I lavori della Camera in diretta

Riforma Terzo settore, continua l’esame degli emendamenti all’articolo 5

È ripreso questa settimana in commissione affari sociali l’esame degli emendamenti al disegno di legge che attribuisce al governo la delega per la riforma del Terzo settore e del servizio civile.

Ieri sono stati discussi altri emendamenti all’articolo 5, dopo quelli analizzati in una precedente seduta. L’articolo 5 si occupa del servizio civile universale.

Sono stati approvati due degli emendamenti, entrambi riformulati secondo le richieste della relatrice, Donata Lenzi.

Si tratta dell’emendamento 5.42:

Al comma 1, lettera e), dopo le parole: di accreditamento degli enti del servizio civile universale aggiungere le seguenti: di cui all’articolo 3 della legge 6 marzo 2001, n. 64, nell’ottica della semplificazione e della trasparenza;

Conseguentemente:
dopo la lettera e) aggiungere la seguente:

e-bis) previsione di criteri e modalità di semplificazione e di trasparenza delle procedure di gestione e di valutazione dell’attività svolta;

Lorefice

e dell’emendamento 5.13:

Al comma 1, lettera f), dopo le parole: servizio civile universale aggiungere le seguenti:, non inferiore a otto mesi complessivi e, comunque, non superiore a un anno,

Beni

Restano da esaminare altri sette emendamenti all’articolo 5, tutti relativi alla lettere b).

Dopo le ultime modifiche, il testo dell’articolo 5 è diventato il seguente:

1. Con il decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d), si provvede alla revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 1 della legge 6 marzo 2001, n. 64, e nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) istituzione del servizio civile universale finalizzato alla difesa non armata, ai sensi degli articoli 52, primo comma, e 11 della Costituzione, e a promuovere attività di solidarietà, inclusione sociale, cittadinanza attiva, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale della nazione e sviluppo della cultura dell’innovazione e della legalità nonché a realizzare un’effettiva cittadinanza europea e a favorire la pace tra i popoli;

b) previsione di un meccanismo di programmazione, di norma triennale, dei contingenti di giovani di età compresa tra 18 e 28 anni che possono essere ammessi al servizio civile universale e di procedure di selezione e avvio dei giovani improntate a princìpi di semplificazione, trasparenza e non discriminazione;

c) definizione dello status giuridico dei giovani ammessi al servizio civile universale, prevedendo l’instaurazione, fra i medesimi giovani e lo Stato, di uno specifico rapporto di servizio civile non assimilabile al rapporto di lavoro, con previsione della non assoggettabilità della prestazione ad alcuna disposizione fiscale o tributaria;

d) coinvolgimento degli enti territoriali e degli enti pubblici e privati senza scopo di lucro nella programmazione e nell’organizzazione del servizio civile universale;

e) previsione di criteri e modalità di accreditamento degli enti di servizio civile universale di cui all’articolo 3 della legge 6 marzo 2001, n. 64, nell’ottiva della semplificazione e della trasparenza;

e bis) previsione di criteri e modalità di semplificazione e di trasparenza delle procedure di gestione e di valutazione dell’attività svolta; 

f) previsione di un limite di durata del servizio civile universale che contemperi le finalità del servizio con le esigenze di vita e di lavoro dei giovani coinvolti e della possibilità che il servizio sia prestato, in parte, in uno degli Stati membri dell’Unione europea, nonché, per iniziative riconducibili alla promozione della pace e alla cooperazione allo sviluppo, anche nei Paesi al di fuori dell’Unione europea;

g) riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite durante l’espletamento del servizio civile universale in funzione del loro utilizzo nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo.

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