Riforma Terzo settore: articolo 5, esaminati gli emendamenti accantonati

Riforma Terzo settore: articolo 5, esaminati gli emendamenti accantonati

Gli emendamenti all’articolo 5 del disegno di legge delega sulla riforma del Terzo settore sono stati esaminati nella seduta di ieri dalla Commissione affari sociali. Molti di questi sono stati ritirati. Uno, relativo al bando pubblico nel servizio civile, è stato approvato dopo che il rappresentante del governo, il sottosegretario Luigi Bobba, ha espresso parere favorevole nonostante la normativa vigente già ne preveda l’utilizzo.

Emendamento 5.32

Al comma 1, lettera b), dopo le parole: servizio civile universale aggiungere le seguenti: tramite bando pubblico.

Lorefice, Baroni, Dall’Osso, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Mantero

Dopo l’esame degli emendamenti accantonati il testo dell’articolo 5 è diventato il seguente (le parti modificate sono in grassetto):

1. Con il decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d), si provvede alla revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 1 della legge 6 marzo 2001, n. 64, e nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) istituzione del servizio civile universale finalizzato alla difesa non armata, ai sensi degli articoli 52, primo comma, e 11 della Costituzione, e a promuovere attività di solidarietà, inclusione sociale, cittadinanza attiva, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale della nazione e sviluppo della cultura dell’innovazione e della legalità nonché a realizzare un’effettiva cittadinanza europea e a favorire la pace tra i popoli;

b) previsione di un meccanismo di programmazione, di norma triennale, dei contingenti di giovani di età compresa tra 18 e 28 anni che possono essere ammessi al servizio civile universale tramite bando pubblico e di procedure di selezione e avvio dei giovani improntate a princìpi di semplificazione, trasparenza e non discriminazione;

c) definizione dello status giuridico dei giovani ammessi al servizio civile universale, prevedendo l’instaurazione, fra i medesimi giovani e lo Stato, di uno specifico rapporto di servizio civile non assimilabile al rapporto di lavoro, con previsione della non assoggettabilità della prestazione ad alcuna disposizione fiscale o tributaria;

d) coinvolgimento degli enti territoriali e degli enti pubblici e privati senza scopo di lucro nella programmazione e nell’organizzazione del servizio civile universale;

e) previsione di criteri e modalità di accreditamento degli enti di servizio civile universale di cui all’articolo 3 della legge 6 marzo 2001, n. 64, nell’ottiva della semplificazione e della trasparenza;

f) previsione di criteri e modalità di semplificazione e di trasparenza delle procedure di gestione e di valutazione dell’attività svolta; 

g) previsione di un limite di durata del servizio civile universale che contemperi le finalità del servizio con le esigenze di vita e di lavoro dei giovani coinvolti e della possibilità che il servizio sia prestato, in parte, in uno degli Stati membri dell’Unione europea, nonché, per iniziative riconducibili alla promozione della pace e alla cooperazione allo sviluppo, anche nei Paesi al di fuori dell’Unione europea;

h) riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite durante l’espletamento del servizio civile universale in funzione del loro utilizzo nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo.

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