia» che potrebbe avere conseguenze non chiare sulla legislazione della materia e ha dichiarato il suo dissenso perché il nocciolo del provvedimento sembra essere costituito dall’utilizzo dello strumento del trust.

Elena Carnevali (Pd) ha ricordato che il provvedimento vuole fornire una risposta al tema dell’assistenza alle persone affette da disabilità grave in previsione della perdita del sostegno familiare tramite un percorso lungo da attuare con gradualità. Nel fare ciò si intende anche dare attuazione a quanto previsto dalla Costituzione circa la garanzia di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali uniformi su tutto il territorio nazionale

Giulia Di Vita (M5s) ha insistito sull’opportunità di un richiamo alla legge n. 328 del 2000, della cui implementazione la commissione affari sociali dovrebbe farsi carico. Margherita Miotto (Pd), richiamando il percorso di approvazione della legge quadro sul sistema integrato di interventi e servizi sociali (legge n. 328 del 2000) e della riforma del Titolo V della Costituzione introdotta nel 2001, ha osservato che con questo provvedimento si introduce per la prima volta la possibilità di destinare direttamente risorse per politiche di assistenza, che prima del decreto legislativo n. 68 del 2011 era possibile attribuire solo non in via sperimentale. Diventa importante quindi un intervento di carattere strutturale che assicuri, seppure per un numero limitato di soggetti, delle prestazioni sociali in maniera continuativa.

La commissione ha respinto cinque degli emendamenti presentati e non ha discusso l’emendamento Binetti 2.1 perché l’assenza della presentatrice fa intendere che vi abbia rinunciato. L’esame degli emendamenti all’articolo 2 proseguirà in una prossima seduta.

Argomenti: