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Cure ai diabetici, approvata la risoluzione

Cure ai diabetici, approvata la risoluzione

La Commissione affari sociali ha approvato durante la seduta di mercoledì 10 dicembre il testo della risoluzione presentata da Vittoria D’Incecco e altri deputati relativa a «Iniziative per garantire cure appropriate alle persone affette da diabete».

La discussione del documento è avvenuta il 26 novembre, quando, nell’illustrare il contenuto del documento, Vittoria D’Incecco (Pd) ha ricordato che la proposta nasce dall’esigenza di dare maggiore risposta in termini di salute alle persone affette da malattia diabetica, che risultano essere un numero molto rilevante. Esistono due forme di diabete: il tipo I dovuto ad una forma di disregolazione del sistema immunitario (interessa una minoranza della popolazione), il tipo II dovuto ad un deficit di secrezione di insulina da parte delle cellule pancreatiche o ad una resistenza dei tessuti all’azione della stessa (in circa il 90 per cento dei pazienti).

 

I malati di diabete
Il numero dei malati di diabete è molto elevato: l’Organizzazione mondiale della sanità ne stima 346 milioni circa in tutto il mondo, che si prevede possano diventare 380 milioni nel 2025. I decessi a causa delle complicanze (frequentemente dovute ad eventi cardiovascolari acuti), secondo i dati del 2004, risultano essere 30.000 ogni anno e più dell’80 per cento avvengono in Paesi a basso-medio reddito. Secondo l’Oms-Europa, 52 milioni di persone in Europa risultano affette da malattia diabetica e questo numero è in crescita, arrivando in alcuni Stati a tassi del 10-14 per cento, sia a causa dell’invecchiamento della popolazione, sia per la sedentarietà ed una alimentazione non corretta che provocano sovrappeso e obesità, sia per disuguaglianze economiche.

 

Le iniziative in Italia
Nel 1991 la Federazione internazionale del diabete e l’Organizzazione mondiale della sanità proposero l’istituzione della «giornata mondiale del diabete» nel giorno 14 del mese di novembre, riconosciuta a partire dal 2006 dalle Nazioni Unite. In questa giornata in circa 400 città di tutta Italia vengono organizzati eventi da associazioni e organizzazioni di volontariato (Croce Rossa Italiana, Misericordia, Alpini), medici e specialisti in diabetologia, che offrono servizi a titolo gratuito in piazza (misurazione della glicemia, consulenza medica e consigli dal dietologo) e promuovono incontri e conferenze indirizzati alla conoscenza di uno stile di vita sano e all’invito all’esercizio fisico. Risultano così coinvolte circa 400 mila persone.
In Italia esiste, forse l’unico Paese nel mondo, una legge a tutela dei diritti delle persone affette da diabete, la legge n. 115 del 1987, che con il Piano sanitario nazionale pone il diabete, insieme ad altre malattie croniche non trasmissibili, fra le priorità per il Sistema sanitario nazionale, disegnando un modello di assistenza che, senza spreco di risorse, insegna alle persone malate di diabete a gestire la loro malattia e pertanto ad evitare gli scompensi glicemici, le complicanze, i ricoveri.

Secondo D’Incecco sono tre gli obiettivi della risoluzione: la centralità della persona, considerata come risorsa e non come peso nella società; il maggior ruolo delle associazioni familiari e di volontariato a rappresentare i bisogni sanitari e sociali; il potenziamento dei nodi di rete tra i diversi livelli di assistenza (medico di base, specialista, ospedale) attraverso percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) che possano riconsegnare appropriatezza all’uso delle risorse.

 

Le discriminazioni sul lavoro
Un problema importante di cui tenere conto è che circa il 34 per cento dei datori di lavoro continua a non prendere nemmeno in considerazione l’assunzione di persone affette da diabete, nonostante la legge n. 115 del 1987 vieti qualsiasi forma di discriminazione nei riguardi dei pazienti diabetici per l’accesso a posti di lavoro pubblico e privato, e anzi raccomandi di rendere più semplice l’inserimento degli stessi nel lavoro ed anche, soprattutto per i bambini, nelle attività scolastiche e sportive.

La legge n. 104 del 1992 stabilisce inoltre per il paziente diabetico tre permessi mensili retribuiti per i controlli ematochimici di routine e le verifiche periodiche 2-6 volte l’anno.

La risoluzione chiede in definitiva al Governo di attuare ogni iniziativa per garantire le cure più appropriate alle persone affette da diabete, riducendo le disuguaglianze ad oggi esistenti per l’accesso alle cure e all’informazione; di assumere ogni iniziativa per la tutela della salute dei pazienti diabetici nei diversi contesti regionali, promuovendo attività di prevenzione e insegnamento alla gestione del malato diabetico attraverso convegni e seminari e avviando ogni azione concreta per combattere le discriminazioni verso le persone affette da diabete nella scuola, nello sport e nei luoghi di lavoro.

Il sottosegretario Vito De Filippo, in rappresentanza del governo, ha detto di condividere il contenuto della risoluzione, sulla quale ha espresso una posizione assolutamente favorevole sia sulle premesse sia sulla parte dispositiva.

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