I lavori della Camera in diretta

Aiuti ai comuni colpiti dal maltempo

Aiuti ai comuni colpiti dal maltempo

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere

– premesso che:

– davanti al ripetersi delle recenti drammatiche alluvioni, il Piemonte, la Liguria la Toscana il Lazio e l’Umbria sono i territori nei quali continuano a registrarsi gravi eventi di frana che hanno causato vittime e ingenti danni a centri abitati e a infrastrutture di comunicazione e continuano a verificarsi allagamenti e danni incalcolabili al patrimonio abitativo e alle attività produttive;

- i dati dell’Ispra fotografano una situazione di grave pericolo: la popolazione esposta a frane in Italia supera il milione e quella esposta ad alluvioni supera i 6 milioni, in un territorio che ha un suolo fragile dal punto di vista geologico e idrografico, la cui struttura orografica è per il 75 per cento collinare-montana; dai dati risultanti dal progetto IFFI-Inventario dei fenomeni franosi in Italia, emerge un quadro di dettaglio del dissesto da frane, che ammonta a quasi 500 mila frane, per un’area interessata di oltre 21 mila chilometri quadrati, pari al 7 per cento dell’intero territorio nazionale; ogni anno avvengono tra le 1000 e le 2000 frane, con il 10 per cento di queste «pericolose» che possono causare vittime, feriti e danni a edifici e infrastrutture;

- secondo i dati forniti dalla Coldiretti si stima in almeno 10 milioni di euro i danni subiti in questi ultimi giorni nelle aree agricole delle regioni settentrionali, le quali subiscono ingenti danni che richiedono urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo;

- nella giornata del 13 ottobre 2014 decine di comuni della provincia di Alessandria sono stati messi in ginocchio da una precipitazione violentissima che ha provocato l’esondazione del sistema idrico minore, provocando danni stimati per 50 milioni di euro e pregiudicando il sistema viario; in alcune valli del tortonese, oltre a danni a strutture private e produttive, sono pregiudicati anche i raccolti agricoli; a Gavi si registrano diversi sfollati a causa di una frana che minaccia il paese; le ultime piogge hanno messo a dura prova anche il sistema idraulico del casalese, risultando pertanto assolutamente necessario dichiarare lo stato di emergenza e predisporre risorse immediate per mettere in sicurezza il sistema viario ed idraulico della provincia di Alessandria;

- resta alta l’allerta sulla piena del Po, mentre in Lombardia i livelli dei laghi continuano ad essere elevati, con esondazioni dei laghi Maggiore, di Como, di Pusiano e di Varese, mentre restano elevati timori ancora per il Seveso e il Lambro;

- nella provincia di Savona è stata colpita tutta la costa e l’immediato entroterra, producendo danni significativi all’economia agricola nella piana di Albenga, oltre ai danni, comuni alle altre zone, alle attività commerciali ed artigianali in tutte le situazioni di esondazione o allagamenti per la pioggia;

- tra il 9 e il 10 ottobre 2014 la città di Genova è stata colpita da violente precipitazioni che hanno causato l’esondazione di corsi d’acqua quali il Bisagno, il Fereggiano, lo Sturla e lo Scrivia, causando danni enormi alla collettività e una vittima; mentre appena tre anni fa lo stesso fenomeno aveva causato sei vittime, altro che danni gravissimi per le infrastrutture, gli edifici e le attività produttive e commerciali;

- la regione Piemonte ha già chiesto al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza e ad oggi, secondo le fonti della protezione civile di Alessandria, ci sono ancora 54 sfollati;

- sicuramente nelle situazioni in cui si sono realizzate per tempo le opere di pulizia e allargamento dell’alveo dei fiumi, è stata possibile una significativa riduzione del danno, i comuni hanno pertanto la necessità inderogabile di procedere alla riqualificazione e manutenzione del reticolo idrografico principale e secondario, mentre ai consorzi di bonifica è affidato il compito del mantenimento in esercizio degli impianti, di pulizia e manutenzione di canali di scolo e irrigui;

- è ormai consolidata l’idea che ci siano più fattori correlati a queste tragedie: il cambiamento del clima, la predisposizione del territorio, la pianificazione territoriale carente, la mancanza della cultura della prevenzione del rischio, ma sicuramente tra i più rilevanti sono la progressiva impermeabilizzazione del suolo e la costruzione di edifici in zone a rischio; le conseguenze di tale complessità sono un punto prioritario dell’agenda politica del Governo sin dal suo insediamento, avendo dichiarato che la messa in sicurezza del territorio è la prima grande opera pubblica da realizzare;

- dall’Inventario dei fenomeni franosi in Italia, risulta che i dati sulle frane sono da aggiornare; tale inventario è di fondamentale importanza per la programmazione di interventi di difesa del suolo, per la progettazione delle reti infrastrutturali e per la gestione delle emergenze e per la pianificazione territoriale;

- la «Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche », istituita il 25 maggio 2014 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ha il compito specifico di imprimere un’accelerazione all’attuazione degli interventi di messa in sicurezza del territorio e di supportare la nuova programmazione delle risorse per il ciclo 2014-2020;

- il decreto-legge n. 91 del 201, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 116 del 2014, ha reso ordinaria l’attribuzione ai presidenti di regione di funzioni per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e, contemporaneamente, ha avviato un procedimento di ricognizione dello stato di attuazione di tutti gli interventi finanziati anche in data antecedente al 2009 per procedere alla revoca delle risorse economiche non ancora utilizzate con l’obiettivo di canalizzare le stesse su interventi altrettanto urgenti ma immediatamente cantierabili;

- il piano per la mitigazione del rischio alluvioni, redatto dalla struttura di missione per 14 aree metropolitane, prevede investimenti per oltre 1 miliardo di euro e mediante l’attività di ricognizione e riprogrammazione svolta dalla stessa struttura di missione è stato già possibile sbloccare un residuo di risorse provenienti dalla programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali pari a 110 milioni di euro –:

se si intendano assumere iniziative affinché le spese sostenute dai comuni, dalle province e dalle regioni nei territori per i quali sia stata dichiarato lo stato di emergenza, per gli interventi di ripristino delle infrastrutture, delle attività produttive e commerciali e del patrimonio residenziale, nonché le opere di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, sia di tipo strutturale che per la riqualificazione e la manutenzione, siano escluse dal patto di stabilità interno;

se si intendano definire, tramite un’apposita iniziativa normativa, tempi certi e modalità per semplificare le procedure amministrative e per la concessione di finanziamenti urgenti, sia a soggetti pubblici che privati (famiglie, imprese, associazioni e altro), per il risarcimento dei danni effettivamente subiti e per l’erogazione dei contributi per il ripristino e la riparazione dei luoghi, al fine di riprendere le normali condizioni di vita e dell’attività economica e produttiva, per tutte le situazioni per le quali sia intervenuta la dichiarazione dello stato di emergenza;

se si intendano assumere tutte le più idonee iniziative per consentire l’aggiornamento dell’IFFI-Inventario dei fenomeni franosi in Italia quale strumento di supporto per la pianificazione della prevenzione e di programmazione territoriale.

Bargero (primo firmatario), Tullo, Basso, Carocci, Giacobbe, Fiorio, Borghi, Bratti, Mariani, Taricco, Carnevali, Manciulli, Garofani, Pierdomenico Martino, Bini, Bonavitacola, D’Ottavio, Baruffi, Gribaudo, Casellato, Losacco, Damiano, Benamati, Giorgio Piccolo, Peluffo, Portas, Tino Iannuzzi, Mognato, Guerra, Marchetti, Giulietti, Ginato, Causi, Boccadutri, Giampaolo Galli, Bazoli, Bruno Bossio, Massa, Carra, Colaninno, Senaldi, Patriarca, Fioroni, Coccia, Impegno, Cani, Marco Di Maio

Interpellanza urgente presentata il 18 novembre 2014

La risposta del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio

(Seduta del 20 novembre 2014)

Signor Presidente, ringrazio l’onorevole Bargero per questa interpellanza. Come lei ha ricordato efficacemente, i drammatici eventi calamitosi che hanno colpito molte zone del territorio nazionale impongono al Governo e alle istituzioni territoriali di accelerare il contrasto alla fragilità geologica ed idrografica di un territorio la cui fu struttura orografica è per il 75 per cento collinare e montana. Come evidenziato nell’interpellanza, i fenomeni franosi in Italia hanno interessato un territorio di oltre 21 mila chilometri quadrati e gli effetti di frane e alluvioni sono spesso anche il risultato di una mancata manutenzione del territorio, di uno scorretto uso del territorio stesso, di uno sconsiderato abusivismo edilizio, anche se dobbiamo dire che vi è una quota notevole di responsabilità nell’intensità delle precipitazioni che sono avvenute in questi ultimi tempi, che rappresentano, come dimostrano i grafici della Protezione civile, da dieci a quindici volte le precipitazioni delle medie annuali degli anni scorsi. Siamo di fronte, quindi, a fenomeni che anche in Inghilterra, in Germania e in Olanda determinano gravi eventi alluvionali. È chiaro che dobbiamo lavorare sulle cose che sono di nostra responsabilità, poi si farà carico il sistema di protezione civile delle emergenze non altrimenti prevedibili.
Abbiamo, come Governo, fin da nostro primo giorno di attività, quindi ancora prima che succedessero questi avvenimenti, come lei ha ricordato, messo come priorità il tema della scuola e del dissesto idrogeologico. 250 milioni di euro sono stati stanziati per gli interventi che riteneva urgente il sistema delle autonomie locali e il sistema dei sindaci per interventi di messa in sicurezza della scuola che, quindi, sono stati esclusi dal Patto di stabilità.
Lo stesso impegno confermiamo sul dissesto idrogeologico, sapendo che nella nuova legge di stabilità, come proposta dal Governo, vi è uno sconto del Patto di stabilità da 4,3 miliardi a un miliardo di euro, quindi 70 per cento di riduzione di obiettivi di Patto e che, comunque, dentro a questo miliardo di euro che si spalma complessivamente su tutto il sistema delle autonomie locali, noi daremo priorità agli interventi, che quindi sono completamente esclusi, del dissesto e della scuola. Confermo, quindi, questo impegno del Governo e credo che questa sia una battaglia che il Parlamento ha condotto per tanti anni e che nel 2015 troverà finalmente risposta.
La seconda questione è che, come lei ha sottolineato, c’è bisogno di un’accelerazione. Abbiamo visto che vi erano 2 miliardi e qualche centinaio di milioni ancora dimenticati di impegni di accordi di programma che non venivano realizzati dal 1998 ad oggi. Abbiamo riprogrammato questi interventi e li abbiamo fatti ripartire. Oggi sono partiti circa 700 cantieri in corso per 930 milioni di euro e altri 750 cantieri per il restante ammontare partiranno entro il 2015. Stiamo cercando di correre per recuperare il tempo perduto.
Ma soprattutto mi preme dire che stiamo affrontando anche oggi – poco fa ho terminato una riunione con le città metropolitane e le regioni – mi preme dire che stiamo cercando di avere un piano organico di riassetto, di riuso del territorio e di messa in sicurezza del territorio. Lo stiamo pensando anche sul settennato dei fondi europei per 2014-2020. Entro il 4 dicembre aspettiamo dalle regioni le nuove proposte di accordi di programma così come definite dalle autorità di bacino e dalle regioni. Credo che possiamo rispondere alla sua richiesta di maggiore celerità non solo con le cose che abbiamo già fatto, cioè rendere i presidenti di regione commissari, provvedimento che ha accelerato moltissimo e ha dato unificazione alle procedure; non solo stabilendo che per le opere urgenti non c’è sospensiva che tenga, come lei ha visto nello «sblocca Italia» abbiamo già fatto anche questa cosa; ma anche con i vari decreti di semplificazione che sono in corso e che sono già stati approvati dal punto di vista burocratico. Questo piano-programma di sette anni coinvolgerà circa 9 miliardi di risorse complessive in cui rientrano una parte dei fondi di sviluppo e coesione e una parte dei fondi europei sugli obiettivi tematici 4 e 6. E quindi credo che alla fine di questo lavoro, veramente potremo consegnare un Paese non immune dalle alluvioni ma certamente in cui la responsabilità della inerzia amministrativa è minore. Da questo punto di vista anche oggi, come ho già fatto durante la mia visita a Milano, garantiamo che gli interventi pronti per partire – penso alle cinque vasche di laminazione del Seveso, ad esempio – sono assolutamente finanziate e potranno partire con i tempi che ci siamo dati con le autorità locali.
Per quanto riguarda le agevolazioni degli oneri fiscali, come ha già risposto ieri il Ministro Padoan, con il decreto del 20 ottobre è stata disposta la sospensione dei termini dei versamenti tributari nei territori colpiti dalle attività atmosferiche e per quanto riguarda il rimborso alle famiglie e alle imprese su questo punto dobbiamo fare un ragionamento molto serio. La fase 1, come lei sa, è la fase emergenziale di rimborso parziale degli interventi di prima necessità. La fase 2 è la fase più organica che, una volta consolidato l’assestamento dei veri danni, tende a risarcire parzialmente e a ripristinare parzialmente o totalmente le opere pubbliche in oggetto.
Ovviamente ciò di cui abbiamo molto bisogno è una legge quadro che disciplini questa seconda fase cioè la quantità di risorse che comunque vengono garantite ai territori per evitare che vi sia una disparità di trattamento appunto tra i vari territori. Questo è uno degli elementi su cui stiamo lavorando. Ma certamente nel cronoprogramma degli interventi del piano di dissesto idrogeologico, delle infrastrutture e dei piani che noi mettiamo in conto vi è questa tensione a fare in modo che i territori colpiti da eventi calamitosi come questi siano trattati con priorità assoluta. Quindi nel piano investimenti questo potrà essere fatto anche – come dirò più tardi rispetto alla regione Sardegna – come è stato programmato di fare per la regione Sardegna che, come sa, è stata colpita da eventi molto gravi.
Quindi grazie della vostra collaborazione e per la sollecitazione. Credo che siamo sulla strada giusta, ancora molto è da fare, è da verificare però credo che una prima risposta sia stata data, una prima assicurazione ai sindaci e alle autorità locali di un piano vero che possa impedirci di dover rincorrere sempre le emergenze e di piangere i nostri morti.

La discussione in Aula

(seduta del 20 novembre 2014)

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