Integrazione dei cda delle Istituzioni ad alta formazione artistica, musicale e coreutica

Integrazione dei cda delle Istituzioni ad alta formazione artistica, musicale e coreutica

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca . — Per sapere

– premesso che:

– la legge 21 dicembre 1999 n. 508, reca riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli istituti superiori per le industrie artistiche, dei conservatori di musica e degli Istituti pareggiati musicali;

– il decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132 concernente regolamento recante criteri per l’autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa delle istituzioni e artistiche e musicali, a norma delle legge 21 dicembre 1999 n. 508, e in particolare l’articolo 7, comma 2, lettera e), che prevede che faccia parte del consiglio di amministrazione anche un «esperto di amministrazione, nominato dal ministro, scelto tra personalità del mondo dell’arte e della cultura, del sistema produttivo e sociale, delle professioni e degli enti pubblici e privati»;

– l’articolo 6 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 impone il divieto alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2011, nonché alle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, di attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. Alle suddette amministrazioni è, altresì, fatto divieto di conferire ai medesimi soggetti incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di Governo ad eccezione dei componenti delle giunte degli enti territoriali e dei componenti o titolari degli organi elettivi degli enti di cui all’articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;

– il decreto ministeriale 6 ottobre 2014, n. 778 riguardante «Rosa di esperti per il conferimento degli incarichi di membro nei consigli di amministrazione delle Istituzioni ad alta formazione artistica, musicale e coreutica» predispone l’elenco delle persone la cui nomina spetta al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca (allegato A) ed esplicita che per i soggetti in quiescenza, l’incarico può essere conferito solo per un anno e a titolo gratuito ai sensi dell’articolo 6 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito, con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014 n. 114;

– è necessario provvedere anche alla nomina dei rappresentanti legali (presidenti) attualmente vacanti, delle istituzioni ad alta formazione artistica, musicale e coreutica, nomina che spetta al Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, all’interno della terna inviata dai consigli accademici sulla base, dei criteri, di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 295 del 2006 –:

se il Governo, e nello specifico il Ministro interrogato, intenda procedere alla integrazione dei consigli di amministrazione e con quale tempistica;

se intenda procedere e con che tempi alla nomina dei presidenti con il conferimento di un anno per coloro che pur avendo i requisiti di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 295 del 2006 sono in condizione di quiescenza.

Carnevali (primo firmatario), Malpezzi, Manzi, Carocci, Giuseppe Gerini, Bombassei, Cinzia Maria Fontana, Ghizzoni, Sanga, Misiani, Crimì, Locatelli, Cenni

Interrogazione a risposta in commissione cultura presentata il 29 ottobre 2014

La risposta del sottosegretario per i beni, le attività culturali e il turismo, Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua
(Seduta della commissione cultura del 4 dicembre 2014)

Gli Onorevoli interroganti chiedono notizie in ordine alla nomina dei presidenti delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, attualmente vacanti, nonché riguardo il conferimento degli incarichi, di nomina ministeriale, di membro esperto dei relativi consigli di amministrazione.

Con specifico riferimento a quanto chiesto dall’onorevole interrogante, si ricorda che la materia è disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2003 concernente «Regolamento recante criteri per l’autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa delle istituzioni artistiche e musicali, a norma delle legge 21 dicembre 1999 n. 508» che all’articolo 5, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica n. 295 del 2006, individua le modalità di nomina del Presidente delle predette istituzioni e all’articolo 7 la composizione del Consiglio di Amministrazione.

In particolare, il comma 2 dell’articolo 5 recita: «Il presidente è nominato dal Ministro entro una terna di soggetti, designata dal Consiglio accademico, in possesso di alta qualificazione professionale e manageriale, nonché di comprovata esperienza maturata nell’ambito di organi di gestione di istituzioni culturali ovvero avente riconosciuta competenza nell’ambito artistico e culturale».

Con il successivo articolo 7, inoltre, vengono definiti i componenti del Consiglio di amministrazione. Di esso fanno parte: il Presidente, il direttore, un docente dell’istituzione, uno studente della stessa e un «esperto di amministrazione, nominato dal ministro, scelto tra personalità del mondo dell’arte e della cultura, del sistema produttivo e sociale, delle professioni e degli enti pubblici e privati».

Si rammenta, poi, che sia il Presidente che il Consiglio di Amministrazione durano in carica tre anni e possono essere confermati una sola volta, così come previsto dall’articolo 4 comma 2 del richiamato decreto del Presidente della Repubblica n. 132.

Al riguardo, si precisa che attualmente risultano nominati tutti i Presidenti delle 80 Istituzioni Afam il cui incarico risultava scaduto ad eccezione di 6 che sono all’attenzione del Ministro. Va inoltre precisato che la recente previsione normativa di cui all’articolo 6 del decreto-legge n. 90 del 2014 ha previsto il divieto di conferire incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di Governo «a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza», consentendo tuttavia il conferimento di soli incarichi a titolo gratuito e per la durata non superiore ad un anno, non prorogabili né rinnovabili.

Anche ciò è stato oggetto di valutazione ai fini della scelta nell’ambito delle teme proposte, nell’ottica di favorire l’efficacia e la continuità di governo di tali istituzioni, evitando più brevi incarichi annuali rispetto alla più ampia prospettiva del triennio.

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