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Legge di stabilità, rivedere i tagli ai patronati

Legge di stabilità, rivedere i tagli ai patronati

«I Patronati sono un fiore all’occhiello del sistema sociale italiano. Non compromettiamone l’efficienza». Così dichiara Laura Garavini che, insieme a più di settanta colleghi, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio ed al ministro all’Economia, chiedendo di rivedere i tagli ai Patronati previsti in Legge di stabilità. «I Patronati – continua la deputata del Partito Democratico – sono un’istituzione moderna, versatile, più efficiente della stessa Amministrazione pubblica. L’Europa ce li invidia. Sbrigano molti servizi che in altri Paesi vengono offerti a pagamento, da privati. Negli anni hanno sviluppato la capacità di rispondere in modo qualificato anche alle nuove esigenze del Paese. Ad esempio favoriscono la telematizzazione del disbrigo di pratiche amministrative: sono i patronati che curano il 90% delle pratiche Inps trattate per via telematica».
«Con i tagli ai Patronati previsti nella legge di stabilità, pari a 150 milioni di euro, cioè a un terzo delle risorse a loro disposizione, si rischia di comprometterne l’efficienza – conclude Garavini -. Peraltro si pongono questioni di legittimità sui tagli introdotti, dal momento che il “Fondo patronati”, da cui traggono risorse, non viene alimentato da finanziamenti pubblici generici, bensì da una ritenuta d’acconto sui contributi previdenziali dei lavoratori. In caso di diversa utilizzazione di queste risorse si porrebbero vizi di forma, soggetti a eventuali ricorsi di natura giudiziaria. Alla luce dell’importante funzione che essi svolgono chiediamo che in sede di Legge di stabilità non si proceda con i tagli ai Patronati previsti».

Questo è il testo completo della lettera:

Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan,
e, per conoscenza, ai Viceministri Luigi Casero ed Enrico Morando e ai Sottosegretari Pier Paolo Baretta ed Enrico Zanetti

 Roma, 3 novembre 2014

Gentile Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, gentile Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan,

preoccupati per i tagli ai Patronati previsti nella Legge di stabilità, vorremmo sottoporLe alcune nostre riflessioni. I Patronati sono un fiore all’occhiello del sistema sociale italiano. L’Europa ce li invidia. Si tratta di un’istituzione moderna, da salvare.

Infatti i Patronati:

• sono più efficienti della stessa Amministrazione Pubblica.
Se i Patronati oggi chiudessero, la PA dovrebbe spendere 657 milioni di euro a fronte dei 430 milioni spesi dal Fondo patronati (Fonte: Comitato di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps, in occasione della recente presentazione del Bilancio sociale).

• sono enti moderni.
I Patronati favoriscono la telematizzazione del disbrigo di pratiche amministrative: curano il 90% delle pratiche Inps trattate per via telematica.

• sono enti versatili.
Punto di riferimento per una variegata serie di cittadini, i Patronati hanno dimostrato negli anni la capacità di  rispondere in  modo  qualificato anche alle nuove esigenze del Paese. Un  esempio calzante è il supporto che offrono da qualche anno agli immigrati, in materia di concessione di permessi di soggiorno o ricongiungimenti familiari.

• offrono un servizio gratuito al cittadino.
I Patronati sbrigano tutta una serie di servizi che in altri Paesi vengono offerti, a pagamento, da privati.

I tagli previsti nella legge di stabilità, dell’ammontare di circa 150 milioni di euro, comprometterebbero l’offerta di numerosi servizi, di grande utilità per milioni di cittadini, in Italia ed all’estero. Ecco perché crediamo sia giusto evitare i tagli in questione.

Cosa sono i Patronati e quale tipo di servizio offrono?
I Patronati sono enti di diritto privato, senza scopo di lucro. Oggi ne esistono 30, riconosciuti dalla legge, e offrono consulenza gratuita ai cittadini su una serie di materie, quali:

• questioni previdenziali (pensioni da lavoro, inabilità, invalidità, reversibilità, previdenza complementare), compreso l’inoltro di istanze telematiche all’Inps (i patronati curano il 90% delle domande telematiche attualmente in atto),
• sussidi di disoccupazione, cassa integrazione e mobilità,
• permessi e congedi a tutela della maternità e paternità,
• permessi e congedi per l’assistenza ai disabili,
• immigrazione (concessione di permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari),
• malattie professionali e infortuni (denuncia per risarcimento danni),
• assegni sociali.

L’attività dei Patronati trae risorse dal ‘Fondo patronati’ per l’ammontare di 430 milioni di Euro l’anno. Il ‘Fondo Patronati’ viene alimentato da una ritenuta dello 0,226% sui contributi previdenziali versati dai lavoratori e dalle imprese (L. 152/2001 art. 13)

I Patronati sono presenti su tutto il territorio nazionale attraverso:
• 21.838 uffici o recapiti, nei piccoli e grandi comuni,
• 11.936 operatori sociali dipendenti,
• 14.973 collaboratori volontari,
• 6.890.872 ore annue di lavoro.

Annualmente vengono sbrigate 11.400.000 pratiche dai Patronati. I Patronati hanno aperto anche alcune centinaia di uffici all’estero, al fine di garantire consulenza pensionistica ai quattro milioni di connazionali residenti nel mondo.

Cosa prevede la legge di stabilità?
Nella legge di stabilità sono previsti tagli ai Patronati pari ad un terzo delle risorse a loro disposizione. Il che sarebbe destinato a causare un radicale ridimensionamento dei servizi offerti, a danno, anche e soprattutto, dell’Amministrazione pubblica e degli utenti. Per giunta si pongono questioni di legittimità dei tagli introdotti. Infatti il ‘Fondo patronati’ non viene alimentato da finanziamenti pubblici generici, bensì da una ritenuta d’acconto sui contributi previdenziali dei lavoratori. In caso di diversa utilizzazione di queste risorse (non più per pubblica utilità) si porrebbero vizi di forma, soggetti a eventuali ricorsi di natura giudiziaria.

Riteniamo,  signor  Ministro,  che  debba  essere  ripristinato  l’ammontare del  fondo  previsto  nel bilancio 2014 al fine di evitare il ridimensionamento dei servizi che sono particolarmente utili per i cittadini, costretti altrimenti a ricorrere a più costosi consulenti.

Sinceri saluti,
On. Laura Garavini, On. Luciano Agostini, On. Luisella Albanella, On. Tea Albini, On. Sofia Amoddio, On. Tiziano Arlotti, On. Davide Baruffi, On. Lorenzo Basso, On. Paolo Beni, On. Marina Berlinghieri, On. Tamara Blazina, On. Antonio Boccuzzi, On. Luisa Bossa, On. Vincenza Bruno Bossio, On. Salvatore Capone, On. Elena Carnevali, On. Marco Carra, On. Piergiorgio Carrescia, On. Susanna Cenni, On. Khalid Chaouki, On. Eleonora Cimbro, On. Laura Coccia, On. Miriam Cominelli, On. Vittoria D’Incecco, On. Guglielmo Epifani, On. Marilena Fabbri, On. Gianni Farina, On. Marco Fedi, On. Cinzia Maria Fontana, On. Filippo Fossati, On. Gian Mario Fragomeli, On. Carlo Galli, On. Guido Galperti, On. Paolo Gandolfi, On. Daniela Gasparini, On. Manuela Ghizzoni, On. Anna Giacobbe, On. Dario Ginefra, On. Fabrizia Giuliani, On. Luisa Gnecchi, On. Gero Grassi, On. Giuseppe Guerini, On. Maria Iacono, On. Vanna Iori, On. Francesca La Marca, On. Donata Lenzi, On. Patrizia Maestri, On. Massimiliano Manfredi, On. Irene Manzi, On. Marco Marchetti, On. Raffaella Mariani, On. Michela Marzano, On. Federico Massa, On. Alessandro Mazzoli, On. Margherita Miotto, On. Daniele Montroni, On. Fucsia Nissoli, On. Nicodemo Oliverio, On. Edoardo Patriarca, On. Vinicio Peluffo, On. Emma Petitti, On. Teresa Piccione, On. Fabio Porta, On. Lia Quartapelle, On. Maria Grazia Rocchi, On. Giuseppe Romanini, On. Paolo Rossi, On. Michela Rostan, On. Giovanna Sanna, On. Daniela Sbrollini, On. Chiara Scuvera, On. Camilla Sgambato, On. Alessio Tacconi, On. Liliana Ventricelli, On. Giorgio Zanin, On. Sandra Zampa

 

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