I lavori della Camera in diretta

Pratiche commerciali scorrette tramite l’uso di smartphone

Pratiche commerciali scorrette tramite l’uso di smartphone

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, per sapere

– premesso che:

– sono ormai diversi anni che i consumatori, individualmente o per il tramite delle associazioni cui si sono rivolti, denunciano di essere stati vittime di truffe operate attraverso l’utilizzo degli smartphone, tramite l’attivazione di servizi non richiesti, in particolare con la navigazione su telefonia mobile;

– da notizie a mezzo stampa sembrerebbe, ad esempio, assai diffusa la pratica che considera un’occasionale sfioramento manuale dello schermo da parte dell’utente su un banner pubblicitario — magari apparso durante la navigazione in rete su smartphone — quale prestazione di consenso all’attivazione di un servizio a pagamento;

– tale pratica ha determinato la conseguenza che molteplici consumatori si sono ritrovati a loro insaputa con bollette telefoniche sensibilmente accresciute o ricariche prepagate consumate, per servizi che non avevano mai richiesto né tantomeno sottoscritto;

– il diffondersi di tali pratiche è diventato così rilevante che la stessa Autorità per la concorrenza e per il mercato, sulla base di segnalazioni arrivate tra il dicembre 2012 e il giugno 2014, ha aperto quattro diverse istruttorie per mettere sotto esame i cosiddetti servizi premium (ossia a pagamento), offerti direttamente o indirettamente dalle quattro principali società di telefonia mobile, al fine di valutare eventuali pratiche scorrette, anche in relazione alla diffusione di notizie non veritiere circa gli abbonamenti sottoscritti;

– tuttavia gli stessi organi di stampa non hanno mancato di ricordare che, nel caso di pratiche commerciali scorrette, la multa massima prevista sarebbe di cinque milioni di euro, una cifra del tutto irrilevante per aziende il cui fatturato secondo l’ultima relazione dell’Agcom si aggirerebbe sui 17,2 miliardi di euro;

– indubbiamente, il veloce diffondersi delle nuove tecnologie, e in particolare dell’uso dello smartphone, ha notevolmente accresciuto i rischi per i consumatori, sia con riferimento al tema della tutela della privacy, sia con riferimento al rischio di essere vittime di pratiche commerciali scorrette –:

se, anche alla luce del recente recepimento della direttiva dell’Unione europea n. 2011/83/Ue, il Ministro interpellato ritenga che le norme italiane siano oggi adeguate ai fini di un’efficace tutela dei consumatori, con particolare riguardo al tema delle pratiche commerciali scorrette tramite l’uso di smartphone, e se non ritenga urgente l’individuazione di una soluzione che permetta — anche tramite l’utilizzo di risorse derivanti dalle sanzioni eventualmente comminate alle società telefoniche — il risarcimento delle incolpevoli vittime di questo genere di truffe, percepite come altamente lesive da parte di una parte consistente dei cittadini.

Fiano (primo firmatario), Cardinale, Fabbri, Romanini, Blazina, Prina, Sgambato, Paolo Rossi, Vazio, Carnevali, Dell’Aringa, Marantelli, Taricco, Capone, Amato, Morani, Cimbro, Mura, Schirò, Carrescia, Cinzia Maria Fontana, Castricone, Fontanelli, Laforgia, Garavini, Naccarato, Porta, Giorgis, Murer, Beni

Interpellanza presentata il 7 novembre 2014

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