I lavori della Camera in diretta

Finanza ai Riuniti, niente tempi certi. Ma la data di scadenza è il 2022

Come si suol dire in situazioni simili, c’è cauto ottimismo. O come dice Gregorio Fontana «si va avanti piano». Perché nella risposta all’interrogazione presentata dal parlamentare di Forza Italia in merito al futuro dell’Accademia della Guardia di Finanza non c’è la svolta, tanto attesa. «Non c’è una notizia negativa – aggiunge – ma ci sono terminologie e piccole sfumature ci dicono che si sta andando avanti con molta cautela». Della serie bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda del punto di vista. Della serie bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda del punto di vista. Il documento fornisce, però, una serie di indicazioni sui passi futuri, tanto che la deputata Elena Carnevali (Pd) dà una valutazione positiva: «Abbiamo rassicurazione dell’impegno del governo nei confronti della nuova Accademia».

eco-bg-18-ottobre-2014-paginaL’interrogazione è stata presentata dall’onorevole Gregorio Fontana, in accordo con la collega Elena Carnevali, dopo un lungo periodo di silenzio su un argomento che sta a cuore tanto alla politica, quanto ai bergamaschi preoccupati del futuro dell’edificio di Largo Barozzi e dell’intero quartiere di Santa Lucia, che da dicembre 2012 fa i conti con la desolazione di un rione che ha perso il centro nevralgico, con il pericolo di degrado dell’area ababndonata e la conseguente caduta dei prezzi degli immobili. Nel «question time» Fontana era partito dalla considerazione che «il governo si era a più riprese impegnato a realizzare l’accorpamento della sede della Guardia di Finanza nell’area degli ex ospedali Riuniti di Bergamo, considerando quest’opera di razionalizzazione estremamente positiva in virtù dei costi annui più bassi e dell’efficienza data dall’accorpamento dei corsi in una sola sede» e che «tutte le forze politiche di Bergamo hanno auspicato un impegno unanime per realizzare questo polo formativo di assoluto valore». I quesiti posti riguardavano l’intenzione del governo su tale progetto, chiedevano «una tabella di marcia indictaiva riguardante i tempi di realizzazione di quest’opera, lo stato dell’arte relatiavmente alla formale acquisizione delle superfici immobiliari sulle quali sorgerà l’Accademia della Guardia di Finanza» e se «il Ministero intende confermare l’orientamento, emerso in più occasioni pubbliche, in ordine alla possiiblità di trasferire, anche prima della realizzazione della nuova Accademia, l’intero quinquennio dei corsi»

La risposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze fornisce alcune indicazioni: «La Guardia di Finanza ha avviato lo studio di un’ipotesi progettuale che prevede la riunificazione dell’Accademia» a tal fine «il Comando Generale e la predetta Cassa Depositi e Prestiti hanno sottoscritto nel corso del 2014 un Protocollo d’intesa propedeutico all’avvio dei necessari approfondimenti finalizzati a concretizzare la progettualità in questione». Si parla quindi di «intese preliminari» e di «definizione del contesto», di «studio di fattibilità» e, ancora, di «proposta tecnico-economica della proprietà da sottoporre al vaglio dell’Agenzia del demanio». Solo una data viene citata, il 2022, intesa come scadenza ultima «dei contratti stipulati con il Fondo immobili pubblici» e data entro la quale dovranno essere eseguiti «importanti interventi di riqualificazione volti a rendere la struttura (qualora acquisita) funzionale alle esigenze logistico-addestrative della Guardia di finanza». Burocratese accolto così da Gregorio Fontana: «Ci sono terminologie e piccole sfumature che ci dicono che si sta andando avanti, ma con molta cautela. Ma non ci sono notizie negative», commenta puntualizzando la natura condivisa dell’interrogazione che mirava a capire a che punto stavano le cose. «Non ci sono tempi certi e noi continueremo a incalzare in questo senso il governo, non vogliamo che succeda quello che è successo in passato, sulla scuola di magistratura che era stata inaugurata e Monti l’aveva cancellata dalla mattina alla sera».

La soddisfazione, dunque, c’è per aver «formalmente ricevuto un’indicazione di marcia» e «un segnale importante che conferma la volontà del governo» con un «ma»: «Mi sarei aspettato qualche indicazione di più sulla tempistica». Soddisfazione anche per il trasferimento a Bergamo di Giurisprudenza che per i primi cadetti frequentanti riunirà tutti i cinque anni del percorso di studi. Positiva per questa notizia e per la risposta all’interrogazione l’impressione di Elena Carnevali: «Abbiamo avuto rassicurazione da parte del governo di un impegno nei confronti della nuova Accademia in collaborazione con gli enti coinvolti». Insieme a Fontana non molla: «Continuiamo a mantenere l’impegno perché l’Accademia si realizzi e si dia prospettiva futtura a quell’area». Anche rispetto «alla volontà del governo che si deve tradurre in impegno di natura finanziaria, la nostra attenzione è massima, compresa l’interlocuzione con gli organi preposti».

L’Eco di Bergamo, 18 ottobre 2014

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