Minori stranieri non accompagnati, approvato il parere

La Commissione affari sociali ha concluso ieri l’esame in sede consultiva della proposta di legge che contiene modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e altre disposizioni in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati.

Paola Beni (Pd), nel corso della seduta, ha fatto notare che il provvedimento viene incontro alle esigenze collegate all’arrivo di minori non accompagnati in Italia. In particolare la notevole presenza di minori tra coloro che arrivano via mare dalla sponda sud del Mediterraneo rappresenta una questione che va distinta dal problema generale poiché investe profili particolarmente delicati. Infatti, accanto alla tutela di diritti fondamentali prevista da convenzioni internazionali si pone il rischio di dispersione dei minori e del conseguente possibile sfruttamento da parte della criminalità organizzata.

In questo senso alcune disposizioni del nuovo testo superano l’attuale situazione di frammentazione che in molti casi lascia soli i comuni coinvolti. Così è per il servizio dedicato di prima accoglienza, previsto dall’articolo 4, la promozione dell’affidamento familiare (articolo 8), l’inserimento dei minori nel sistema SPRAR (articolo 13).

Al termine della discussione è stata approvata la proposta di parere elaborata dalla relatrice, Teresa Piccioni (Pd), che sarà trasmessa alla Commissione affari costituzionali. Questo è il testo:

La XII Commissione (Affari sociali),
esaminato, per le parti competenza, il nuovo testo della proposta di legge C. 1658 Zampa, recante «Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e altre disposizioni concernenti misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati»;
considerato che nella proposta in esame appaiono centrati gli obiettivi di stabilire una disciplina unitaria organica sui minori stranieri non accompagnati, di garantirne la tutela degli stessi, di omogeneizzare le applicazioni delle disposizioni in tutto il territorio nazionale;
considerata positivamente la riorganizzazione delle misure di prima accoglienza con particolare riguardo al divieto di respingimento e alla soppressione delle necessità per l’ingresso del visto per le adozioni internazionali (articolo 3);
considerato favorevolmente il fatto che si riconosce il diritto alle organizzazioni umanitarie, autorizzate dal Ministero dell’interno attraverso le Prefetture, di essere presenti alle procedure di prima assistenza e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (articolo 4);
considerato:
che è garantito il servizio di prima accoglienza e di accompagnamento in una struttura «destinata ai minori, anche prima e indipendentemente dalla conclusione delle operazioni di identificazione e anche in luoghi diversi da quelli identificati come valichi di frontiera» (articolo 4);
che è compito del Ministero del lavoro di concerto con il Ministro dell’interno e d’intesa con i Comuni e le Regioni emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge un decreto con l’elenco dei servizi di cui all’articolo 4;
che l’inserimento dell’articolo 31-bis nel Testo unico sull’immigrazione (articolo 6) introduce una procedura che standardizza alcuni principi, prevede in successione graduale gli interventi da compiere ai fini dell’identificazione e stabilisce alcune garanzie procedurali e sostanziali a tutela dei minori ivi compresa l’impugnativa del provvedimento di attribuzione dell’età trasferendola al Tribunale per i minorenni;
che l’introduzione dell’articolo 31-ter nel Testo unico sulle immigrazioni (articolo 7) prevede la possibilità di un’attivazione immediata delle indagini familiari, introducendo un criterio di preferenza in base al quale, qualora siano individuati familiari idonei a prendersi cura del minore straniero non accompagnato, tale soluzione deve essere sempre preferita al collocamento del minore in comunità;
valutata di particolare rilievo l’istituzione presso il Ministero del lavoro del sistema informativo nazionale dei minori non accompagnati con la conseguente compilazione della cartella sociale del minore straniero non accompagnato ad opera del personale qualificato della struttura di accoglienza e relativa trasmissione ai servizi sociali del comune di destinazione e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori (articolo 10);
considerato che con l’articolo 13 si inseriscono i minori di cui all’articolo 2 della presente proposta di legge nell’ambito del Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) di cui all’articolo 1-sexties del decreto-legge n. 416 del 1989, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2990, n. 39, e che con il comma 3 si istituisce un sistema di monitoraggio presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali d’intesa con le regioni e con il Governo;
rilevato altresì che all’articolo 15 viene garantita ai minori stranieri non accompagnati l’immediata iscrizione al Servizio sanitario nazionale in ottemperanza al diritto alla salute, anche nelle more del rilascio del permesso di soggiorno;
considerato infine che all’attuazione delle disposizioni previste dall’articolo 4 (servizi di informazione e di prima assistenza e accoglienza) e dall’articolo 13 (sistema di protezione per richiedenti asilo rifugiati e minori stranieri non accompagnati) si provvede con le risorse del Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati di cui all’articolo 23, comma 11, quinto periodo del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,

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