I lavori della Camera in diretta

Iniziative comuni dell’Ue per evitare nuove stragi di migranti

Iniziative comuni dell’Ue per evitare nuove stragi di migranti

Al Ministro dell’interno. — Per sapere

– premesso che:

– nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile 2015 nel canale di Sicilia si è consumata probabilmente la più grave tragedia del mare con il ribaltamento di un’imbarcazione con a bordo circa 900 immigrati, tra cui molte donne e bambini, partiti dalle coste libiche;

– le operazioni di soccorso sono scattate immediatamente, ma non si è potuto far altro che constatare l’immane tragedia: solo pochi superstiti, infatti, sono stati portati in salvo;

– questo ennesimo dramma dimostra, ancora una volta, come il nostro Paese non può e non deve essere lasciato solo nella gestione di un fenomeno, che, ormai, ha dimensioni di un vero e proprio esodo e che si caratterizza anche per la presenza di organizzazioni criminali e di trafficanti di esseri umani;

– è stato immediatamente chiesto da parte dei più alti livelli istituzionali che l’Unione europea rafforzi significativamente il suo ruolo nella gestione del problema migratorio nel Mediterraneo, in quanto la comunità europea non può sottrarsi al grave fenomeno di centinaia di migliaia di profughi che abbandonano i propri Paesi per sfuggire alla morte;

– il Commissario dell’Unione europea per l’immigrazione, Avramopoulos, ha presentato al Consiglio dei ministri interni-esteri dell’Unione europea un piano d’azione in dieci punti da «mettere in atto immediatamente» in vista del vertice europeo straordinario che si terrà giovedì 23 aprile 2015;

– il piano, tra l’altro, prevede il «rinforzo» delle operazioni Triton-Poseidon e il sequestro e la distruzione dei barconi usati dai trafficanti;

– il Presidente del Consiglio dell’Unione europea Tusk ha, infatti, convocato per giovedì 23 aprile 2015 un Consiglio europeo straordinario, perché, come ha testualmente affermato, «non possiamo accettare che centinaia di persone muoiano quando attraversano il mare verso l’Europa» –:

quali proposte e quali iniziative il Governo italiano, che da tempo ha sollecitato un’iniziativa comune dell’Unione europea, intenda avanzare in occasione del prossimo vertice europeo al fine di scongiurare che simili tragedie abbiano a ripetersi.

Fiano (primo firmatario), Roberta Agostini, Bersani, Bindi, Cuperlo, D’Attorre, Marco Di Maio, Fabbri, Famiglietti, Ferrari, Gasparini, Giorgis, Gullo, Lattuca, Lauricella, Marco Meloni, Migliore, Naccarato, Piccione, Pollastrini, Richetti, Rosato, Francesco Sanna, Martella, Cinzia Maria Fontana, Bini, Carnevali e Amoddio

Interrogazione a risposta immediata presentata il 21 aprile 2015

 

La risposta del ministro dell’interno Angelino Alfano
(seduta del 22 aprile 2015)

Ringrazio per la domanda. Il Presidente del Consiglio, proprio questa mattina, ha riferito in Aula riguardo le strategie in vista del Consiglio europeo straordinario. Quello che è importante ribadire è che per la prima volta sembra emergere un salto di qualità nella presa di coscienza e nell’assunzione di responsabilità europee.

L’Europa era già scesa in mare con l’operazione Tritone, che ha già salvato, dallo scorso novembre ad oggi, migliaia di persone nel Mar Mediterraneo. Ha già salvato persone nel Mar Mediterraneo. Quello che è successo ieri, quello che è successo a Lussemburgo ha determinato la prova concreta di un salto di qualità, che consiste nella coscienza che un’Europa incapace di rispondere al bisogno di vita e di soccorso nel Mediterraneo è un’Europa che non è più comprensibile dagli stessi europei.

Al tempo stesso, occorrono una strategia e una visione globale per agire lì. Io e il Ministro degli affari esteri Gentiloni, prima ancora di andare a Lussemburgo, avevamo chiesto alcune misure come il rafforzamento dell’operazione Tritone, il rafforzamento del dispositivo economico a sostegno di questa missione e anche un fatto molto importante, cioè avevamo chiesto alla Commissione di avviare la procedura prevista dalla direttiva sulla protezione temporanea. Questo è un passaggio molto nuovo, dal punto di vista del dibattito pubblico di questi giorni, che voglio sottolineare.

Faccio anche presente che una strategia organica prevede un sistema di asilo europeo per fare sì che in Europa possano realizzarsi i principi di equa distribuzione tra tutti e 28 i Paesi europei. Infatti, non è possibile che il peso dell’accoglienza gravi esclusivamente su quattro, cinque, sei Paesi europei. Questo sarà un pezzo importante della strategia per il futuro.

Al tempo stesso, occorrerà agire nei Paesi dell’altra parte della riva sud del Mediterraneo per fare sì che già lì si possa verificare uno screening per stabilire lì chi ha diritto all’asilo, all’accoglienza e chi non ha diritto all’asilo. Questo è un pezzo essenziale della strategia generale.

Così come occorrerà che l’Europa investa risorse vere, reali di collaborazione per la collaborazione con quei Paesi africani che rappresentano Paesi di origine o di transito dei migranti. Questa collaborazione è già stata avviata. Si tratta di parlare con i Paesi dell’Africa subsahariana e si tratta anche di parlare con i Paesi stabili di quella regione africana che circondano la Libia.

Un punto che a noi sembra di straordinaria importanza è quello del contrasto ai trafficanti di uomini, ai nuovi schiavisti, che sono gli scafisti e i loro agit-prop dall’altra parte del Mediterraneo. Contro di loro, noi siamo dell’idea che occorra fare di più. Ecco perché a Lussemburgo è emersa l’idea di una operazione di polizia internazionale sul modello dell’operazione Atalanta, sviluppatasi in Somalia contro la pirateria.

Crediamo che questo dia l’idea di una strategia veramente globale.

 

La discussione in Aula
(seduta del 22 aprile 2015)

Argomenti: