Misure di prevenzione per ebola e tubercolosi

Al Ministro della salute. — Per sapere

– premesso che:

– sempre più spesso i quotidiani italiani riportano notizie allarmati su possibili casi sospetti di ebola anche in Italia, su persone che per precauzione vengono messe in quarantena, come quella dei soldati americani di stanza alla base militare di Vicenza, di ritorno dalla missione anti-virus in Liberia, o di persone isolate o escluse dalla vita sociale per la paura che siano portatrici del virus, come è accaduto a Fiumicino nel caso della bambina di tre anni che, una volta rientrata in Italia da una vacanza in Uganda, Paese peraltro non contagiato dalla epidemia di ebola, non ha potuto rientrare subito a scuola perché gli altri genitori avevano paura che potesse essere infetta;

– questi fatti provocano tensioni e paure, come tensioni e paure provocano le notizie di contagio di tubercolosi per operatori a contatto con i migranti in arrivo, notizie smentite dalla stessa Polizia di Stato, in un recente comunicato;
la malattia da virus Ebola, precedentemente nota come febbre emorragica da virus ebola, è una malattia grave, spesso fatale. La malattia colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé);

– l’ebola è apparsa la prima volta nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume ebola nella Repubblica democratica del Congo e in una zona remota del Sudan;

– il 13 settembre 2014 il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità ha affermato che finora l’epidemia di ebola in Africa Occidentale – e in particolare in Guinea, Sierra Leone e Liberia – ha ucciso più di 2.400 persone su 4.784 contagiate. Chan ha aggiunto che l’epidemia continua a espandersi a una velocità maggiore di quanto le autorità siano pronte ad affrontare e che i dati sul numero dei morti potrebbero essere molto sottostimati a causa delle difficoltà nella registrazione dei nuovi casi: gran parte dei malati non è ricoverata in un strutture mediche e non rientra, quindi, in alcun bilancio ufficiale;

– nel mese di settembre 2014 l’Organizzazione mondiale della sanità si era detta fiduciosa di poter arginare l’epidemia entro nove mesi, ricorda il New York Times, e aveva previsto che a quel punto il numero delle persone contagiate avrebbe potuto aggirarsi intorno alle 20 mila;

– anche la tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il mycobacterium tuberculosis. Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della tubercolosi si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15 per cento delle persone infettate dal batterio sviluppa la malattia nel corso della sua vita. Un individuo malato, però, se non è sottoposto a cure adeguate può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone –:

quali misure urgenti il Ministro interrogato abbia adottato o intenda adottare non solo per prevenire ogni possibile ed eventuale diffusione di queste due malattie in Italia, ma anche perché ci sia una corretta informazione che eviti ogni inutile allarmismo e paura.

Lenzi (primo firmatario), Albini, Amato, Argentin, Becattini, Beni, Paola Bragantini, Burtone, Capone, Carnevali, Casati, D’Incecco, Fossati, Gelli, Grassi, Mariano, Miotto, Murer, Patriarca, Piccione, Sbrollini, Martella, Rosato e De Maria

Interrogazione a risposta immediata presentata il 28 ottobre 2014

 

La risposta della ministra Lorenzin

Signor Presidente, ringrazio gli interroganti, anche perché questa è un’occasione per non fare allarmismo e dare una corretta informazione in un’Aula così autorevole e di fronte al Paese. Ad oggi come voi sapete sono pervenute al Ministero della salute diverse segnalazioni di casi sospetti, che però sono state tutte gestite secondo i protocolli previsti dalle circolari ministeriali emanate sull’argomento e tutti i casi sospetti hanno avuto esito negativo e anche per quanto riguarda la questione di Vicenza si stanno applicando i protocolli internazionali e per i militari di Vicenza vale esattamente quello che vale per i cooperatori italiani.

Per quanto riguarda le misure di prevenzione concordate da ultimo nella riunione straordinaria del 16 ottobre dei Ministri della salute che ho convocato insieme al Commissario Borg, comunico che vengono aggiornati sistematicamente i protocolli di screening, valutazione clinica, assistenza medica infermieristica a favore degli operatori umanitari italiani e del personale civile e militare, di rientro dai periodi di servizio svolti nei Paese in situazione epidemica.

Noi abbiamo chiesto che ci sia una informazione, una comunicazione omogenea in tutti i Paesi europei. Tale procedura si attua anche per tutte le grandi manifestazioni convegnistiche di rango internazionale, pensiamo soltanto alla nostra nazione con gli eventi della FAO o gli eventi legati al Semestre europeo. Ho proposto un sistema di tracciatura dei movimenti e dei contatti di soggetti a rischio nei singoli Paesi con la possibilità di geolocalizzare i viaggiatori internazionali che abbiano come meta Paesi terzi rispetto all’aeroporto di entrata come misura cautelativa ulteriore rispetto agli screening sanitari effettuati in uscita dagli aeroporti locali.

Viene mantenuto uno stretto contatto con le autorità federali statunitensi, britanniche e francesi oltre che con l’OMS a cui sono stati affidati i coordinamenti delle operazioni dei tre Paesi africani coinvolti dell’epidemia. Stiamo inoltre collaborando alla stesura delle linee di sperimentazione dei candidati vaccini e dei candidati farmaci per la prevenzione e la terapia della malattia. Ho proposto un coordinamento tra i Ministeri competenti e ricordo che è stato anche nominato un Coordinatore UE per l’ebola nella persona di Christos Stylianides.

Comunico che nel DDL stabilità del 2015 abbiamo ottenuto lo stanziamento di risorse adeguate per l’acquisto di ulteriori dispositivi di protezione individuale per il personale medico e paramedico.

Quanto alla tubercolosi evidenzio che nel nostro Paese il tasso annuale di incidenza della TBC è pari a 6,99 casi per centomila abitanti nell’anno 2012. L’Italia è pertanto ben al di sotto del limite che definisce la classificazione di Paese a bassa prevalenza: 10 casi per centomila. Stiamo comunque lavorando per migliorare la qualità della sorveglianza, della diagnosi e del trattamento della malattia specie tra i soggetti più svantaggiati.

Quanto all’operazione Mare nostrum ricordo che il Ministero della salute ha collaborato con propri medici all’attività della marina militare e colgo l’occasione per annunciare che il mio dicastero sta lavorando proprio in questi giorni ad un protocollo di intesa con i Ministri dell’interno e della difesa per assicurare anche dopo la fine della predetta operazione tempestivi controlli sanitari sui migranti.

Da ultimo, per quanto riguarda le esigenze evidenziate dagli interroganti che sia assicurata una adeguata informazione al fine di evitare un inutile allarmismo non posso che condividere e assicurare anche per il futuro l’impegno del mio dicastero a continuare a fornire elementi di formazione completi. Approfitto di un ultimo minuto per dire che c’è l’attivazione di un numero verde che stiamo facendo presso il Ministero, oltre al fatto che presso il sito del Ministero ci sono informazioni aggiornate costantemente sull’andamento del virus, sui luoghi e sulle domande che vengono rivolte dai cittadini.

 

La discussione in aula

(seduta del 29 ottobre 2014)

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