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Riforma Terzo settore: vigilanza, esame dei subemendamenti all’articolo aggiuntivo

Riforma Terzo settore: vigilanza, esame dei subemendamenti all’articolo aggiuntivo

La Commissione affari sociali ha ripreso martedì pomeriggio l’esame degli emendamenti al disegno di legge delega sulla riforma del Terzo settore.

 

Martedì 10 marzo

Sono stati discussi gli articoli aggiuntivi all’articolo 2 presentati dai commissari, sui quali la relatrice e il governo hanno espresso parere contrario.

Nei confronti dell’articolo aggiuntivo proposto dalla relatrice Donata Lenzi (pd) una settimana fa, invece, sono stati presentati 38 subemendamenti. Sia la relatrice che il sottosegretario Luigi Bobba hanno espresso parere contrario su tutti i subemendamenti ad eccezione del subemendamento Grillo a condizione che fosse riformulato, e del subemendamento Miotto. Sono stati lasciati in sospeso, infine, i tre subemendamenti presentati da Paola Binetti, sui quali la relatrice si è riservata di effettuare un approfondimento.

Paolo Beni (Pd) ha ritirato l’articolo aggiuntivo a sua prima firma, pur ritenendo che un’apposita Agenzia avrebbe potuto svolgere adeguatamente le funzioni di vigilanza, promozione ed orientamento. Ha espresso apprezzamento per il rafforzamento del ruolo di vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per la previsione di strumenti di autocontrollo e dell’estensione del monitoraggio alle attività svolte dai soggetti previste dall’articolo aggiuntivo della relatrice. Ha invitato però a non trascurare l’attività di indirizzo e promozione, per la quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali potrà avvalersi della rete degli Osservatori che dovrebbero poter svolgere con autorevolezza il loro compito grazie alla partecipazione di soggetti rappresentativi ed esperti. Infine ha fatto notare che l’impianto delineato potrà essere efficace solo in presenza di adeguate risorse finanziarie.

Edoardo Patriarca (Pd) ha messo in evidenza che la relatrice ha saputo individuare un punto di mediazione efficace per superare la prevista struttura di missione che si sarebbe rivelata troppo fragile rispetto ai compiti richiesti, valutando positivamente il fatto che l’articolo aggiuntivo della relatrice preveda la collaborazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con altri soggetti, procedure di autocontrollo e un ruolo adeguato per gli Osservatori.

Elena Carnevali (Pd) ha ritirato il suo articolo aggiuntivo precisando di avere proposto l’istituzione di un’Agenzia soprattutto in ragione dell’inadeguatezza della struttura di missione prevista dal disegno di legge del Governo. Richiamando gli interventi dei colleghi Beni e Patriarca, ha poi osservato che la proposta della relatrice accoglie molti degli obiettivi alla base delle proposte emendative presentate. Infine ha sottolineato nuovamente la necessità di individuare risorse adeguate e ha valutato positivamente la partecipazione degli Osservatori nella promozione ed indirizzo delle attività del Terzo settore.

Marisa Nicchi (Sel) ha spiegato che, a suo giudizio, la non inclusione di un Autorità indipendente per il Terzo settore nella delega in esame costituisca un’occasione sprecata e disattenda le richieste provenienti da molti soggetti attivi nel settore.

Il sottosegretario Luigi Bobba ha spiegato che le procedure di controllo previste dall’articolo aggiuntivo della relatrice vanno considerate nel quadro complessivo che si va delineando nel corso dell’esame svolto dalla Commissione e che la soluzione adottata sia adeguata al contesto in cui opera il Terzo settore nel nostro Paese e rappresenta un ulteriore tassello che assicura equilibrio al sistema. Così le funzioni di coordinamento affidate alla Presidenza del Consiglio, il ruolo degli Osservatori, l’interazione tra vigilanza ministeriale e forme di autocontrollo svolte in collaborazione con i centri servizi per il volontariato e il rafforzamento del monitoraggio delle attività commerciali svolte dai soggetti del Terzo settore costituiscono misure efficaci.

Marco Rondini (Lega Nord), illustrando il suo subemendamento, ha spiegato che l’obiettivo del suo e di altri subemendamenti è quello di evitare che il controllo sui soggetti del Terzo settore sia di fatto svolto esclusivamente dall’Agenzia delle entrate.

Donata Lenzi (Pd) ha replicato che il problema posto da Rondini ha un suo fondamento e che per superarlo si è previsto che l’Agenzia delle entrate, al di là dei controlli fiscali di competenza, operi in collaborazione con altri soggetti, a cominciare dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in modo di applicare la normativa tenendo conto della complessità del Terzo settore.

La commissione ha respinto tutti i subemendamenti messi in votazione. Il testo dell’articolo aggiuntivo rimane, quindi, al momento invariato.

 

Mercoledì 11 marzo

La Commissione ha approvato quattro subemendamenti all’articolo aggiuntivo:

Emendamento 0.2.06.2. (Nuova formulazione)

All’articolo aggiuntivo 2.06 del relatore, comma 1, aggiungere in fine le seguenti parole: e informa delle funzioni svolte i soggetti di volta in volta interessati.

Binetti

Emendamento 0.2.06.23. (Nuova formulazione)

All’articolo aggiuntivo 2.06 del relatore, comma 2, dopo la parola: adeguate aggiungere le seguenti: ed efficaci.

Grillo

Emendamento 0.2.06.3. (Nuova formulazione)

All’articolo aggiuntivo 2.06 del relatore, comma 2, dopo le parole: Terzo settore aggiungere le seguenti: con particolare riferimento a quelli di piccole dimensioni.

Binetti

Emendamento 0.2.06.37.

All’articolo aggiuntivo 2.06 del relatore, dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

3. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali predispone linee guida in materia di bilancio sociale e di sistemi di valutazione di impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore, anche in attuazione di quanto previsto dall’articolo 2-ter, comma 1, lettera l). Per valutazione di impatto sociale si intende la valutazione qualitativa e quantitativa sul breve, medio e lungo periodo degli effetti sulla comunità di riferimento delle attività svolte rispetto all’obiettivo individuato.

Miotto

Il nuovo testo dell’articolo aggiuntivo è adesso il seguente:

Art. 2-bis
(Vigilanza, monitoraggio e controllo).

1. Le funzioni di vigilanza, monitoraggio e controllo sugli enti del Terzo settore, ivi comprese le imprese sociali di cui all’articolo 4, e sulle relative attività, finalizzate a garantire l’uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa, statutaria e regolamentare ed essi applicabile, sono esercitate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione per quanto di competenza con i ministeri interessati e con l’Agenzia delle entrate, ferme restando le funzioni di coordinamento e di indirizzo di cui all’articolo 2-ter, lettera n). Nello svolgimento di tali funzioni, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali individua modalità di coinvolgimento e raccordo anche con le strutture di cui all’articolo 3, comma 1, lettera f), e informa delle funzioni svolte i soggetti di volta in volta interessati.

2. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell’ambito delle attività di cui al comma 1, promuove l’adozione di adeguate ed efficaci forme di autocontrollo degli enti del Terzo settore, con particolare riguardo per quelli di piccole dimensioni, anche attraverso l’utilizzo di strumenti atti a garantire la più ampia trasparenza e conoscibilità delle attività svolte dagli enti medesimi, sulla base di apposite convenzioni stipulate con gli organismi maggiormente rappresentativi degli enti stessi o con le strutture di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e).

3. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali predispone linee guida in materia di bilancio sociale e di sistemi di valutazione di impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore, anche in attuazione di quanto previsto dall’articolo 2-ter, comma 1, lettera l). Per valutazione di impatto sociale si intende la valutazione qualitativa e quantitativa sul breve, medio e lungo periodo degli effetti sulla comunità di riferimento delle attività svolte rispetto all’obiettivo individuato.

Nella parte finale della seduta è iniziato l’esame degli emendamenti all’articolo 6. La relatrice Donata Lenzi (Pd) ha annunciato la presentazione di due suoi emendamenti riferiti all’articolo.

Emendamento 6.100

Al comma 1, lettera c), premettere le seguenti parole: completamento della.

Emendamento 6.101

Al comma 1, lettera d), sostituire le parole: trasparenza totale con le seguenti: massima trasparenza.

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