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Milleproroghe, 38 deputati chiedono proroga graduatorie idonei

Milleproroghe, 38 deputati chiedono proroga graduatorie idonei

Trentotto deputati hanno sottoscritto un ordine del giorno collegato al Milleproroghe per chiedere al Governo di procedere alla proroga delle graduatorie vigenti della Pubblica Amministrazione. L’Ordine del giorno, ad oggi, è stato sottoscritto dai deputati: Umberto Marroni, Tino Iannuzzi, Simonetta Rubinato, Patrizia Maestri, Massimiliano Manfredi, Daniela Sbrollini, Marco Bergonzi, Tiziano Arlotti, Bruno Censore, Marilena Fabbri, Roberta Agostini, Andrea Ferro, Emanuele Lodolini, Fabio Lavagno, Walter Verini, Paola Boldrini, Salvatore Capone, Maria Iacono, Marco Miccoli, Giuseppe Romanini, Sòfia Ammodio, Tea Albini, Vicenza Bruno Bossio, Salvatore Piccolo, Angelo Senaldi, Paolo Russo, Federico Massa, Francesca Bonomo, Camilla Sgambato, Marietta Tidei, Marco Carra, Elena Carnevali, Vanessa Camani, Emanuele Fiano, Nicola Ciracì, Silvia Fregolent, Lorenza Bonaccorsi, Luisella Albanella.

«Ci auguriamo che il Parlamento e il Governo vogliano dare un segnale di dialogo alle oltre ottanta mila persone tra vincitori ed idonei di concorso approvando l’ordine del giorno e procedendo in tempi brevi alla proroga delle graduatorie. È infatti quanto mai necessario tutelare il diritto dei vincitori ad essere assunti e al contempo non ignorare le aspettative degli idonei. Ad oggi, infatti, il blocco previsto dalla legge di stabilità per il biennio 2015-2016 priva di fatto gli idonei della possibilità di scorrimento delle graduatorie, la cui scadenza è peraltro prevista per il 31 dicembre 2016. La proroga, inoltre, andrebbe nella direzione di ridurre la spesa pubblica per l’indizione di nuovi concorsi e di rispettare quanto previsto dalla Legge D’Alia che ha configurato lo scorrimento delle graduatorie concorsuali, valide ed efficaci, come la regola generale per la copertura dei posti vacanti nella dotazione organica» è quanto afferma il deputato del Partito Democratico Umberto Marroni, primo firmatario dell’ordine del giorno.

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