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Uranio impoverito, sì alla commissione d’inchiesta

Uranio impoverito, sì alla commissione d’inchiesta

La Commissione affari sociali ha espresso parere favorevole all’istituzione di una commissione d’inchiesta sui casi di malattie e morti avvenute tra i militari che hanno partecipato a missioni all’estero e sono entrati in contatto con proiettili all’uranio impoverito.

Nella seduta di martedì 14 aprile è stato approvato un parere favorevole da inviare alla Commissione difesa che contiene anche la richiesta di estendere i lavori della commissione d’inchiesta alle ripercussioni che l’uso di uranio impoverito ha avuto sulla popolazione civile che vive in prossimità delle aree che ospitano poligoni di tiro o depositi di munizioni.

Questo è il testo del parere:

La XII Commissione (Affari sociali),

– esaminato, per le parti di competenza, il testo unificato della proposte parlamentari di inchiesta Doc XXIII Duranti, n. 9 e abb., recanti «Istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nano particelle di minerali pesanti prodotte dalle esposizioni di materiale bellico e a eventuali interazioni», come risultante dall’emendamento approvato in sede referente,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:

– valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere che la Commissione di inchiesta estenda gli obiettivi della sua indagine all’incidenza epidemiologica delle malattie correlate all’eventuale esposizione ad agenti patogeni – che si diffondono per via aerea, attraverso le falde acquifere o con gli alimenti – nella popolazione civile residente in prossimità di zone in cui si svolge l’attività dei poligoni di tiro o di siti di deposito di munizioni ubicati in Italia e conseguentemente di modificare il titolo della proposta di inchiesta.

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