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Il Fondo per le non autosufficienze diventa strutturale

Il Fondo per le non autosufficienze diventa strutturale

«Approvato in commissione Bilancio l’aumento del Fondo per la non autosufficienza che per il 2015 sarà di 400 milioni di euro rispetto alla previsione iniziale di 250 milioni. L’aumento risponde alle esigenze già espresse dalla commissione Affari Sociali di un impegno più cospicuo nei confronti delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie, sostenuto anche da molte associazioni». Lo ha detto Elena Carnevali, deputata del Pd in commissione in commissione Affari sociali.

«Le risorse aggiuntive di 150 milioni – prosegue Carnevali – sono state recuperate dal fondo ex novo a favore delle famiglie posto in Legge di Stabilità per l’anno 2015. Il Fondo per la non autosufficienza, che dal prossimo anno vede stanziamenti strutturali nella legge di Stabilità da integrare negli anni successivi, sarà ripartito in accordo con le associazioni in sede di Conferenza Stato-Regioni e garantirà risorse per l’assistenza a favore dei malati di SLA e di altre gravi patologie. Sono così assicurate e rese strutturali per la prima volta anche le risorse, pari a 300 milioni di euro, per il Fondo Nazionale per le Politiche sociali che rappresentano una fonte economica importante da assegnare ai Comuni e agli Ambiti Territoriali per programmare un sistema integrato di interventi e di politiche sociali che godranno finalmente di finanziamenti certi».

Il relatore Mauro Guerra, nel riformulare gli emendamenti presentati all’articolo 17, comma 8 della Legge di Stabilità precisa come «le risorse finanziarie destinate al Fondo per le non autosufficienze, che rappresentano una quota all’interno degli stanziamenti destinati al sostegno delle famiglie, sono risorse aggiuntive, previste dalla legge di stabilità in discussione e quindi non sono sottratte a risorse già esistenti e destinate». Inoltre, osserva Guerra, «il tema della non autosufficienza qualche rapporto con il sostegno alle famiglie ce l’ha».

La Commissione, con parere favorevole del viceministro Morando e del relatore Guerra, ha approvato anche un emendamento bipartisan volto a integrare le risorse assegnate all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza di 650 mila euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017.

Infine, il ddl Stabilità rifinanzia per 250 milioni di europer il 2015, la stessa cifra peraltro stanziata per il 2014, la Social Card, la carta acquisti da 40 euro al mese a cui hanno diritto gli over 65 e le famiglie con bambini sotto i 3 anni in condizioni di povertà. «Come ha ben spiegato in un comunicato in serata il Ministero dell’Economia e delle Finanze, – chiarisce Guerra – l’emendamento del governo al ddl di stabilità non prevede modifiche alle condizioni personali per accedere al beneficio della card, anche a riguardo della nazionalità, rispetto alla legislazione vigente». La normativa infatti, prevede già dallo scorso aprile anche per il soggetto extracomunitario con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo, il diritto di poter usufruire della social card.

L’emendamento presentato dal Governo in tema di carta acquisti ha l’obiettivo di sanare il “vuoto” creato a seguito della mancata conversione della norma del decreto legge n. 150/2013 (“Milleproroghe”) che garantiva la continuità del programma Carta acquisti e l’avvio della sperimentazione della nuova social Card nei 12 Comuni con oltre 250mila abitanti, consentendo a Poste italiane spa di erogare il servizio di pagamento in favore degli aventi diritto alla social in attesa dell’espletamento della gara per la nuova aggiudicazione del servizio. «Lo stralcio della norma in sede diconversione in legge del decreto – si legge sempre nella nota del Mef – avrebbe quindi come conseguenza la mancanza per Poste della titolarità giuridica ad effettuare il servizio. Poste spa dovrebbe quindi recuperare da questi soggetti indigenti le somme erogate da gennaio 2014 a marzo 2014, quando la società, dopo aver vinto la gara indetta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha stipulato il relativo contratto (24 marzo 2014)».

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