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Il Def 2015 in Commissione affari sociali

Il Def 2015 in Commissione affari sociali

Il Def 2015 arriva in Commissione affari sociali. Nella seduta di giovedì 16 aprile è iniziato l’esame in sede consultiva del Documento di economia e finanza predisposto dal governo e che si concluderà con l’espressione del parere alla Commissione bilancio.

Il relatore Ezio Casati (Pd) ha presentato alla commissione i contenuti del documento che interessano la sanità e le politiche sociali, ricordano che le previsioni di spesa in questi ambiti si sviluppano sulla base del Patto per la salute e delle disposizioni contenute nella legge di stabilità 2015.

Per la sanità, nella sezione III parte I il Def si occupa della sostenibilità finanziaria del Servizio sanitario nazionale, cui attribuisce un rilievo centrale attraverso il rafforzamento delle politiche di prevenzione, già valorizzate dall’Intesa sul piano nazionale della prevenzione 2014/2018 approvata dalla Conferenza Stato, regioni, province autonome. Il Def conferma i dati contenuti nell’Intesa (sottoscritta il 26 febbraio scorso), che ridimensiona la posta di bilancio prevista di 2.352 milioni di euro, portandola a 109,7 miliardi per il 2015 e 113,1 miliardi per il 2016.

Tra le misure organizzative non inserite nella legge di stabilità 2015, il Patto per la salute prevede il riordino della rete ospedaliera ed il consolidamento in tutte le regioni delle forme organizzative di medicina territoriale. Il Def segnala poi che è in corso di approvazione il regolamento per la definizione degli standard qualitativi strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Il Piano nazionale di riforme (Pnr) che fa parte del Def, invece, evidenzia la necessità di costruire strumenti di monitoraggio sistematico dei livelli essenziali di assistenza.

Nella sezione I parte IV, oltre alla revisione dei Lea, è stata programmata la revisione del prontuario farmaceutico e del sistema di compartecipazione del cittadino al finanziamento delle prestazioni sanitarie. In questo senso i costi standard sono considerati dal Def come strumenti positivi per il contenimento della spesa sanitaria.

Per le politiche sociali, la sezione III parte I del Def sottolinea come la legge di stabilità del 2015 abbia segnato una forte inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti rendendo la spesa sociale un investimento a supporto di una crescita inclusiva. In tale direzione sono confermati gli stanziamenti previsti per il fondo nazionale per le politiche sociali, per le non autosufficienze, per i servizi socio-educativi per la prima infanzia, il rifinanziamento della carta acquisti, l’introduzione di contributi a sostegno della natalità e ulteriori misure a favore della famiglia.

Infine, il governo ha considerato importanti le misure contenute nella legge delega di riforma del terzo settore appena approvata dalla Camera dei deputati ed inviata ora al Senato, per la quale esiste già uno stanziamento nella legge di stabilità 2015 di 50 milioni di euro per l’anno 2015, di 140 milioni di euro per l’anno 2016 e di 190 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017. Il dibattito sul Def proseguirà nelle prossime sedute.

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