Incenerimento di rifiuti nei cementifici

Incenerimento di rifiuti nei cementifici

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere

– premesso che:

– il cementificio di Tavernola Bergamasca (BG) ha rinnovato la richiesta di co-incenerimento di Cdr e pneumatici triturati quali combustibili alternativi da utilizzare in parziale sostituzione di petcoke nel locale impianto tavernolese;

– il cementificio ha convissuto con il territorio rappresentando negli anni una presenza sempre più pesante e difficile, scontrandosi inevitabilmente con le esigenze della cittadinanza e quelle della valorizzazione delle bellezze naturali di un luogo unico nel suo genere, sulla riva di uno dei laghi prealpini più belli davanti a Monteisola, l’isola lacustre più grande d’Europa;

– quasi un secolo di escavazione nella collegata miniera Ognoli, all’interno della quale insiste il cementificio, ha deturpato anche visivamente l’ambiente naturale. Nel 1988 venne redatto un programma di recupero ambientale della miniera grazie ai vincoli della legge «Galasso» che ha introdotto fasce di rispetto delle rive dei laghi, programma che non ha avuto gli esiti attesi. Dopo una promessa iniziale di realizzazione in loco di campi da tennis, serre e spazi verdi, la miniera è rimasta quasi immodificata, nella stessa è stata realizzata una strada pubblica che per i tavernolesi è oggi ulteriore motivo di grave disagio e delusione. La «bretella» di collegamento tra il paese e questa nuova strada, infatti, utile per decongestionare il traffico sull’unico asse viario Tavernola-Vigolo, è chiusa ormai da quasi quattro anni a causa di una frana avvenuta nel territorio della vecchia escavazione;

– la vicinanza delle case della frazione di Cambianica ai camini del cementifico è motivo di grave preoccupazione per l’amministrazione comunale e per la cittadinanza tutta di fronte all’attività cementiera ad elevato impatto ambientale alla quale si va ad aggiungere l’attuale richiesta di co-incenerimento di cdr e pneumatici triturati, attualmente al vaglio degli enti per l’eventuale autorizzazione;

– la presenza di un impianto cementiero che potrebbe co-incenerire rifiuti, inoltre, soffoca lo sviluppo turistico del luogo e incide negativamente anche su quello dell’intero bacino lacustre;

– la rappresentanza sindacale dei lavoratori della fabbrica RSU ha esplicitato, negli ultimi anni, tre documenti riguardanti «carenze di manutenzione preventiva», «impianti mal funzionanti», «mancanza di fiducia tecnico-organizzativa», il più recente dei quali pubblicato in data 25 settembre 2014;

– la quantità di Cdr e pneumatici richiesta è di 96 t/g prossima dunque alla soglia delle 100 t/g per la quale l’impianto sarebbe assoggettato a VIA (valutazione di impatto ambientale);

– la pratica riguardante l’attività di impiego di Cdr e pneumatici triturati nel locale cementificio si inserisce in un contesto giuridico controverso: il cementificio risulta non abbia mai utilizzato Cdr e pneumatici come combustibili alternativi nella sua vita produttiva, i soli combustibili alternativi precedentemente utilizzati sono stati esclusivamente farine e grassi animali, il cui avvio è stato determinato dall’emergenza «Mucca pazza» ma il cui utilizzo è stato successivamente abbandonato;

– il comune di Tavernola, diversamente dal Ministero dell’ambiente (nota del 2 marzo 2012) e dagli altri enti che intervengono nel procedimento autorizzativo aperto, sostiene che l’utilizzo di Cdr e pneumatici triturati comporti la procedura di Via in quanto ci si troverebbe di fronte a un nuovo impianto/modifica sostanziale di impianto esistente. Il Cdr e i pneumatici richiesti, infatti, sono di natura completamente diversa dalle precedenti farine e grassi animali, con caratteristiche tecniche e trattamento diversi da quelli menzionati al punto precedente, e pertanto non può essere definito «rinnovo tal quale di autorizzazioni ad impianti esistenti», tanto più che la valutazione di impatto ambientale non venne avviata neppure per questi primi combustibili alternativi a causa dell’emergenza «Mucca Pazza» in atto a quel tempo;

– la regione Lombardia, nella definizione dei criteri localizzativi per gli impianti di smaltimento rifiuti, esclude la possibilità di impianti di incenerimento e co-incenerimento sulle rive dei laghi. Anche questa condivisibile limitazione viene aggirata dal considerare, impropriamente, l’impianto di co-incenerimento come «esistente» nonostante l’evidenza che, alla scadenza della AIA previgente, il cementificio non aveva iniziato l’attività di combustione di rifiuti;

– la Presidenza del Consiglio espressasi in modo positivo esclusivamente sulla sperimentazione con delibera n. 19 del 16 marzo 2012 ha recepito i pareri dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Ministero della salute. In particolare il Ministero della salute (comunicazione 2 marzo 2012) interpellato sulla questione, così come citato nella relazione della Presidenza del Consiglio dei ministri (allegata alla nota Prot. n. 5024 del 6 marzo 2012) ha riscontrato «una possibile criticità a carico dell’altezza dei camini e dell’orografia dell’area» e richiede «una verifica dell’efficienza della dispersione dei contaminanti aerei nelle condizioni meteo e orografiche della specifica area». Due studi sono stati prodotti uno da parte del comune di Tavernola Bergamasca e uno da parte dell’azienda Sacci richiedente l’autorizzazione al co-incenerimento e sono sostanzialmente coincidenti. L’azienda Sacci per ridurre le ricadute delle emissioni propone una riduzione all’origine degli inquinanti immessi in atmosfera, in alternativa all’innalzamento del camino principale. Quest’ultima opzione non ridurrebbe di per sé l’impatto ambientale del cementificio ma ne diluirebbe esclusivamente gli effetti allargando lo spazio di ricaduta degli inquinanti stessi. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare invece, (comunicazione del 2 marzo 2012) ha espresso di valutare l’opportunità di avviare una appropriata procedura di valutazione di impatto ambientale prima dell’utilizzo «a regime» del combustibile alternativo anche in sola co-combustione a quello attualmente in uso;

– contestualmente, il comune di Tavernola ha segnalato alle autorità competenti, durante il periodo estivo 2014, diversi eventi di emissioni polverose anomale in atmosfera nonché la concentrazione di NOx, persistentemente più elevati rispetto al resto della provincia, in base ai dati rilevati dalla centralina fissa ARPA presente sul territorio comunale. L’importante contributo emissivo del cementificio è stato confermato anche da recenti misurazioni con una postazione mobile;

– la popolazione di Tavernola Bergamasca, dopo numerose assemblee e occasioni di dibattito locali, ha espresso la propria netta contrarietà alla sperimentazione all’uso di Cdr e pneumatici nel locale cementificio, attraverso la consultazione popolare del 24 giugno 2007, con la quale i tavernolesi hanno dichiarato il proprio no ai rifiuti con il seguente risultato: n. 933 voti contrari alla sperimentazione dei rifiuti come combustibili nel cementificio (oltre l’81 per cento) e n. 211 voti favorevoli;

– la stessa posizione è poi stata ribadita, il 18 febbraio 2010, anche dal consiglio comunale di Tavernola mediante specifica delibera, posizione confermata anche dall’attuale amministrazione comunale in carica che ha posto chiaramente la contrarietà alla sperimentazione su Cdr e pneumatici nel suo programma elettorale;

– il consiglio della provincia di Bergamo, all’unanimità, in data 20 dicembre 2010 ha dato indicazione circa il pieno rispetto del parere espresso dal comune di Tavernola;

– la contrarietà netta all’utilizzo dei rifiuti nel locale cementificio tavernolese è stata politicamente recepita anche, all’unanimità, dal consiglio regionale della Lombardia con deliberazione n. ix/0327 del 21 dicembre 2011 – atto n. 6277 nel quale, chiede che vengano tenute in considerazione le decisioni della giunta regionale, richiamate dalla deliberazione 28 luglio 2011, n. 2072 che considerano prioritario il ricorso alla minor produzione di rifiuti e quindi negare all’impianto di Tavernola Bergamasca l’utilizzo del Cdr;

– anche il consiglio provinciale di Brescia, approvava nel luglio 2012 una mozione unitaria per chiedere al Governo di interpretare le necessità della popolazione e delle amministrazioni del Lago d’Iseo sulla problematica dell’utilizzo di Cdr e pneumatici nel cementificio di Tavernola Bergamasca;

– il consiglio comunale di Pisogne (BS), altro paese sito sulle rive del Lago d’Iseo ha deliberato pochi giorni fa il proprio sostegno al Comune di Tavernola nella posizione espressa sul co-incenerimento dei rifiuti nel cementificio tavernolese;

– altri comuni si esprimeranno a sostegno di Tavernola Bergamasca a breve attraverso i propri consigli comunali –:

di quali elementi disponga il Governo in relazione a quanto sopra rappresentato e quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intenda assumere al fine di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini di fronte ad attività di incenerimento dei rifiuti ad opera di cementifici, come specificatamente nel caso di cui in premessa, anche promuovendo un piano di monitoraggio degli effetti conseguenti a tali attività;

se si intenda promuovere un’iniziativa, da parte del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente, al fine di verificare lo stato dei luoghi e il livello di inquinamento dell’area in cui sorge il cementificio di Tavernola Bergamasca.

Sanga (primo firmatario), Carnevali, Misiani, Giuseppe Guerini

Interrogazione a risposta scritta presentata il 22 ottobre 2014

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