Riforma Terzo settore, l’esame dell’articolo 2

Gli aggiornamenti sull’esame degli emendamenti all’articolo 2 del disegno di legge delega per la riforma del Terzo settore.

 

Martedì 17 febbraio

E’ ripreso in commissione affari sociali l’esame degli emendamenti al disegno di legge delega per la riforma del Terzo settore.

La seduta è stata dedicata ai sub-emendamenti che i commissari hanno presentato all’emendamento della relatrice Donata Lenzi (Pd), che ha riscritto il testo dell’articolo 2.

Quattro di questi sono stati approvati, mentre gli altri sono stati ritirati o respinti dal voto della commissione.

Questo è il contenuto degli emendamenti approvati:

Sub-emendamento 0. 2. 200. 117 (nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2, comma 1, sostituire l’alinea con il seguente:
1. I decreti legislativi di cui all’articolo 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi generali:

Beni, Carnevali

Sub-emendamento 0. 2. 200. 18

  All’emendamento 2.200, capoverso ART. 2, comma 1, lettera a), dopo la parola: partecipazione aggiungere le seguenti: democratica.

Grillo, Lorefice, Mantero, Baroni, Di Vita, Silvia Giordano

Sub-emendamento 0. 2. 200. 24

  All’emendamento 2.200, capoverso ART. 2, comma 1, lettera b), sostituire le parole: in via principale con la seguente: prioritariamente.

Grillo, Lorefice, Mantero, Baroni, Di Vita, Silvia Giordano

Sub-emendamento 0. 2. 200. 120

  All’emendamento 2.200, capoverso ART. 2-bis, comma 1, lettera d), sostituire le parole: attività commerciali con le seguenti: attività d’impresa.

Beni, Carnevali

 

Mercoledì 18 settembre

Altri sette sub-emendamenti sono stati approvati nella seduta del 18 febbraio:

Sub-emendamento 0. 2. 200. 121

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, alinea, dopo le parole: revisione organica della disciplina aggiungere la seguente: vigente.

Beni

Sub-emendamento 0. 2. 200. 49

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera c), dopo le parole: ai principi di aggiungere la seguente: efficacia.

Lorefice, Mantero, Baroni, Di Vita, Silvia Giordano, Grillo

Sub-emendamento 0. 2. 200. 50

Al comma 1, lettera c), sostituire le parole: appositi strumenti per con le seguenti: strumenti idonei a.

Mantero, Baroni, Di Vita, Silvia Giordano, Grillo, Lorefice

Sub-emendamento 0. 2. 200. 57 (Nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera f), sostituire le parole: prevedere una disciplina degli con le seguenti: disciplinare gli.

Baroni

Sub-emendamento 0. 2. 200. 60 (Nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera f), dopo le parole: e dell’impiego di risorse pubbliche aggiungere le seguenti: nonché prevedere il relativo regime sanzionatorio.

Grillo

Sub-emendamento 0. 2. 200. 116 (Nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera g), dopo la parola: modalità aggiungere le seguenti: e criteri.

Capone

Sub-emendamento 0. 2. 200. 62 (Nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera g), dopo le parole: modalità di verifica aggiungere la seguente: periodica.

Mantero

 

Martedì 24 febbraio

Tre sub-emendamenti sono stati accolti nella seduta del 24 febbraio:

Sub-emendamento 0. 2. 200. 110 (nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera i), sostituire le parole: anche al fine di favorirne la piena conoscibilità con le seguenti: favorendone, anche con modalità telematiche, la piena conoscibilità.

Nicchi

Sub-emendamento 0. 2. 200. 127

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera i), dopo le parole: in accreditamento con enti pubblici sostituire la parola: e con la seguente: o.

Beni

Sub-emendamento 0. 2. 200. 75

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera i) dopo le parole: con enti pubblici sostituire la parola: e, con la seguente: o.

Baroni, Di Vita, Silvia Giordano, Grillo, Lorefice, Mantero

 

Mercoledì 25 febbraio

La commissione ha concluso l’esame dei sub-emendamenti relativi all’articolo 2 approvandone ancora tre:

Sub-emendamento 0.2.200. 115. (nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera l), dopo le parole: obiettività, trasparenza e semplificazione aggiungere le seguenti: nonché criteri e modalità per la valutazione dei risultati ottenuti.

Capone

Sub-emendamento 0.2.200.89. (nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, lettera m), sostituire le parole: degli enti con le seguenti: di enti con finalità statutarie affini, anche allo scopo di definirne la loro rappresentatività presso i soggetti istituzionali.

Silvia Giordano, Grillo, Lorefice, Mantero, Baroni, Di Vita

Sub-emendamento 0.2.200.111. (nuova formulazione)

All’emendamento 2.200, capoverso Art. 2-ter, comma 1, dopo la lettera m), aggiungere la seguente:

m-bis) prevedere che il coordinamento delle politiche di governo e delle azioni di promozione e di indirizzo delle attività degli enti di cui alla presente legge, finalizzati a garantire l’uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa, statutaria e regolamentare ed essi applicabile, sia assicurato, in raccordo con i Ministeri competenti, dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

Nicchi, Matarrelli, Marcon, Silvia Giordano

 

Cinque emendamenti relativi all’istituzione dell’Agenzia per il terzo settore sono stati accantonati e saranno discussi in seguito:

Emendamento 2.1

Dopo l’articolo 2 aggiungere il seguente:

Art. 2-bis.
(Agenzia per il terzo settore).

1. Le funzioni di promozione, indirizzo e vigilanza delle attività degli enti del Terzo settore, finalizzate a garantire l’uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa, statutaria e regolamentare ad essi applicabile, sono assicurate da un’Agenzia istituita con apposito decreto del Presidente del consiglio dei ministri da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Agli oneri di costituzione e funzionamento dell’Agenzia di cui al comma 1 si provvede mediante la destinazione dello 0,5 per cento dell’ammontare complessivo del 5 per 1000 dell’imposta sul reddito delle persone fisiche devoluto dai contribuenti.

3. Nell’ambito dell’esercizio del proprio compito di vigilanza, l’Agenzia promuove anche adeguate forme di autocontrollo degli enti, attraverso l’adozione di modelli di rilevazione atti a garantire la trasparenza e la pubblicità degli atti, sulla base di apposite convenzioni stipulate con le organizzazioni di rappresentanza degli enti stessi.

Beni Paolo, Capone Salvatore, Grassi Gero, Mariano Elisa, Albini Tea, Argentin Ileana

Emendamento 2.2

Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:

Art. 2-bis.
(Istituzione dell’Agenzia per il Terzo Settore).

1. I decreti legislativi di cui all’articolo 1 disciplinano, secondo i criteri direttivi di cui ai commi successivi, la costituzione, la composizione e il funzionamento dell’Agenzia per il terzo settore quale organo collegiale i cui componenti sono nominati, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sulla base di criteri di indipendenza ed esperienza.

2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è emanato il regolamento per il funzionamento dell’Agenzia per il Terzo Settore.

3. L’Agenzia per il Terzo settore, con riferimento esclusivo agli enti disciplinati dalla presente legge, svolge compiti di trasparenza, monitoraggio, attività di controllo e di prevenzione della corruzione attraverso l’adozione di uno specifico piano di attività.

4. Restano salvi gli ordinari poteri dell’Autorità giudiziaria per il controllo di validità di singoli atti e per l’accertamento della responsabilità degli amministratori, dei sindaci e dei revisori dei conti, nonché gli ordinari poteri di accertamento dell’Agenzia delle entrate e dell’Autorità nazionale Anticorruzione (A.N.AC.) sugli appalti pubblici.

5. A decorrere dall’anno 2015, all’Agenzia per il Terzo Settore è destinata una quota pari al 1 per cento del 5 per mille del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Carnevali Elena

Emendamento 2.3 (ex subemendamento 0. 2. 200. 81)

Dopo l’articolo 2 aggiungere il seguente:

Art. 2-bis.

1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è istituita un’Agenzia indipendente per il Terzo settore. I componenti dell’Agenzia di cui alla presente lettera non devono essere di nomina politica ma un organismo collegiale le cui attività sono prioritariamente di coordinamento, controllo e interfaccia con le istituzioni.

Baroni, Di Vita, Silvia Giordano, Grillo, Lorefice, Mantero

Emendamento 2.4

Dopo l’articolo 2 aggiungere il seguente:

Art. 2-bis.

1. È istituita una Autorità indipendente di monitoraggio, vigilanza e controllo, con compiti anche ispettivi sull’attività degli Enti di cui alla presente legge, anche al fine di contrastare possibili abusi e condotte elusive attraverso l’utilizzo di forme giuridiche nate per finalità assistenziali e solidaristiche. L’Autorità potrà, tra l’altro:
a) verificare i libri contabili e qualsiasi altro documento aziendale; b) verificare l’attività svolta anche in funzione delle finalità statutarie dell’ente, con particolare riguardo agli appalti e agli affidamenti; c) verificare i requisiti per l’autorizzazione e l’accreditamento e la rispondenza e il rispetto degli enti alla normativa vigente sia ex ante (all’atto della costituzione) che ex post. L’Autorità potrà avere altresì poteri consultivi riguardo l’attività di coordinamento, indirizzo e promozione delle attività degli enti, di cui alla precedente lettera m-bis).

Nicchi, Matarrelli, Marcon

Emendamento 2.5 (ex subemendamento 0. 2. 200. 92)

Dopo l’articolo 2 aggiungere il seguente:

Art. 2-bis.

1. Il monitoraggio e il coordinamento delle azioni di promozione e vigilanza delle attività degli enti di Terzo settore, finalizzati ad assicurare l’uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa, statutaria e regolamentare ad essi applicabile, sono assicurati da apposita Autorità di vigilanza indipendente del Terzo settore da costituirsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Mantero, Baroni, Di Vita, Silvia Giordano, Grillo, Lorefice.

 

Dopo l’approvazione dei sub-emendamenti, il testo dell’articolo 2 è diventato il seguente (le parti modificate sono in grassetto):

Art. 2.
(Princìpi e criteri direttivi generali).

1. I decreti legislativi di cui all’articolo 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi generali:

a) riconoscere e garantire il più ampio esercizio del diritto di associazione e il valore delle formazioni sociali liberamente costituite, ove si svolge la personalità dei singoli, quale strumento di promozione e di attuazione dei princìpi di partecipazione democratica, solidarietà, sussidiarietà e pluralismo, ai sensi degli articoli 2, 3, 18 e 118 della Costituzione;

b) riconoscere e favorire l’iniziativa economica privata, svolta senza finalità lucrative, diretta a realizzare prioritariamente la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale o d’interesse generale, anche al fine di elevare i livelli di tutela dei diritti civili e sociali;

c) assicurare, nel rispetto delle norme vigenti, l’autonomia statutaria degli enti al fine di consentire il pieno conseguimento delle loro finalità e la tutela degli interessi coinvolti;

d) semplificare la normativa vigente, garantendone la coerenza giuridica, logica e sistematica.

Art. 2-bis.
(Revisione del libro primo, titolo II, del Codice civile).

1. Il decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), è adottato nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) rivedere e semplificare il procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica e prevedere obblighi di trasparenza e di informazione, anche verso i terzi, attraverso le forme di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell’ente;

b) disciplinare, nel rispetto del principio di certezza nei rapporti con i terzi e di tutela dei creditori, il regime di responsabilità limitata degli enti riconosciuti come persone giuridiche e la responsabilità degli amministratori, tenendo conto del rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento degli enti medesimi;

c) assicurare il rispetto dei diritti degli associati, con particolare riguardo ai diritti di informazione, partecipazione e impugnazione degli atti deliberativi, e il rispetto delle prerogative dell’assemblea, prevedendo limiti alla raccolta delle deleghe;

d) prevedere che alle associazioni e alle fondazioni che esercitano stabilmente e prevalentemente attività d’impresa si applichino le norme previste dai titoli V e VI del libro quinto del Codice civile, in quanto compatibili.

Art. 2-ter.
(Riordino e revisione disciplina del Terzo settore e Codice del Terzo settore).

1. Con i decreti legislativi di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), si procede al riordino e alla revisione organica della disciplina vigente degli enti del Terzo settore mediante la redazione di un Codice per la raccolta e il coordinamento delle relative disposizioni, con l’indicazione espressa delle norme abrogate a seguito della loro entrata in vigore, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) stabilire le disposizioni generali e comuni applicabili, nel rispetto del principio di specialità, agli enti del Terzo settore;

b) individuare le attività solidaristiche e di interesse generale che caratterizzano gli enti del Terzo settore, il cui svolgimento costituisce requisito per l’accesso alle agevolazioni previste dalla normativa ;

c) definire forme e modalità di organizzazione e amministrazione degli enti ispirate ai princìpi di democrazia, eguaglianza, pari opportunità, partecipazione degli associati e dei lavoratori nonché ai princìpi di efficacia, di efficienza, di trasparenza, di correttezza e di economicità della gestione degli enti, prevedendo strumenti idonei a garantire il rispetto dei diritti degli associati, con facoltà di adottare una disciplina differenziata che tenga conto delle peculiarità della compagine e della struttura associativa nonché della disciplina relativa agli enti delle confessioni religiose che hanno stipulato patti o intese con lo Stato;

d) prevedere il divieto di distribuzione, anche in forma indiretta, degli utili e del patrimonio dell’ente, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera d);

e) definire criteri e vincoli di strumentalità dell’attività d’impresa eventualmente esercitata dall’ente rispetto alla realizzazione degli scopi istituzionali e introdurre un regime di contabilità separata finalizzato a distinguere la gestione istituzionale da quella imprenditoriale;

f) disciplinare gli obblighi di controllo interno, di rendicontazione, di trasparenza e d’informazione nei confronti degli associati e dei terzi, differenziati anche in ragione della dimensione economica dell’attività svolta e dell’impiego di risorse pubbliche, nonché prevedere il relativo regime sanzionatorio;

g) individuare specifiche modalità e criteri di verifica periodica dell’attività svolta e delle finalità perseguite;

h) disciplinare gli eventuali limiti e gli obblighi di pubblicità relativi agli emolumenti, ai compensi o ai corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati;

i) riorganizzare il sistema di registrazione degli enti e di tutti gli atti di gestione rilevanti, secondo criteri di semplificazione, attraverso la previsione di un Registro unico del Terzo settore, suddiviso in specifiche sezioni, da istituirsi presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, favorendone, anche con modalità telematiche, la piena conoscibilità in tutto il territorio nazionale. L’iscrizione al Registro è obbligatoria per gli enti del Terzo settore che si avvalgono prevalentemente o stabilmente di finanziamenti pubblici, di fondi privati raccolti attraverso pubbliche sottoscrizioni o di fondi europei destinati al sostegno dell’economia sociale o che esercitano attività in convenzione o in accreditamento con enti pubblici o che intendono avvalersi delle agevolazioni previste dall’articolo 6 della presente legge;

l) valorizzare il ruolo degli enti nella fase di programmazione, a livello territoriale, relativa anche al sistema integrato di interventi e servizi socio-assistenziali nonché di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale e individuare criteri e modalità per l’affidamento agli enti dei servizi d’interesse generale, improntati al rispetto di requisiti minimi di qualità e impatto sociale del servizio, obiettività, trasparenza e semplificazione, nonché criteri e modalità per la valutazione dei risultati ottenuti;

m) prevedere strumenti che favoriscano i processi aggregativi di enti con finalità statutarie affini, anche allo scopo di definirne la loro rappresentatività presso i soggetti istituzionali;

n) prevedere che il coordinamento delle politiche di governo e delle azioni di promozione e di indirizzo delle attività degli enti di cui alla presente legge, finalizzati a garantire l’uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa, statutaria e regolamentare ed essi applicabile, sia assicurato, in raccordo con i Ministeri competenti, dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

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