Scalo merci, la riapertura è a gennaio ma l’accordo non sarà più rinnovabile

Le aziende possono tirare un sospiro di sollievo: la riapertura per lo scalo ferroviario per le merci pericolose è prevista per gennaio. Rfi e Cisaf hanno infatti sottoscritto il contratto che però non sarà più rinnovabile: significa che dal primo mese del 2015 per il prossimo triennio, sarà ripristinata la circolazione delle merci sensibili a Bergamo, ma poi occorrerà trovare altre soluzioni. Intanto sono iniziati gli interventi migliorativi da parte di Cisaf per rendere più sicuro lo scalo. Opere chetermineranno entro metà dicembre. Permettendo alle aziende (una decina per per un movimento di 4.500 carri annui, tra cui le chimiche) di riprendere la movimentazione su ferro, evitando il trasporto su gomma che è più difficoltoso e oneroso.

eco-bg-8-novembre-2014-scalo-merciL’accordo, frutto di una serie di incontri tra le parti, ha visto la collaborazione delle istituzioni (in prima linea la parlamentare del Pd Elena Carnevali e il sindaco Giorgio Gori) che da subito hanno rilevato la necessità per le aziende del territorio, e quindi per l’economia, della riapertura dello scalo seppure temporaneo. Dopo il triennio di «attività» a Bergamo, definito nel contratto, lo scalo merci cittadino sarà delocalizzato. Il «trasloco», secondo l’Accordo di programma promosso dalla Regione, ha come meta Verdello. Il tavolo incentrato sullo scalo merci ha inoltre permesso di tornare a parlare della valorizzazione dell’area che, come ha affermato il sindaco Giorgio Gori, è un obiettivo. È passato diverso tempo da quando si è iniziato a parlare del progetto di Porta Sud, resta la volontà di valorizzare l’area, ma è oggi necessario reinterpretare quella che è la nuova domanda del mercato». Di certo, come ha rilevato la parlamentare Pd Elena Carnevali, «la riapertura temporanea dello scalo rappresenta un fattore di sviluppo per il territorio», e «sono state ricostruite le buone relazioni tra il Comune e Sistemi urbani e Rfi, ricucendo il rapporto fiduciario che negli anni passati si era perso». E ha aggiunto: «Il territorio non può non essere dotato dello scalo anche per le merci sensibili, necessario per le imprese. C’era quindi l’esigenza di costruire le condizioni per rispondere alle esigenze del settore». la chiusura dei mesi scorsi, ha ricordato il sindaco, «ha creato preoccupazione nelle aziende del territorio, la riapertura rappresenta l’esito positivo di un lavoro di squadra per trovare una soluzione di equilibrio rispetto alle esigenze di tutti». la volontà, con la riapertura dello scalo, di rispondere alle richieste dell’economia locale, è stata ribadita dall’ad di Fs Sistemi Urbani Carlo de Vito, che ha confermato la volontà di valorizzare le aree. Giorgio Botti (Rfi) ha ricordato che sono iniziati «i lavori di miglioramento, che garantiranno livelli maggiori di sicurezza» in attesa che, in tempi «contneuti» ci sia la delocalizzazione dello scalo. Andrea Callioni (Cisaf) ha manifestato soddisfazione per la riapertura, che permetterà il proseguo dell’attività. Soddisfatto il direttore risorse umane di Polynt Massimiliano Schiavi, che auspica di riprendere a lavorare «con la stessa tranquillità di prima». E Carlo Seccomandi, presidente 3V Chemical, sottolinea «piena soddisfazione per il risultato e apprezzamento del lavoro del Comune e dell’onorevole Carnevali, che hanno consentito di arrivare a una soluzione positiva per le aziende».

L’Eco di Bergamo, 8 novembre 2014

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