I lavori della Camera in diretta

Visita di genitori detenuti ai minori infermi, diritto esteso ai portatori di handicap

La Commissione affari sociali ha iniziato ieri l’esame in sede consultiva della proposta di legge, già approvata dalla Camera in prima lettura ma modificata dal Senato, su «Disposizioni in materia di misure cautelari personali, visita a persone affette da handicap in situazione di gravità e illeciti disciplinari». Il provvedimento è calendarizzato in aula a partire da lunedì 17 novembre e il parere dovrà essere espresso entro la giornata di oggi.

La relatrice Marisa Nicchi (Sel) ha illustrato il contenuto del testo, che vuole delimitare, per ridurre il sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani, l’ambito di applicazione della custodia cautelare in carcere, attraverso alcune modifiche al codice di procedura penale che riguardano soprattutto la valutazione del giudice, l’idoneità della custodia in carcere, gli obblighi di motivazione del giudice e il procedimento.

I primi due articoli modificano l’articolo 274 de Codice di procedura penale allo scopo di limitare la discrezionalità del giudice nella valutazione delle esigenze cautelari (pericolo di inquinamento delle prove, pericolo di fuga e pericolo di reiterazione dei reati). A seguito della modifica introdotta al Senato, se il pericolo di reiterazione riguarda delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se si tratta di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni e per il delitto di finanziamento illecito dei partiti.

L’articolo 3, che interveniva in materia di scelta delle misure cautelari, è stato soppresso nel corso dell’esame da parte della Commissione giustizia alla Camera poiché nel frattempo è stata modificata la legislazione vigente.

L’articolo 4 conferma il carattere residuale del ricorso al carcere.

L’articolo 5 del testo, modificato dal Senato e ripristinato dalla Commissione di merito nel testo approvato dalla Camera, riguarda l’applicazione della custodia in carcere per alcuni reati di particolare gravità.

Gli articoli 6 e 7 sono stati modificati durante l’iter al Senato. L’articolo 6, riformulando il comma 1-ter dell’articolo 276 c.p.p. che attualmente obbliga il giudice a revocare gli arresti domiciliari e applicare la custodia in carcere in caso di trasgressione del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione da parte dell’imputato, ora prevede che questa trasgressione, se di lieve entità, non comporti automaticamente l’applicazione della misura detentiva in carcere.

L’articolo 11 del provvedimento interviene sui termini di durata sia delle misure coercitive (diverse dalla custodia cautelare) sia delle misure interdittive. Finalità dell’intervento è, in particolare, quella di dilatare la durata di queste ultime, ritenuta troppo esigua.

L’articolo 12 interviene sugli articoli 309 e 324 del codice processuale penale, relativi al riesame presso il tribunale della libertà delle ordinanze che dispongono una misura coercitiva, mentre l’articolo 13 interviene sull’articolo 310 del codice processuale penale, relativo all’appello avverso le ordinanze che dispongono misure cautelari personali.

L’articolo 14 approvato dal Senato, prevede che, nel caso in cui la Cassazione – su ricorso dell’imputato – abbia annullato con rinvio un’ordinanza che aveva disposto o confermato una misura coercitiva ai sensi dell’articolo 309, comma 9, il giudice del rinvio decide entro 10 giorni dalla ricezione degli atti e deposita in cancelleria l’ordinanza nei 30 giorni dalla deliberazione. La mancata decisione (del giudice del rinvio), come pure il mancato deposito dell’ordinanza, nei termini indicati comportano la perdita di efficacia della misura coercitiva.

L’articolo 15, introdotto nell’attuale formulazione dal Senato, interviene sull’articolo 21-ter dell’ordinamento penitenziario (legge n. 354 del 1975), integrando la possibilità di visite dei genitori detenuti al minore infermo. Attualmente, l’articolo 21-ter prevede che il magistrato di sorveglianza (o nei casi urgenti il direttore del carcere) autorizzi il padre o la madre del minore, imputati o condannati, a recarsi, con le cautele previste dal regolamento, a visitare l’infermo. In caso di ricovero ospedaliero, le modalità della visita sono disposte tenendo conto della durata del ricovero e del decorso della patologia.
A tali ipotesi l’articolo 15 aggiunge quella di visita al figlio portatore di handicap grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai sensi dell’articolo 4 della medesima legge, oppure quando la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.

Analoga modifica riguarda il comma 2 dell’articolo 21-ter, relativo alla possibilità per la madre condannata, imputata o internata (o il padre condannato, imputato o internato, se la madre è deceduta o del tutto impossibilitata) di essere autorizzata dal giudice almeno 24 ore prima della visita ad assistere il figlio minore di 10 anni durante le visite specialistiche. Con la modifica introdotta al comma 2 si prescinde dal requisito dell’età in presenza di visite specialistiche a figli affetti da handicap grave. È stato quindi introdotto all’articolo 21-ter un comma 2-bis, che estende la citata disciplina del diritto di visita nel caso di coniuge o convivente affetto da handicap grave.

Infine, l’articolo 16, sempre introdotto dal Senato, è stato soppresso nel corso dell’esame da parte della Commissione giustizia alla Camera, mentre l’articolo 17 (identico all’articolo 16 nel testo approvato dalla Camera) prevede per il governo un obbligo di relazione annuale al Parlamento contenente informazioni e dati concernenti le misure cautelari, distinte per tipologia e con i relativi esiti, adottate nell’anno precedente.

La relatrice ha espresso apprezzamento per le modifiche introdotte dal Senato relative al diritto di visita al figlio e al coniuge portatori di handicap grave e ha preannunciato l’intenzione di formulare una proposta di parere favorevole a conclusione del dibattito.

Elena Carnevali (Pd) ha dichiarato di condividere il giudizio positivo espresso dalla relatrice sul provvedimento, concordando con lei anche sulla possibilità di votare il parere nella stessa seduta.

Giulia Grillo (M5s) si è detta favorevole alla conclusione dell’esame in sede consultiva nella seduta, manifestando l’intenzione del suo gruppo di esprimere un parere favorevole. Marco Rondini (Lega), invece, ha dichiarato che sarebbe preferibile che la Commissione voti il parere in una seduta successiva.

Il presidente ha rinviato l’espressione del parere alla seduta di oggi.

 

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