Utilizzo improprio del marchio di Expo 2015

Utilizzo improprio del marchio di Expo 2015

Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere –

premesso che:

– la regione Lombardia ha organizzato presso la propria sede istituzionale di Milano per il 17 gennaio il convegno «Difendere la Famiglia per Difendere la Comunità»;

– il convegno è stato pubblicizzato oltre che con il logo di regione Lombardia, anche con il marchio e il patrocinio di EXPO 2015;

– il convegno è stato organizzato con la collaborazione di alcune associazioni, le cui argomentazioni sono note per una impostazione culturale sul ruolo, sui principi e sui valori dell’istituzione familiare altamente discriminante nei confronti di alcune persone per il loro orientamento sessuale;

– l’associazione Obbiettivo Chaire, per esempio, sul suo sito sostiene che l’omosessualità sia una malattia da curare e propugna presso le famiglie, genitori ed insegnanti le discutibili teorie Riparative dell’Omosessualità;

– da decenni il mondo scientifico sostiene che l’omosessualità non è una malattia su base organica, né tantomeno un disturbo della personalità ma una variante del comportamento sessuale umano e che già dal 1973, con la terza edizione internazionale del DSM, non rientra più tra i disturbi della sfera psichica;

– l’Organizzazione mondiale della sanità nel 1990 ha definitivamente cancellato l’omosessualità dalla lista delle malattie e dei disturbi mentali e nessuna terapia è stata scientificamente validata come terapia finalizzata a cambiare un orientamento sessuale;

– l’Ordine nazionale degli psicologi reputa che è un’informazione scientificamente priva di fondamento e foriera di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale quella di sostenere che l’omosessualità è una malattia, nonché la stessa teoria riparatrice;

– l’Ordine degli psicologi della Lombardia ha assunto nel 2010 una deliberazione che condanna «qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti»;

– il programma e la tipologia dei relatori del convegno «Difendere la Famiglia per Difendere la Comunità» sono espressione secondo gli interroganti di una cultura palesemente discriminante in quanto la stessa limita i diritti civili e sociali delle persone omosessuali, sostenendo con discutibili teorie mediche non suffragate dalla comunità scientifica internazionale che la difesa dell’istituzione familiare si attua attraverso la cura e la riabilitazione delle persone con diverso orientamento sessuale;

– la Società Expo 2015 spa, di cui il Governo Italiano detiene il 40 per cento delle quote, è una Società costituita appositamente per organizzare e gestire l’Esposizione Universale di Milano 2015 intitolata «Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita»;

– il presidente della commissione consiliare Expo del Comune di Milano, Ruggero Gabbai e lo stesso sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, hanno espresso contrarietà nei confronti delle tesi espresse dal convegno e dall’utilizzo improprio del logo di Expo 2015;

– il commissario unico Giuseppe Sala ha dichiarato di non aver mai concesso l’autorizzazione a mettere il marchio Expo sulla locandina del convegno e di aver chiesto di toglierlo;

– il consigliere del Presidente del Consiglio dei ministri per le pari opportunità, on. Giovanna Martelli, ha dichiarato che l’uso del logo per il convegno «Difendere la Famiglia per Difendere la Comunità» non solo è puramente strumentale, ma inficia anche la finalità principale dell’Expo;

– il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali con delega ad Expo ha dichiarato che Expo 2015 va tutelato da polemiche e strumentalizzazioni che esulano dai suoi contenuti;

– sono già state programmate per il giorno 17 gennaio diverse manifestazioni da parte di associazioni e di cittadini che intendono contrastare le tesi omofobiche di un convegno che, di fatto, non ha all’interno del programma alcun contraddittorio né culturale né scientifico –:

quali iniziative il Governo intenda mettere in campo al fine di evitare — anche per il futuro — l’utilizzo improprio e strumentale del marchio e del patrocini di EXPO 2015 dopo aver preso atto di una iniziativa i cui contenuti e le cui finalità sono secondo gli interroganti palesemente discriminatorie ed antitetiche rispetto anche alla differente vocazione umanitaria e al tema dell’evento mondiale dell’Esposizione universale.

Carnevali (primo firmatario), Terrosi, Incerti, Carra, Fiano, Cinzia Maria Fontana, Fossati, Campana, Cenni, Sbrollini, Berretta, Braga, Romanini, Moretto, Cova, Albanella, Piazzoni, Mariani, Locatelli, Giuseppe Guerini e Valente

Interrogazione a risposta in commissione agricoltura presentata il 12 gennaio 2015

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