I lavori della Camera in diretta

«Con la riforma il non profit crescerà e sarà più forte»

«Con la riforma il non profit crescerà e sarà più forte»

In questi giorni in Parlamento si sta discutendo la proposta di legge per la riforma del Terzo settore, che interesserà anche moltissime organizzazioni bergamasche. Ne abbiamo parlato con l’on. Elena Carnevali, membro della XII Commissione parlamentare «Affari sociali».

Perché si è resa necessaria una riforma del Terzo settore?

«È stata chiesta innanzitutto da associazioni, gruppi di volontariato, cooperative sociali e da tutti gli enti che pongono le proprie esperienze e competenze al servizio del prossimo, dell’ambiente,
della cultura, della solidarietà e del civismo. Stiamo parlando di un settore che rappresenta una vera e propria dorsale strategica, che ha consentito la tenuta del sistema Paese in questi anni di forte crisi economica e che arriva a pesare quasi il 10% del Pil. Il sistema di regole tuttora vigente nei confronti di questa variegata realtà si caratterizza per una forte disomogeneità, non consentendo un chiaro e corretto svolgimento delle loro importantissime attività, penalizzando in alcuni casi coloro che lavorano veramente per il perseguimento del bene comune. Scopo della riforma è dare un nuovo quadro di regole omogenee, trasparenti, efficienti definendo natura, finalità, campi di attività degli enti del Terzo settore, nonché i principi e i vincoli che ne ispirano l’azione».

Come si è sviluppato il lavoro di stesura del testo della riforma?

«Il percorso è stato lungo e articolato, ma soprattutto partecipato, perché fin dal principio si è capito che una buona legge sarebbe scaturita solo dal confronto con i diretti protagonisti. Il 13 marzo
2014 sono state presentate, da parte del governo, le linee per la riforma del Terzo settore, testo sul quale si è poi aperta una consulta­zione, terminata il 13 giugno, cui hanno par­tecipato mille soggetti. Il disegno di legge presentato il 22 agosto è stato incardinato nella Commissione Affari Sociali della Camera il 10 ottobre. Da quel momento sono stati auditi 47 soggetti, tra enti pri­vati e pubblici e si è sviluppata un’ampia discussione (ben 24 se­dute) che ha portato ad importan­ti modifiche del testo originario».

Quali saranno i principali cambiamenti per le organizzazionidel Terzo settore?

«Innanzitutto viene definito con precisione cosa debba intendersi giuridicamente per Terzo settore. Il cuore del provvedimento è rappresentato dalla volontà di costruire condizioni favorevoli alla crescita e al consolidamento di tutti gli enti che a diverso titolo operano nel non profit, che giove­ranno dunque di un sistema normativo finalmente omogeneo, chiaro e trasparente. In altre paro­le per definirsi Terzo settore non conta solo chi sei, ma cosa fai, per­ché lo fai e come lo fai. Inoltre, si dettano i criteri per una disciplina efficace dell’impresa sociale e si introducono misure di sostegno fiscale».

Quali crede che saranno i miglioramenti per le nostre organizzazioni?

«Sono convinta che porterà vantaggi e grossi benefici a tutte le organizzazioni che svolgono la propria attività sul nostro territorio e a favore della nostra comunità. Basti pensare agli effetti che potranno produrre la stabilizzazione del 5 per mille, le agevolazioni fiscali per tutte le organizzazioni con prioritaria finalità sociale o le norme introdotte per stimolare comportamenti donativi, che possono moltiplicare, in un territorio come il nostro, le risorse investite nel Terzo settore. La riforma sarà tanto più efficace se si investirà sulla responsabilizzazione delle formazioni sociali in un rapporto leale e trasparente con le istituzioni, se saprà mobilitare tante energie, se sceglierà di investire sulle potenzialità economiche e sulla vocazione solidaristica, partecipativa e popolare che rappresenta da sempre il valore aggiunto del Terzo settore».

+Che ruolo avranno i Csv dopo la riforma?

«Detta criteri per una profonda revisione dei Csv, prevedendo assunzione della personalità giuridica e stabilità del loro finanziamento, attraverso le risorse previste dalla legge quadro sul volontariato. La legge delega prevede che assumano finalità di supporto tecnico, formativo e informativo degli enti del Terzo settore e sostengano iniziative territoriali solidali. Un ruolo centrale dunque, e legato alle realtà associative territoriali».

La specificità del volontariato è quella di fondarsi sulla gratuità, verrà tutelata?

«Assolutamente sì. Gli enti di Terzo settore di nuova definizione, tra i requisiti, non devono presentare finalità di lucro, così come tutte le misure agevolative a livello fiscale ed economico sono legate all’impatto dell’attività sociale effettivamente svolta ed è fatto divieto di usufiuire di queste misure di sostegno agli enti che decidono di operare ripartizione degli utili anche in forma indiretta. Questa riforma ha proprio lo scopo di valorizzare l’impegno e il tempo messo a disposizione da tutte quelle donne e quegli uomini che scelgono di operare al servizio di un fine sociale, per la valorizzazione e sostegno della persona e della comunità»

«L’Eco di Bergamo», 11 aprile 2015

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