Riconoscimento della professione odontotecnica

Riconoscimento della professione odontotecnica

La XII Commissione,

premesso che:

la professione odontotecnica è disciplinata dal regio decreto 31 maggio 1928, n. 1334, recante «Regolamento per l’esecuzione della legge 23 giugno 1927, n. 1264, sulla disciplina delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie» in base al quale (articoli 1, 11) l’attività veniva definita come arte ausiliaria delle professioni sanitarie;

gli odontotecnici italiani alimentano un comparto produttivo, quello della fabbricazione dei dispositivi odontoiatrici, con un significativo impatto in termini di creazione di ricchezza nazionale, annoverando circa 13.000 laboratori ed impiega oltre 23.000 addetti. La risalente normativa, ancorata ad un’impostazione inadeguata e giuridicamente obsoleta, determina un’ingiustificata compressione del ruolo professionale. Ne deriva la necessità di riconsiderare il quadro di riferimento alla luce della considerevole evoluzione della professione, delle tecniche e dei materiali utilizzati, nonché della imprescindibile esigenza di tutela dei pazienti interessati dalle cure dell’apparato dentale;

il riconoscimento dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie trova un riferimento forte nell’articolo 1 della legge 26 febbraio 1999, n. 42, recante «Disposizioni in materia di professioni sanitarie», ove si prevede che la denominazione «professione sanitaria ausiliaria» contenuta in ogni provvedimento di legge sia sostituita dalla denominazione «professione sanitaria» Nel 2001 il Ministero della sanità predisponeva uno schema di decreto avente ad oggetto l’individuazione della figura professionale dell’odontotecnico rispetto al quale il Consiglio superiore di sanità esprimeva parere favorevole (parere del 30 ottobre – 14 novembre 2001 – Sez. II), ritenendo opportuno «che la figura dell’Odontotecnico sia inserita nella Classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche – area tecnico-assistenziale – (classe 3), di cui al decreto del MURST del 2/4/2001»;

il Consiglio di Stato, chiamato a rendere il parere sul citato schema di decreto, si soffermava sui profili istituzionali evidenziando la necessità di trattare il tema alla luce del nuovo riparto legislativo concorrente sancito dal Titolo V della Costituzione in materia di «professioni» e «salute» (parere Adunanza Generale dell’11 aprile 2002); dava anche atto che «Il Ministero ha riconosciuto tuttavia, che anche l’attività di odontotecnico – pur se qualificata “arte sanitaria ausiliaria” e non “professione sanitaria ausiliaria” – potesse essere ricondotta tra le professioni sanitarie»;

in questa direzione la legge 1 febbraio 2006, n. 43, recante «Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l’istituzione dei relativi ordini professionali», sanciva (articolo 5, comma 2) che l’individuazione di nuove professioni sanitarie fosse effettuata mediante apposito accordo in sede di Conferenza Stato-regioni, recepito con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri;

nel 2007 la direzione generale delle professioni sanitarie del Ministero della salute predisponeva uno schema di Accordo avente ad oggetto l’individuazione della professione sanitaria di odontotecnico, declinando il profilo, l’ambito di attività, il contesto operativo e di responsabilità, nonché il titolo di abilitazione per il suo esercizio. A seguito del parere favorevole reso da una Commissione costituita presso il Consiglio superiore di sanità, lo schema veniva trasmesso alla Conferenza Stato-regioni per il seguito di competenza;

il processo di approvazione dell’Accordo in sede di Conferenza Stato-regioni non giungeva a conclusione a causa della fine anticipata della XV Legislatura ché non ne consentiva gli approfondimenti opportuni. Nella seguente XVI Legislatura, trasmesso lo schema di Accordo alla Conferenza Stato-regioni da parte del Ministro della salute, Renato Balduzzi, il procedimento di riconoscimento degli odontotecnici si interrompeva per la fine della Legislatura medesima;

è bene evidenziare come negli atti e dalle attività menzionate emergano con sufficiente chiarezza sia i profili istituzionali che i principi di merito da portare a compimento nella direzione di giungere al riconoscimento della professione sanitaria odontotecnica il 13 marzo 2014 Confartigianato Odontotecnici, insieme ad altre associazioni di categoria, ha sollecitato la necessità di definire l’avviato percorso di riconoscimento della professione odontotecnica, inviando una nota congiunta ai presidenti delle giunte regionali ed ai relativi assessori alla sanità ed alle attività produttive;

ai fini del riconoscimento giovano la significativa maturazione professionale e l’aggiornamento tecnologico già conseguiti della categoria, la quale contribuisce, per la propria parte di competenza, al benessere ed alla salute dei pazienti;

l’autonomia e la specificità sanitaria della professione odontotecnica, nonché l’importanza che le produzioni odontotecniche spiegano nel campo delle cure dell’apparato dentale, sono elementi fondamentali nella direzione di conseguirne il riconoscimento, ponendo altresì le basi per l’ulteriore crescita della categoria e la sua partecipazione autorevole ai processi comunitari in corso che la investono;

sul versante istituzionale la pendenza del procedimento di riconoscimento ha spinto alcune regioni a sollecitare l’intervento di Governo, Parlamento e Conferenza Stato-regioni. In particolare la regione Lazio (mozione n. 113 del 17 dicembre 2013), la regione Liguria (ordine del giorno del 25 marzo 2014), la regione Marche (mozione del 17 giugno 2014) la regione Piemonte (mozione n. 18 del 30 settembre 2014 e ordine del giorno n. 5 del 30 settembre 2014) hanno evidenziato come la peculiarità del settore, l’importanza della qualità delle lavorazioni eseguite e la tutela dei cittadini-pazienti siano elementi che militano in favore del riconoscimento della professione sanitaria odontotecnica; rilevando, altresì, come il riconoscimento darebbe una spinta ulteriore al percorso di crescita professionale della categoria e, quindi, dell’intero settore produttivo;

sul versante comunitario, preme evidenziare come la considerazione della professione odontotecnica rientri nella missione della Fédération Européenne et Internationale des Patrons Prothésistes Dentaires (FEPPD). La FEPPD è attiva nel promuovere a livello europeo la libera circolazione delle professionalità e delle conoscenze odontotecniche, con evidenti ricadute positive in termini di crescita e di aggiornamento della categoria;

al fine di assicurare una robusta ed autorevole partecipazione italiana ai processi di crescita professionale in corso in ambito comunitario, il riconoscimento nazionale della professione sanitaria odontotecnica gioca un ruolo di primaria importanza. Gli odontotecnici italiani, infatti, sono chiamati a partecipare, in forza del piano di azione per il biennio 2014-2016 della FEPPD, al processo di adozione di una Carta professionale europea da parte della Commissione europea,

impegna il Governo

a riprendere il lavoro già svolto sul riconoscimento della professione odontotecnica, trasmettendo alla Conferenza Stato-regioni lo schema di accordo del 2007.

Sbrollini (primo firmatario), Lenzi, Capone, Gelli, Carnevali, D’Incecco, Mariano, Piazzoni, Grassi, Patriarca

Risoluzione in commissione affari sociali presentata il 18 dicembre 2014

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