Riforma Terzo settore, gli emendamenti all’articolo 6

La Commissione affari sociali ha esaminato nella seduta di giovedì 12 marzo gli emendamenti all’articolo 6 approvandone sei, due dei quali presentati dalla relatrice, Donata Lenzi.

 

Emendamento 6.47 (nuova formulazione)

Al comma 1, lettera a), dopo la parola: ripartizione aggiungere le seguenti: anche in forma indiretta.

Dall’Osso, Baroni, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Lorefice, Mantero

Emendamento 6.33

Al comma 1, lettera b), dopo le parole: al fine di promuovere aggiungere le seguenti:, anche attraverso iniziative di raccolta fondi.

Patriarca, Amato, Capone, Grassi, Mariano, Albini, Argentin, Sbrollini, Carnevali

Emendamento 6.100

Al comma 1, lettera c), premettere le seguenti parole: completamento della.

Il Relatore

Emendamento 6.101

Al comma 1, lettera d), sostituire le parole: trasparenza totale con le seguenti: massima trasparenza.

Il Relatore

Emendamento 6.56 (nuova formulazione)

Al comma 1, lettera d), dopo le parole: delle conseguenze aggiungere la seguente: sanzionatorie.

Lorefice, Baroni, Dall’Osso, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Mantero

Emendamento 6.39

Al comma 1, lettera e), dopo le parole: degli enti aggiungere le seguenti: del Terzo settore;.

Patriarca, Amato, Capone, Grassi, Mariano, Albini, Argentin, Sbrollini, Piccione, Carnevali

Nella seduta di martedì 17 marzo è stato completato l’esame degli emendamenti all’articolo 6 e ne sono stati approvati tre, relativi alle lettere h) e i)

Emendamento 6.66. (nuova formulazione)

Al comma 1, lettera h), dopo le parole: articolo 1 aggiungere le seguenti:, anche in associazione tra loro,.

Di Vita, Baroni, Dall’Osso, Grillo, Silvia Giordano, Lorefice, Mantero

Emendamento 6.12. (nuova formulazione)

Al comma 1, dopo la lettera h), aggiungere la seguente:

h-bis) previsione di agevolazioni volte a favorire il trasferimento di beni patrimoniali agli enti di cui alla presente legge.

Nicchi, Matarrelli, Marcon

Emendamento 6.68

Al comma 1, lettera i), aggiungere in fine le seguenti parole: fermo restando il vincolo di non prevalenza delle attività connesse.

Baroni, Dall’Osso, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Lorefice, Mantero

Dopo l’approvazione di questi emendamenti il testo dell’articolo 6 è diventato il seguente (in grassetto le parti modificate):

Art. 6.
(Misure fiscali e di sostegno economico).

1. I decreti legislativi di cui all’articolo 1 disciplinano le misure agevolative e di sostegno economico in favore degli enti del Terzo settore e procedono anche al riordino e all’armonizzazione della relativa disciplina tributaria e delle diverse forme di fiscalità di vantaggio, nel rispetto della normativa dell’Unione europea e tenuto conto di quanto disposto ai sensi della legge 11 marzo 2014, n. 23, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) definizione di ente non commerciale ai fini fiscali connessa alle finalità di interesse generale perseguite dall’ente e introduzione di un regime di tassazione agevolativo che tenga conto delle finalità solidaristiche e di utilità sociale dell’ente, del divieto di ripartizione anche in forma indiretta degli utili e dell’impatto sociale delle attività svolte dall’ente;

b) razionalizzazione e semplificazione del regime di deducibilità e detraibilità dal reddito o dall’imposta delle persone fisiche e giuridiche delle erogazioni liberali, in denaro e in natura, disposte in favore degli enti di cui all’articolo 1, al fine di promuovere, anche attraverso iniziative di raccolta fondi, i comportamenti donativi delle persone e degli enti;

c) completamento della riforma strutturale dell’istituto della destinazione del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base alle scelte espresse dai contribuenti in favore degli enti di cui all’articolo 1, determinazione del relativo limite di spesa in coerenza con le risorse disponibili, razionalizzazione dei soggetti beneficiari e dei requisiti per l’accesso al beneficio nonché semplificazione e accelerazione delle procedure per il calcolo e l’erogazione dei contributi spettanti agli enti;

d) introduzione, per i soggetti beneficiari di cui alla lettera c), di obblighi di pubblicità delle risorse ad essi destinate, individuando un sistema improntato alla massima trasparenza, con la previsione delle conseguenze sanzionatorie per il mancato rispetto dei predetti obblighi di pubblicità, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera i);

e) razionalizzazione dei regimi fiscali e contabili semplificati in favore degli enti del Terzo settore di cui all’articolo 1;

f) previsione, per le imprese sociali:

1) della possibilità di accedere a forme di raccolta di capitali di rischio tramite portali telematici, in analogia a quanto previsto per le start-up innovative;

2) di misure agevolative volte a favorire gli investimenti di capitale;

3) dell’istituzione di un fondo rotativo destinato a finanziare a condizioni agevolate gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali;

g) introduzione di meccanismi volti alla diffusione dei titoli di solidarietà e di altre forme di finanza sociale finalizzate a obiettivi di solidarietà sociale;

h) promozione dell’assegnazione in favore degli enti di cui all’articolo 1, anche in associazione tra loro, degli immobili pubblici inutilizzati, nonché, tenuto conto della disciplina in materia, dei beni immobili e mobili confiscati alla criminalità organizzata, secondo criteri di semplificazione e di economicità, anche al fine di valorizzare in modo adeguato i beni culturali e ambientali;

h-bis) previsione di agevolazioni volte a favorire il trasferimento di beni patrimoniali agli enti di cui alla presente legge;

i) revisione della disciplina riguardante le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, in particolare prevedendo una migliore definizione delle attività istituzionali e di quelle connesse, fermo restando il vincolo di non prevalenza delle attività connesse.

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