Riforma Terzo settore, l’esame dell’articolo 3

Sono otto gli emendamenti all’articolo 3 del disegno di legge delega sulla riforma del Terzo settore che la Commissione affari sociali ha approvato.

La seconda parte della seduta di mercoledì 25 febbraio è stata dedicata all’esame dell’articolo relativo alle attività di volontariato e di promozione sociale e sono state votate favorevolmente queste modifiche:

Emendamento 3.4 (nuova formulazione)

Al comma 1, sostituire l’alinea con il seguente: «Con i decreti legislativi di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), si provvede al riordino e alla revisione organica della disciplina vigente in materia di attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso, tenuto conto di quanto previsto dagli articoli 2, 2-ter e 6 e nel rispetto sei seguenti principi e criteri direttivi:».

Conseguentemente:
dopo la lettera f) aggiungere la seguente:

f-bis) previsione di un regime transitorio volto a disciplinare lo status giuridico delle Società di mutuo soccorso già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge nell’eventualità che intendano rinunciare alla natura di Società di mutuo soccorso per continuare ad operare quali associazioni senza fini di lucro, con particolare riguardo alle condizioni per mantenere il possesso del proprio patrimonio, che deve essere comunque volto al raggiungimento di finalità solidaristiche.

Sostituire la rubrica con la seguente:
(Attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso).

Beni, Capone, Grassi, Mariano, Albini, Argentin, Carnevali

Emendamento 3.16 (nuova formulazione)

Al comma 1, lettera a), dopo la parola: armonizzazione aggiungere le seguenti: «e coordinamento».

Lorefice, Baroni, Dall’Osso, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Mantero

Emendamento 3.11 (nuova formulazione)

Al comma 1, lettera a), aggiungere in fine le seguenti parole: «valorizzando i principi di gratuità, democraticità e partecipazione e riconoscendo la specificità e le tutele dello status di volontario all’interno delle organizzazioni del Terzo settore»

Patriarca, Amato, Capone, Grassi, Mariano, Albini, Argentin, Sbrollini, Carnevali

Emendamento 3.7

Al comma 1, lettera b), dopo la parola: volontariato aggiungere le seguenti: , in particolare.

Capone, Grassi, Mariano, Albini, Argentin

Emendamento 3.9 (nuova formulazione)

Al comma 1, sostituire la lettera c) con la seguente:

c) valorizzazione delle diverse esperienze di volontariato, anche attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato nelle attività di promozione e di sensibilizzazione, e riconoscimento in ambito scolastico e lavorativo delle competenze acquisite dai volontari

Fossati, Amato, Capone, Grassi, Mariano, Albini, Argentin, Carnevali

Emendamento 3.19 (nuova formulazione)

Al comma 1, lettera d), aggiungere in fine le seguenti parole: «, intese quali associazioni composte da enti del Terzo settore, e previsione di forme di controllo delle medesime».

Di Vita, Baroni, Dall’Osso, Grillo, Silvia Giordano, Lorefice, Mantero

Emendamento 3.5 (nuova formulazione)

All’articolo 3, comma 1, sostituire la lettera e) con la seguente:

e) revisione del sistema dei centri di servizio per il volontariato, di cui all’articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266, prevedendo che gli stessi siano promossi da organizzazioni di volontariato per finalità di supporto tecnico, formativo e informativo degli enti del Terzo settore nonché per il sostegno di iniziative territoriali solidali. I centri di servizio per il volontariato assumono personalità giuridica in una delle forme previste per gli enti del Terzo settore di secondo livello e al loro finanziamento si provvede stabilmente con le risorse previste dall’articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266. Qualora ricorrano all’utilizzo di risorse diverse da quelle di cui al periodo precedente, le stesse sono ricomprese in una contabilità separata. Al controllo delle attività e della gestione dei centri di servizio provvedono organismi regionali e nazionali la cui costituzione è ispirata a criteri di efficienza e di contenimento dei costi di funzionamento. Tali costi non possono essere posti a carico delle risorse di cui all’articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266.

Patriarca, Amato, Capone, Grassi, Mariano, Albini, Argentin, Sbrollini, Piccione

Emendamento 3.23

Al comma 1, dopo la lettera f), aggiungere la seguente:

f-bis) uniformare i requisiti dei registri e degli osservatori nazionali con quelli regionali.

Mantero, Baroni, Dall’Osso, Di Vita, Grillo, Silvia Giordano, Lorefice

 

Il nuovo testo dell’articolo 3, dopo l’approvazione di questi emendamenti, è il seguente (le parti modificate sono in grassetto):

Art. 3.
(Attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso)

1. Con i decreti legislativi di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), si provvede al riordino e alla revisione organica della disciplina vigente in materia di attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso, tenuto conto di quanto previsto dagli articoli 2, 2-ter e 6 e nel rispetto sei seguenti principi e criteri direttivi:

a) armonizzazione e coordinamento delle diverse discipline vigenti in materia di volontariato e di promozione sociale valorizzando i principi di gratuità, democraticità e partecipazione e riconoscendo la specificità e le tutele dello status di volontario all’interno delle organizzazioni del Terzo settore;

b) promozione della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani, anche attraverso apposite iniziative da svolgere nell’ambito delle strutture e delle attività scolastiche;

c) valorizzazione delle diverse esperienze di volontariato, anche attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato nelle attività di promozione e di sensibilizzazione, e riconoscimento in ambito scolastico e lavorativo delle competenze acquisite dai volontari;

d) riconoscimento e valorizzazione delle reti associative di secondo livello, intese quali associazioni composte da enti del Terzo settore, e previsione di forme di controllo delle medesime;

e) revisione del sistema dei centri di servizio per il volontariato, di cui all’articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266, prevedendo che gli stessi siano promossi da organizzazioni di volontariato per finalità di supporto tecnico, formativo e informativo degli enti del Terzo settore nonché per il sostegno di iniziative territoriali solidali. I centri di servizio per il volontariato assumono personalità giuridica in una delle forme previste per gli enti del Terzo settore di secondo livello e al loro finanziamento si provvede stabilmente con le risorse previste dall’articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266. Qualora ricorrano all’utilizzo di risorse diverse da quelle di cui al periodo precedente, le stesse sono ricomprese in una contabilità separata. Al controllo delle attività e della gestione dei centri di servizio provvedono organismi regionali e nazionali la cui costituzione è ispirata a criteri di efficienza e di contenimento dei costi di funzionamento. Tali costi non possono essere posti a carico delle risorse di cui all’articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266;

f) revisione e razionalizzazione del sistema degli Osservatori nazionali per il volontariato e per l’associazionismo di promozione sociale;

g) uniformare i requisiti dei registri e degli osservatori nazionali con quelli regionali;

h) previsione di un regime transitorio volto a disciplinare lo status giuridico delle Società di mutuo soccorso già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge nell’eventualità che intendano rinunciare alla natura di Società di mutuo soccorso per continuare ad operare quali associazioni senza fini di lucro, con particolare riguardo alle condizioni per mantenere il possesso del proprio patrimonio, che deve essere comunque volto al raggiungimento di finalità solidaristiche.

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