I lavori della Camera in diretta

Tutela del personale precario dell’Istituto superiore di sanità

Tutela del personale precario dell’Istituto superiore di sanità

Al Ministro della salute . — Per sapere

– premesso che:

– l’Istituto superiore di sanità (ISS) è un ente pubblico non economico che, in qualità di organo tecnico-scientifico del servizio sanitario nazionale in Italia, svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica;

– l’Istituto superiore di sanità è posto sotto la vigilanza del Ministero della salute;

– con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 10 luglio 2014, l’Istituto superiore di sanità veniva commissariato per una situazione di disavanzo finanziario, registrato in bilancio per due esercizi consecutivi;

– la decisione del Governo ha fatto seguito alla relazione della Corte dei conti, nella quale si rilevava un disavanzo di 26 milioni di euro nel 2011 e di 4,2 nell’anno successivo, in larga parte dovuta alla riduzione dei trasferimenti pubblici;

– all’interno dell’Istituto superiore di sanità sono presenti circa 490 lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e circa 100 con contratti atipici o borse di studio. Si tratta di personale strutturalmente integrato nell’organizzazione, in servizio presso l’Istituto (in media) da almeno 8 anni;

– nel luglio 2014, la XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera dei deputati avviava un’indagine conoscitiva sul ruolo, l’assetto organizzativo e le prospettive di riforma dell’Istituto superiore di sanità, dell’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) e dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Age.NA.S.);

– durante l’audizione svoltasi nell’ambito della citata indagine conoscitiva il giorno 29 ottobre 2014, il Ministro interrogato ha manifestato la volontà di attivare un percorso di progressiva stabilizzazione del personale a termine, di concerto con le organizzazioni sindacali e nel rispetto della normativa vigente e dei vincoli di bilancio, per fare in modo che nel futuro non si verificasse di nuovo l’esistenza di un alto numero di dipendenti precari. Il Ministro ha inoltre evidenziato l’importanza di un rilancio dell’Istituto superiore di sanità attraverso un’opera di efficientamento, modernizzazione e sviluppo, secondo i più evoluti standard che connotano i principali enti di ricerca internazionali;

– anche il commissario dell’Istituto superiore di sanità professor Ricciardi, durante l’audizione svolta presso la 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato, nel corso dell’indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Sistema sanitario nazionale ha definito nei dettagli la situazione del personale precario, esprimendo anch’esso la necessità di avviare un percorso di stabilizzazione;

– nonostante la chiara linea d’intervento delineata dal Ministro interrogato sul precariato «storico» dell’Istituto superiore di sanità i dipendenti e le organizzazioni sindacali hanno manifestato perplessità e preoccupazioni riguardo un primo licenziamento (poi ritirato) e l’ipotesi di futuri nuovi licenziamenti di ricercatori con un’anzianità di servizio compresa tra gli 8 e i 15 anni, in assenza di tempestivi interventi di riordino;

– a destare ulteriori perplessità contribuiscono inoltre alcune notizie, riportate da organi di stampa e diffuse dalla dirigenza stessa dell’AIFA, su di un eventuale spostamento della sede dell’Agenzia del farmaco nei locali dell’Istituto superiore di sanità anche alla luce della non auspicabile commistione che si verrebbe a determinare in merito all’esercizio di specifiche funzioni e compiti dei due istituti –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto riportato in premessa e se non ritenga opportuno chiarire le linee di indirizzo del Ministero circa il personale precario dell’istituto superiore di sanità e il percorso di riordino dell’Istituto superiore di sanità, dell’Agenzia italiana del farmaco e dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, anche alla luce dell’annunciata costituzione del cosiddetto «Tecnopolo».

Piazzoni (primo firmatario), Miotto, Lenzi, Carnevali, Sbrollini, Capone, Amato, D’Incecco e Burtone

Interrogazione a risposta in commissione affari sociali presentata il 24 aprile 2015

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