Gleno, prende vita la nuova sede. Spazi e servizi all’avanguardia

Completato il trasloco degli ospiti, il nuovo Gleno entra pian piano a regime. Nella vecchia struttura, infatti, è rimasta solo la comunità psichiatrica da 4o posti, che si sposterà a maggio, non appena saranno portati a termine le manutenzioni della palazzina di fianco al popo geriatrico.

Nei tre piani dell’edificio principale, invece, con i suoi 360 posti letti, giorno dopo giorno prende forma un servizio nuovo anche nelle modalità organizzative.

il-giorno-9-novembre-2014-gleno«Non è solo una questione strutturale, che pure è importante» ha rimarcato ieri mattina Fabrizio Lazzarini, il direttore generale della Fondazione Carisma – Casa da ricovero Santa Maria Ausiliatrice onlus – nell’accompagnare il sindaco Giorgio Gori, l’assessore alla Coesione sociale Maria Carla Marchesi e l’onorevole Elena Carnevali in una visita guidata.

L’invetsimento complessivo da 50 milioni di euro ha portato spazi moderni e totalmente ripensati: il grande atrio è diventato un luogo di ritrovo, una sorta di piazza centrale su cui affaccia l’auditorium trasformabile in sala da ballo o per le tombolate, il bar e il ristorante, per il personale e per i parenti degli ospiti, dove è possibile organizzare anche feste. Nei reparti, più piccoli, sono aumentati gli spazi per la socialità: su ciascun piano ci sono zone giorno, con sale da pranzo, zone notte e salottini, piccole palestre per la fisioterapia, la beauty room per il bagno assistito, camere doppie e singole, secondo le necessità.

«Colpisce la differenza tra prima e dopo – ha detto l’onorevole Carnevali -: cambiare l’organizzazione strutturale significa anche aumentare la qualità del servizio, per gli ospiti e per il personale»-

La chiesa, su cui proseguono i lavori, sarà collegata con un ponte interno. Al primo piano dell’edificio ci saranno servizi anche per gli esterni: il centro prelievo, gli ambulatori con la radiologia, il centro per la fisioterapia.

«Ci attestiamo sulle 7.700 prestazioni» ha spiegato Lazzarini, confermando che tutti i lavori, interni ed esterni – con il giardino completamente ridisegnato – saranno terminati entro maggio, quando appunto traslocherà anche la comunità psichiatrica.

A giugno, come da programmi, la demolizione del vecchio Gleno. Dove, per qualche mese, potrebbero trovare ospitalità sessanta profughi. «Noi abbiamo dato questa disponibilità alla prefettura – ha ribadito Lazzarini -. L’edificio è ancora in parte attrezzato e può accoglierli senza problemi».

Ipotesi che trova d’accordo il sindaco: «È una soluzione delimitata nel tempo, con la garanzia che ad occuparsene è la Caritas con un progetto di accoglienza e assistenza – ha rimarcato Giorgio Gori -. Noi abbiamo dato un’ulteriore assicurazione sull’aumento della vigilanza da parte della polizia locale. C’è un’emergenza vera, la città deve fare la sua parte e questa è l’ipotesi che fornisce le migliori condizioni possibili».

Quanto ai tempi, toccherà alla prefettura dare avvio al progetto.

Il Giorno – Bergamo, 9 novembre 2014

Argomenti:
Persone: