I lavori della Camera in diretta

Piano industriale del gruppo Buzzi

Piano industriale del gruppo Buzzi

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, per sapere

– premesso che:

– a seguito di un accordo siglato lo scorso 27 marzo, la Buzzi Unicem, multinazionale piemontese attiva nella produzione e distribuzione di cemento, calcestruzzo e aggregati naturali, ha acquistato, per circa 120 milioni di euro, il 99,5 per cento del capitale della Sacci Spa, gruppo che, con i suoi stabilimenti in Italia, da circa 70 anni opera nel settore;

– l’accordo prevede il contestuale risanamento di tutta l’esposizione debitoria della Sacci, conseguente al precedente accordo di ristrutturazione, ma per completare la procedura d’acquisto occorre attendere alcuni mesi, in quanto è necessario il parere favorevole dell’autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché l’approvazione delle banche e dei creditori del gruppo Sacci, la cui esposizione finanziaria ammonta a circa 400 milioni di euro;

– attraverso l’acquisizione della Sacci spa, la Buzzi Unicem intende svolgere un ruolo di primo piano nel processo di consolidamento del settore in Italia, potendo vantare già di suo un fatturato di due miliardi e mezzo di euro e dunque una grande solidità finanziaria;

– la situazione aziendale della Buzzi Unicem lascia presupporre per il gruppo la possibilità di investire nella nuova proprietà e rilanciare l’attività produttiva degli stabilimenti Sacci che già da qualche tempo, in alcuni casi, lavorano a singhiozzo e dove sono state avviate procedure di mobilità a carico dei lavoratori per complessive 135 unità, in organico presso le sedi di: Roma, Castelraimondo (MC), Livorno, Pescara, Monte Roberto (AN), Bagno a Ripoli (FI), S. Martino sulla Marrucina (CH), Mondolfo (PU), Roseto degli Abruzzi (TE), Tavernola Bergamasca (BG), San Giovanni Teatino, Collecorvino (PE), Notaresco (TE), Roma Portuense;

– di fronte ad un così complesso ed importante piano di acquisizione è opportuno conoscere concretamente il contenuto e gli indirizzi del piano industriale del gruppo Buzzi;

– di recente i sindacati hanno unitariamente indetto lo stato di agitazione in tutti i siti produttivi della Sacci spa, a sostegno delle posizioni dei lavoratori, chiedendo l’apertura di un tavolo nazionale, finalizzato alla ricerca di soluzioni utili ad evitare le chiusure degli stabilimenti in questione e, più in generale, ad accertare la natura e le caratteristiche del piano industriale del gruppo Buzzi –:

quali siano le intenzioni e le iniziative in itinere intraprese dal Governo per verificare il contenuto e gli obiettivi del piano industriale del gruppo Buzzi, al fine di tutelare la piena occupazione dei siti produttivi, scongiurando la chiusura di stabilimenti in grado di dare anche ai nuovi acquirenti solidi elementi di continuità produttiva se non addirittura di espansione.

Manzi (primo firmatario), Lodolini, Morani, Petrini, Carrescia, Carella, Albini, Ermini, Taricco, Castricone, Manfredi, Arlotti, Rotta, Cova, Giuseppe Guerini, Gribaudo, Zappulla, Porta, Gnecchi, Carnevali, Tidei, Miccoli, Becattini, Mauri, Cominelli, Luciano Agostini, Marchetti, Malpezzi, Magorno, Richetti, Rocchi

Interpellanza urgente presentata il 14 aprile 2015

La risposta del viceministro dello sviluppo economico Carlo Calenda
(seduta del 17 aprile 2015)

In riferimento all’interpellanza in questione, come peraltro noto, lo scorso marzo è stata accettata la proposta di acquisto, formulata da Buzzi Unicem, per l’acquisizione del 99,5 per cento del capitale della Sacci SpA, uno dei principali operatori nel settore del cemento in Italia, attivo nelle regioni centrali e settentrionali, con una quota di mercato stimata intorno al 6 per cento.

La Sacci SpA, invece, è parte attualmente di un accordo di ristrutturazione dei debiti, ex articolo 182-bis della legge fallimentare, omologato dal tribunale di Roma nel luglio 2013.

L’offerta di acquisto prevede il risanamento dell’esposizione debitoria, di cui alla procedura di ristrutturazione sopra indicata, anche se l’esecuzione del contratto, con il quale la Buzzi Unicem acquisirebbe la Sacci, è attualmente al vaglio dell’Antitrust, per l’approvazione dell’operazione per quanto riguarda i profili eventuali di eccessiva concentrazione e violazione della concorrenza, nonché l’assenso delle banche e dei creditori aderenti all’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Il valore dell’operazione ammonta a circa 120 milioni di euro.

Il Ministero dello sviluppo economico ha dato e dà la propria disponibilità all’apertura di un imminente tavolo di confronto. Lo stesso avrà l’obiettivo di verificare, all’esito dei pareri attualmente in fase di elaborazione, la fattibilità del piano industriale di Buzzi Unicem, accertando, altresì, che il medesimo non comporti penalizzazioni, sotto il profilo economico, produttivo e occupazionale, nei territori nei quali la Sacci SpA ha finora operato.

La discussione in Aula
(seduta del 17 aprile 2015)

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