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Riforma Terzo settore, esaminati gli emendamenti all’articolo 5

Riforma Terzo settore, esaminati gli emendamenti all’articolo 5

La Commissione affari sociali ha esaminato oggi gli emendamenti all’articolo 5 del disegno di legge delega al governo per la riforma del Terzo settore.

La discussione sull’articolo 2 e sui successivi a esso strettamente collegato è stata rinviata poiché sono stati presentati numerosi emendamenti e la relatrice, Donata Lenzi, ha chiesto più tempo per approfondire il loro contenuto.

Al termine della seduta il testo dell’articolo 5 è stato modificato con l’approvazione di tre emendamenti.

Emendamento 5. 100. Lenzi (relatore)

Al comma 1, sostituire l’alinea con il seguente:

1. Con il decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d), si provvede alla revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 1 della legge 6 marzo 2001, n. 64, e nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi.

Emendamento 5. 12. Beni, Capone, Grassi, Mariano, Albini, Argentin, Fossati

Al comma 1, lettera c), dopo le parole: prevedendo l’instaurazione aggiungere le seguenti:, fra i medesimi giovani e lo Stato,.

Emendamento 5. 101. Lenzi (relatore)

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: attraverso modalità rivolte con la seguente: e.

Il nuovo testo dell’articolo 5
Dopo queste modifiche l’articolo 5 è il seguente (in grassetto le modifiche apportate):

1. Con il decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d), si provvede alla revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 1 della legge 6 marzo 2001, n. 64, e nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) istituzione del servizio civile universale finalizzato alla difesa non armata, ai sensi degli articoli 52, primo comma, e 11 della Costituzione, e a promuovere attività di solidarietà, inclusione sociale, cittadinanza attiva, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale della nazione e sviluppo della cultura dell’innovazione e della legalità nonché a realizzare un’effettiva cittadinanza europea e a favorire la pace tra i popoli;
b) previsione di un meccanismo di programmazione, di norma triennale, dei contingenti di giovani di età compresa tra 18 e 28 anni che possono essere ammessi al servizio civile universale e di procedure di selezione e avvio dei giovani improntate a princìpi di semplificazione, trasparenza e non discriminazione;
c) definizione dello status giuridico dei giovani ammessi al servizio civile universale, prevedendo l’instaurazione, fra i medesimi giovani e lo Stato, di uno specifico rapporto di servizio civile non assimilabile al rapporto di lavoro, con previsione della non assoggettabilità della prestazione ad alcuna disposizione fiscale o tributaria;
d) coinvolgimento degli enti territoriali e degli enti pubblici e privati senza scopo di lucro nella programmazione e nell’organizzazione del servizio civile universale;
e) previsione di criteri e modalità di accreditamento degli enti di servizio civile universale;
f) previsione di un limite di durata del servizio civile universale che contemperi le finalità del servizio con le esigenze di vita e di lavoro dei giovani coinvolti e della possibilità che il servizio sia prestato, in parte, in uno degli Stati membri dell’Unione europea, nonché, per iniziative riconducibili alla promozione della pace e alla cooperazione allo sviluppo, anche nei Paesi al di fuori dell’Unione europea;
g) riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite durante l’espletamento del servizio civile universale in funzione del loro utilizzo nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo.

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