Accesso a internet mediante connessioni senza fili

Accesso a internet mediante connessioni senza fili

Negli ultimi anni è emerso in modo chiaro il ruolo della rete internet nello sviluppo dell’economia, non solo di quella digitale, ma anche di quella reale. La crescita della rete e l’accesso ai suoi servizi assicurano prestazioni efficienti e risparmi di gestione alla pubblica amministrazione e alle imprese, con beneficio indiscusso per l’economia del Paese, per tutti i cittadini e per la loro qualità di vita.
In tal senso, lo sviluppo della rete internet e l’allargamento della sua base di accesso contribuiscono in modo indiscusso, come attestato da un’ampia letteratura in merito, alla costruzione di nuovo valore e all’innalzamento del prodotto interno lordo (PIL): oggi benessere e crescita hanno anche bisogno della rete internet.
Purtroppo, nonostante il periodo di forte crisi economica da cui l’Italia sta tentando con enormi sforzi di uscire, questo Parlamento non è ancora riuscito ad affrontare in modo serio e risolutivo il tema del digital divide.
L’Italia si colloca in posizioni arretrate per quanto riguarda l’accesso alla rete internet e ciò rischia di comportare un progressivo impoverimento dei nostri settori produttivi, compreso il turismo cui facciamo affidamento per attrarre visitatori che apprezzino la nostra accoglienza e i nostri beni culturali.
Questa proposta di legge intende mettere in campo una serie di strumenti tesi a migliorare la possibilità di accesso alla rete internet tramite tecnologia wi-fi da parte di tutti i consumatori.
L’analisi della situazione presente vede solo poco più dell’8 per cento degli esercizi commerciali e degli uffici pubblici coperti da tecnologia wi-fi.
Lo scopo che si pone la proposta di legge è quello di arrivare in sei mesi a una copertura del 100 per cento.
La possibilità di accedere alla rete internet in mobilità, in un Paese dove gli apparati dotati di tecnologia wi-fi sono già ampiamente diffusi, è un’opportunità enorme: in questo modo si rende più accogliente il Paese per i tanti turisti che ogni anno lo scelgono come meta delle proprie vacanze, ma si rilancia anche la crescita economica con la creazione di nuova occupazione e tutto questo grazie a una maggiore interazione non solo tra privati, ma anche tra privati e pubblica amministrazione. Inoltre, si assicura una modalità di accesso alla rete internet anche alle classi sociali meno abbienti, facendo dell’Italia un Paese all’avanguardia a livello mondiale.
La rete internet rappresenta, infine, uno strumento indispensabile per garantire la libertà di espressione dei cittadini e per l’accesso alle informazioni, all’istruzione, alla formazione, ai servizi pubblici e alla cultura.
La proposta di legge prende spunto dalle riflessioni di parte della dottrina costituzionale che configura l’accesso alla rete internet come un «servizio essenziale», l’attuazione del quale è demandata alle sinergie che si sviluppano tra pubblico e privato, nel solco di quanto già sperimentato in altri Paesi europei, quelli scandinavi innanzitutto.
In conclusione, con un ridotto investimento economico da parte dei privati e degli enti pubblici, si potrebbe far fare all’Italia un grande balzo in avanti sul tema dell’accesso alla rete internet e sulla contestuale riduzione o abbattimento del digital divide.
La proposta di legge si compone di un solo articolo, suddiviso in otto commi.
In particolare il comma 1 stabilisce l’obbligo per una serie di soggetti di dotarsi del collegamento alla rete internet mediante connessioni senza fili, consentendo l’accesso gratuito e libero. Il comma 2 prevede i casi di esenzione dall’obbligo. Il comma 3 estende, invece, l’obbligo ad altri soggetti e il comma 4 prevede l’istituzione di un fondo per il sostegno all’installazione nei mezzi di trasporto pubblico di collegamenti gratuiti alla rete internet (come peraltro sta già avvenendo in alcune grandi città). Il comma 5 attribuisce il compito di vigilare sull’ottemperanza agli obblighi, ai comuni, i quali possono irrogare sanzioni, mentre il comma 6 demanda all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il controllo sull’attuazione della legge. Il comma 7 istituisce un fondo per il sostegno alla diffusione di router e di modem wireless di ultima generazione, in grado di garantire una migliore diffusione del segnale. Se questa proposta di legge fosse approvata, l’Italia sarebbe il primo Paese al mondo quanto a sostanziale accessibilità alla rete internet da parte degli individui.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, al fine di facilitare l’accesso alla rete internet, tutti gli esercizi commerciali, le sedi delle associazioni culturali aperte al pubblico, i taxi, le vetture adibite ad attività di noleggio con conducente, i bus privati, i treni e gli aerei registrati in Italia devono essere dotati di un collegamento alla rete internet resa disponibile tramite tecnologia wireless basata sulle specifiche dello standard IEEE 802.11 (wi-fi), consentendo l’accesso a tutti a titolo gratuito e senza necessità di utilizzare credenziali di accesso e password.
2. Sono esentati dall’obbligo di cui al comma 1 gli esercizi commerciali, le associazioni culturali e gli uffici pubblici con una superficie inferiore a 100 metri quadrati nonché gli esercizi commerciali e le associazioni culturali con un organico inferiore a due dipendenti.
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, negli uffici pubblici, negli uffici degli esercenti un pubblico servizio, nei tribunali, negli ospedali, nei porti e negli aeroporti deve essere garantito il collegamento alla rete internet con le modalità di cui al comma 1 in almeno due aeree.
4. Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico è istituito un fondo, con una dotazione pari a 2 milioni di euro per gli anni 2015, 2016 e 2017, per il sostegno all’installazione del collegamento alla rete internet, con le modalità di cui al comma 1, nei mezzi di trasporto pubblico di proprietà, anche tramite partecipazioni, di comuni e regioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per l’erogazione delle risorse del fondo mediante la concessione di contributi per ottemperare agli obblighi stabiliti dalla presente legge.
5. In caso di inottemperanza agli obblighi stabiliti dalla presente legge, i comuni provvedono a punire i soggetti inadempienti con una multa fino a euro 5.000, con l’esclusione degli esercenti l’attività di trasporto di persone a carattere sovranazionale, nazionale o regionale, nei confronti dei quali provvede direttamente l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
6. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni esercita la vigilanza sull’attuazione della presente legge, anche sulla base di segnalazioni provenienti da privati cittadini. A tale scopo, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorità adotta un regolamento nel quale stabilisce le modalità di segnalazione e le procedure per la rilevazione delle inadempienze e per l’irrogazione delle sanzioni.
7. Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico è istituito un fondo, con una dotazione pari a un milione di euro per gli anni 2015, 2016 e 2017, per il sostegno alla diffusione di router e di modem wireless basati sulle specifiche dello standard IEEE 802.11 di classe «N» o «QC» o tecnologie successive. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per l’erogazione delle risorse del fondo mediante la concessione di contributi per l’attuazione delle finalità di cui al presente comma.
8. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui al comma 5 dell’articolo 10 del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

Proposta di legge di iniziativa dei dpeutati Boccadutri, Bruno Bossio, Carbone, Losacco, Migliore, Aiello, Albanella, Ascani, Bargero, Beni, Berretta, Borghese, Paola Bragantini, Capodicasa, Cardinale, Carnevali, Carra, Casellato, Censore, Chaouki, Cimbro, Ciracì, Costantino, Crivellari, Culotta, Di Lello, Di Salvo, Marco Di Stefano, Ermini, Fabbri, Famiglietti, Faraone, Ferrara, Fiano, Fiorio, Fitzgerald Nissoli, Cinzia Maria Fontana, Fossati, Fragomeli, Gadda, Gandolfi, Garavini, Garofani, Gasparini, Giacobbe, Ginefra, Giuliani, Giulietti, Gregori, Gribaudo, Guerra, Gullo, Iacono, Kronbichler, Lacquaniti, Lattuca, Lavagno, Librandi, Locatelli, Lodolini, Maestri, Manciulli, Manfredi, Marchetti, Marchi, Marcon, Matarrelli, Mazzoli, Melilla, Melilli, Miccoli, Minnucci, Misiani, Mongiello, Nardi, Nicchi, Oliverio, Palazzotto, Paris, Pastorelli, Peluffo, Piazzoni, Salvatore Piccolo, Pilozzi, Giuditta Pini, Piras, Porta, Quartapelle Procopio, Raciti, Ragosta, Ricciatti, Rocchi, Romanini, Andrea Romano, Rosato, Rossomando, Rostan, Francesco Sanna, Sannicandro, Sberna, Scotto, Scuvera, Senaldi, Stumpo, Tacconi, Taricco, Tidei, Valiante, Ventricelli, Zan, Zaratti

L'iter del provvedimento
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