Riforma Terzo settore, gli emendamenti all’articolo 7

La commissione affari sociali ha svolto nella seduta di martedì 17 marzo l’esame degli emendamenti all’articolo 7 del testo del disegno di legge delega al governo sulla riforma al Terzo settore approvandone uno, presentato dai deputati del M5s e riformulato così come richiesto dalla relatrice Donata Lenzi (Pd).

Questo è il testo dell’emendamento:

Emendamento 7.06. (nuova formulazione)

Dopo l’articolo 7 aggiungere il seguente:

Art. 7-bis.
(Relazione al Parlamento).

1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche avvalendosi dei dati forniti dalle amministrazioni interessate, trasmette alle Camere, entro il 30 giugno di ciascun anno, una relazione sulle attività di vigilanza, monitoraggio e controllo svolte, ai sensi dell’articolo 2-bis, sugli enti del Terzo settore ivi comprese le imprese sociali di cui all’articolo 4, nonché sullo stato di attuazione della riorganizzazione del sistema di registrazione di cui all’articolo 2-ter, comma 1, lettera i).

Silvia Giordano, Grillo, Baroni, Di Vita, Lorefice, Mantero

Il testo dell’articolo 7 è adesso il seguente (in grassetto le modifiche):

Art. 7.
(Disposizioni finanziarie e finali).

1. Dall’attuazione delle deleghe di cui alla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, fatto salvo quanto previsto dal comma 2.

2. Per l’attuazione di quanto previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera f), numero 3), è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro. Al relativo onere, per l’anno 2015, si provvede, quanto a 20 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica, quanto a ulteriori 20 milioni di euro, mediante corrispondente utilizzo della proiezione,per il medesimo anno, dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014- 2016, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2014, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo al medesimo Ministero, e, quanto a 10 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per la crescita sostenibile di cui all’articolo 23, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, come rifinanziata ai sensi dell’articolo 1, comma 26, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.

3. Al fine di garantire la stabilizzazione e il rafforzamento delle misure previste all’articolo 6, comma 1, lettere c) e f), numero 3), e all’articolo 5, nell’ambito della legge di stabilità 2015 potranno essere individuate risorse finanziarie ulteriori rispetto a quanto stabilito dalla legislazione vigente, da destinare all’attuazione delle citate norme.

4. Le disposizioni della presente legge e quelle dei decreti legislativi emanati in attuazione della stessa si applicano nei confronti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei loro statuti e delle relative norme di attuazione.

Art. 7-bis.
(Relazione al Parlamento).

1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche avvalendosi dei dati forniti dalle amministrazioni interessate, trasmette alle Camere, entro il 30 giugno di ciascun anno, una relazione sulle attività di vigilanza, monitoraggio e controllo svolte, ai sensi dell’articolo 2-bis, sugli enti del Terzo settore ivi comprese le imprese sociali di cui all’articolo 4, nonché sullo stato di attuazione della riorganizzazione del sistema di registrazione di cui all’articolo 2-ter, comma 1, lettera i).

 

Rimane da esaminare una serie di emendamenti accantonati che si riferiscono all’articolo 4, lettera d) e lettera g) e all’articolo 6, lettera a), lettera c) e lettera f).

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