I lavori della Camera in diretta

«Milleproroghe», rallenta il riordino della Croce Rossa nazionale

«Milleproroghe», rallenta il riordino della Croce Rossa nazionale

La conversione del decreto «milleproroghe» impegna in questi giorni parte del lavoro delle Commissioni. Il provvedimento annuale che il governo emana per prorogare termini previsti da norme e di cui è prossima la scadenza è all’esame anche della Commissione affari sociali.

La relatrice Daniela Sbrollini (Pd) ha illustrato nella seduta di oggi il concenuto degli articoli che interessano materie di competenza della Commissione. Si tratta dell’articolo 1 comma 7 e dell’articolo 7.

L’articolo 1, comma 7 proroga al 31 dicembre 2015 i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dall’Agenzia italiana del farmaco per l’attribuzione di incarichi dirigenziali, per garantire la continuità nello svolgimento delle funzioni istituzionali dell’Agenzia.
La spesa derivante dalla proroga (495.440 euro per il 2015) non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica ed è finanziata con le risorse derivanti dalla maggiorazione del 20 per cento delle tariffe per prestazioni rese dall’Aifa stessa, comprense quelle connesse alle ispezioni. Le unità dirigenziali interessate dalla norma di proroga sono: direttore dell’Ufficio Affari Legali, il cui contratto scade il 6 gennaio 2015; direttore dell’Ufficio di Presidenza, il cui contratto scade il 17 gennaio 2015; direttore dell’Ufficio Stampa, il cui contratto scade il 31 marzo 2015; direttore dell’Ufficio Segreteria Tecnica della Direzione Generale, il cui contratto scade il 31 marzo 2015.
Attualmente gli incarichi conferiti dall’AIfa ad esterni sono pari a 6 unità, con uno sforamento di tre unità rispetto alla quota consentita dalla cosiddetta «spending review». A quelli già citati, infatti, si devono aggiungere il direttore dell’Ufficio Prezzi e Rimborso, il cui contratto scade l’8 agosto 2015, ma che è in collocamento in quiescenza anticipata al prossimo 30 aprile 2015, e il responsabile dell’Unità dirigenziale per i Registri di monitoraggi o dei farmaci e gestione esperti Aifa, il cui contratto scade il 31 maggio 2017. Considerato che una di queste ultime due unità dirigenziali si collocherà in quiescenza anticipata il prossimo 30 aprile 2015, gli incarichi conferiti da Aifa ad esterni supereranno, a decorrere dal 30 aprile 2015, di sole due unità la quota di cui all’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001. Per tali ragioni, il comma 7 prevede che i contratti possano essere prorogati anche se eccedenti la quota di cui all’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001.

L’articolo 7 riguarda la proroga di termini in materia sanitaria. Il comma 1 proroga al 30 giugno 2015 il termine del 31 dicembre 2014 entro cui i servizi trasfusionali e le unità di raccolta del sangue e degli emocomponenti devono completare le procedure di autorizzazione richieste. Nello specifico, la norma proroga dal 31 dicembre 2014 al 30 giugno 2015 il termine per la completa attuazione dell’Accordo Stato – Regioni del 16 dicembre 2010 sui requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta del sangue e degli emocomponenti.
La necessità della proroga deriva dal fatto che non tutte le Regioni e Province autonome riusciranno a completare il percorso di autorizzazione e accreditamento di Servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta, previsto dall’Accordo Stato-Regioni. Pertanto, al fine di garantire la tutela della salute pubblica, è necessario che i Servizi trasfusionali e le Unità di raccolta operanti sul territorio nazionale siano rispondenti ai requisiti previsti dalle normative nazionali ed europee, e quindi autorizzati e accreditati dalle Regioni e Province autonome entro il 30 giugno 2015, allo scopo di assicurare la qualità e la sicurezza dei prodotti del sangue destinati alla trasfusione, compreso il plasma destinato alla produzione di medicinali emoderivati, con l’obiettivo che sia assicurata l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza.
Il comma 2 contiene numerose proroghe che interessano il processo di riorganizzazione della Croce Rossa, il cui processo di privatizzazione è rinviato di un anno per le strutture centrali (sede nazionale e sedi regionali), dotate a tutt’oggi di personalità giuridica di diritto pubblico. In particolare, il comma 5 dell’articolo 6 del decreto legislativo n. 178 del 2012, prevede l’istituzione di una sede di confronto presso il Dipartimento della funzione pubblica con la partecipazione di rappresentanti dei dicasteri coinvolti, della C.R.I. (Ente e Associazione), delle Regioni e delle organizzazioni sindacali, al fine di coordinare e supportare il processo di mobilità del personale. Tale «tavolo tecnico», seppur attivato, non ha in concreto espletato alcuna attività collegabile al processo di mobilità.
Il comma 3 proroga di un anno, spostando dal 1° gennaio 2015 al 1° gennaio 2016, il termine entro cui effettuare la ridefinizione del sistema di remunerazione della filiera distributiva del farmaco (azienda farmaceutica, grossista, farmacista), tenendo conto della complessità della procedura prescritta dall’articolo 15, comma 2 del decreto legge n. 95 del 2012.
Il comma 4, infine, proroga di un anno, dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2015, la validità delle tariffe massime di riferimento per la remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti, di assistenza ospedaliera di riabilitazione e di lungodegenza post acuzie e di assistenza specialistica ambulatoriale, così come determinate dal decreto ministeriale 18 ottobre 2012.
Il nuovo Patto per la Salute per gli anni 2014-2016 ha previsto all’articolo 1, comma 3, l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, che costituisce un presupposto fondamentale per l’individuazione delle nuove tariffe massime di riferimento: l’emanazione del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri sui LEA impone, infatti, l’esigenza di provvedere alla definizione di tariffe nazionali per tutte le prestazioni nuove o modificate incluse nei «nuovi Lea». Se lo schema di decreto fosse stato predisposto prima del 31 dicembre 2014, e conseguentemente prima della emanazione del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri sui LEA, sarebbe stato necessario predisporre un ulteriore decreto di aggiornamento delle tariffe nazionali per includere prestazioni diverse da quelle che avrebbero potuto essere contenute nel primo schema di decreto. Per questo motivo il comma 4 dispone la proroga, prudenzialmente fino al 31 dicembre 2015, della validità delle vigenti tariffe come determinate dal decreto ministeriale 18 ottobre 2012.

Durante il dibattito che è seguito, Margherita Miotto (Pd) ha posto l’attenzione sul tema dell’assegno sinora corrisposto ai grandi invalidi di guerra, a partire dal 2006, come corrispettivo del venire meno dell’assistenza prestata dagli accompagnatori militari e dagli obiettori di coscienza. A partire dal 1° gennaio 2015 tale assegno non può più essere corrisposto essendo venuto meno il finanziamento previsto per un biennio dalla legge di stabilità per il 2013. In considerazione del rilevante impatto sociale di tale questione, non presente nel provvedimento in esame e per la quale sarebbero necessarie risorse pari a circa un milione di euro, ha suggerito di sottoporre alle Commissioni di merito (Affari costituzionali e Bilancio) l’opportunità di inserire nel testo una disposizione che proroghi tale misura almeno per il 2015. Miotto ha poi manifestato preoccupazione per la proroghe relative alla normativa di riordino della Croce Rosse Italiana. Infatti, diversamente dallo scorso anno, il processo di riordino a livello locale, con la trasformazione dei comitati in soggetti di diritto privato, appare ormai consolidato, pertanto, mantenendo il livello centrale come ente di diritto pubblico, si corre il rischio di creare una forte confusione e di determinare una difficile convivenza di personale con un diverso regime contrattuale. La proroga potrebbe limitarsi alle sole disposizioni relative al personale, fermo restando, in ogni caso, che con il passare del tempo vi sono minori possibilità di una soluzione soddisfacente per il problema degli esuberi. Appaiono comunque incomprensibili le ragioni del rinvio della costituzione della Associazione Italiana della Croce Rossa, che non comporterebbe alcun onere finanziario, in quanto tale costituzione potrebbe sicuramente agevolare il riordino in corso.

Massimo Enrico Baroni (M5s) ha criticato il fatto che il provvedimento sia privo dell’Analisi tecnico normativa e dell’Analisi di impatto della regolamentazione. Ha poi fatto notare che la proroga dei contratti dei dirigenti dell’Aifa costituisce una chiara violazione delle disposizioni relative alla «spending review» e ha manifestato perplessità sul carattere di urgenza delle norme adottate, dato che, per esempio, la proroga dei termini per le procedure di autorizzazione e accreditamento dei servizi trasfusionali si riferisce a disposizioni emanate nel 2010.

Paola Binetti (Ap) ha dichiarato di condividere le opinioni di Margherita Miotto sulle proroghe relative al riordino della Croce Rossa. Riguardo alla proroga dei termini per le procedure di autorizzazione e accreditamento dei servizi trasfusionali, ha fatto notare che così si mantiene in una condizione precaria del personale che fornisce prestazioni indispensabili e che attende da tempo una stabilizzazione. Anche in questo caso manca una chiara dimensione progettuale, e le procedure relative alla donazione del sangue andrebbero riviste per scongiurare il ripetersi di situazioni di emergenza. Infine ha evidenziato la connessione tra la proroga delle tariffe massime da corrispondere alle strutture accreditate e il mancato rispetto degli impegni ripetutamente presi circa l’adozione dei nuovi LEA. Questo ritardo costituisce un disagio reale per molti soggetti, a cominciare dalle persone affette da malattie rare e dalle loro famiglie.

Silvia Giordano (M5s) ha mostrato perplessità sulla proroga dei contratti dei dirigenti dell’Aifa, non comprendendo la necessità assegnare gli incarichi al di fuori di una procedura concorsuale. La questione era stata affrontata anche nel corso dell’audizione del direttore generale dell’Aifa e già allora non erano state date informazioni pienamente corrette.

 

 

Argomenti:
Persone: