I lavori della Camera in diretta

Riforma Terzo settore, l’esame degli emendamenti all’articolo 4

Riforma Terzo settore, l’esame degli emendamenti all’articolo 4

Gli utili delle imprese sociali sono stati al centro dei lavori di mercoledì 4 marzo della Commissione affari sociali, che ha iniziato la votazione degli emendamenti all’articolo 4 del disegno di legge delega sulla riforma del Terzo settore e del servizio civile.

Sono stati approvati un emendamento presentato da Paolo Beni (Pd) riformulato secondo le richieste della relatrice Donata Lenzi (Pd) e del rappresentante del governo, il sottosegretario Luigi Bobba, e uno del Movimento 5 Stelle che sopprime la lettera b.

Sull’emendamento Beni sia Sel che il M5s hanno votato contro perché con la nuova formulazione gli utili delle imprese sociali non sono destinati integralmente al raggiungimento di obiettivi sociali.

Questi sono i testi degli emendamenti approvati:

Emendamento 4.13 (nuova formulazione)

All’articolo 4, comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

a) qualificazione dell’impresa sociale quale impresa privata con finalità di interesse generale, avente come proprio obiettivo primario la realizzazione di impatti sociali positivi conseguiti mediante la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale, che destina prevalentemente i propri utili al raggiungimento di obiettivi sociali e che adotta modelli di gestione responsabili, trasparenti e che favoriscono il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività;

Beni

Emendamento 4.48

Al comma 1, sopprimere la lettera b).

Lorefice, Baroni, Dall’Osso, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Mantero

 

Altri sei emendamenti sono stati approvati nella seduta del 5 marzo, alcuni con una nuova formulazione e uno presentato dalla relatrice:

Emendamento 4.12 (nuova formulazione)

Al comma 1, lettera c), sostituire le parole da: e individuazione fino a di compatibilità con con le seguenti:, aggiungendo ai settori previsti dal decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, anche quelli del commercio equo e solidale, dei servizi al lavoro finalizzati all’inserimento dei lavoratori svantaggiati, dell’alloggio sociale e dell’erogazione del microcredito da parte di soggetti a ciò abilitati in base alla normativa vigente e individuazione dei limiti per.

Becattini

Emendamento 4.19

Al comma 1, lettera e), sostituire la parola: razionalizzazione con la seguente: ridefinizione.

Patriarca

Emendamento 4.68 (nuova formulazione)

Al comma 1, lettera f), dopo la parola: possibilità aggiungere le seguenti:, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n.39,.

Mantero, Baroni, Dall’Osso, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Lorefice

Emendamento 4.71

Al comma 1, lettera f), dopo le parole: la direzione aggiungere le seguenti:, la presidenza.

Ferraresi, Di Vita, Baroni, Dall’Osso, Grillo, Silvia Giordano, Lorefice, Mantero

Emendamento 4.75 (nuova formulazione)

Al comma 1, dopo la lettera g) aggiungere la seguente:

g-bis) previsione della nomina, fin dall’atto costitutivo, di uno o più sindaci allo scopo di monitorare e vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto da parte dell’impresa sociale, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile.

Lorefice, Baroni, Dall’Osso, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Mantero

Emendamento 4.100

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

2. Le cooperative sociali e i loro consorzi acquisiscono di diritto la qualifica di impresa sociale.

Il relatore

 

Questo invece è il testo dell’articolo 4 così come risulta dopo le ultime modifiche (in grassetto gli esiti degli emendamenti approvati):

Art. 4.
(Impresa sociale).

1. I decreti legislativi di cui all’articolo 1 procedono al riordino e alla revisione della disciplina in materia di impresa sociale, tenuto conto di quanto previsto dagli articoli 2 e 6 e nel rispetto dei
seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) qualificazione dell’impresa sociale quale impresa privata con finalità di interesse generale, avente come proprio obiettivo primario la realizzazione di impatti sociali positivi conseguiti mediante la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale, che destina prevalentemente i propri utili al raggiungimento di obiettivi sociali e che adotta modelli di gestione responsabili, trasparenti e che favoriscono il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività;

b) revisione dell’attuale disciplina dell’attribuzione facoltativa della qualifica di impresa sociale e sua attribuzione di diritto alle cooperative sociali e ai loro consorzi; (soppressa) 

c) ampliamento dei settori di attività di utilità sociale, aggiungendo ai settori previsti dal decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, anche quelli del commercio equo e solidale, dei servizi al lavoro finalizzati all’inserimento dei lavoratori svantaggiati, dell’alloggio sociale e dell’erogazione del microcredito da parte di soggetti a ciò abilitati in base alla normativa vigente e individuazione dei limiti per lo svolgimento di attività commerciali diverse da quelle di utilità sociale;

d) previsione di forme di remunerazione del capitale sociale e di ripartizione di utili nel rispetto di condizioni e limiti prefissati;

e) ridefinizione delle categorie di lavoratori svantaggiati tenendo conto delle nuove forme di esclusione sociale, anche con riferimento ai princìpi di pari opportunità e non discriminazione di cui alla vigente normativa nazionale e dell’Unione europea;

f) possibilità, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n.39, per le imprese private e per le amministrazioni pubbliche di assumere cariche sociali negli organi di amministrazione delle imprese sociali, salvo il divieto di assumerne la direzione, la presidenza e il controllo;

g) coordinamento della disciplina dell’impresa sociale con il regime delle attività d’impresa svolte dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale;

g-bis) previsione della nomina, fin dall’atto costitutivo, di uno o più sindaci allo scopo di monitorare e vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto da parte dell’impresa sociale, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile.

2. Le cooperative sociali e i loro consorzi acquisiscono di diritto la qualifica di impresa sociale. 

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