I lavori della Camera in diretta

Emendamenti al decreto “sblocca Italia”

Emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto n. 133/2014 che contiene «Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive» (decreto “sblocca Italia”).

 

ARTICOLO 4

Emendamento 4.55

Dopo il comma 9, inserire il seguente:
10. In deroga a quanto previsto all’articolo 1, comma 688, della legge 27 dicembre 2014, n. 147, il versamento della TASI è effettuato in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014 sulla base delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni inviate dai comuni successivamente al 10 settembre e comunque entro e non oltre il 30 settembre 2014.

Carnevali

(Inammissibile)

 

ARTICOLO 16

Emendamento 16.11

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: la realizzazione di strutture sanitarie aggiungere le seguenti: e per ridurre la mobilità sanitaria verso altre regioni.

Lenzi, Gelli, Miotto, Amato, Albini, Beni, Burtone, Capone, Carnevali, Casati, D’Incecco, Fossati, Mariano, Patriarca, Piccione, Sbrollini

Emendamento 16.015

Dopo l’articolo 16 aggiungere il seguente:

Art. 16-bis.

1. I termini per la richiesta di ammissione al finanziamento di cui all’articolo 1, comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono fissati in 30 mesi per gli accordi di programma di edilizia sanitaria sottoscritti nell’anno 2013 ai sensi dell’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67. Sono conseguentemente fissati in 36 mesi i termini relativi agli interventi per i quali la domanda di ammissione al finanziamento risulti presentata, ma valutata non ammissibile al finanziamento ai sensi del medesimo articolo 1, comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

Carnevali, Rampi

 

ARTICOLO 17

Emendamento 17.163

Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), sopprimere il numero 1);
b) alla lettera a), numero 2), sopprimere le parole da: anche se comportanti fino alla fine del numero;
c) sopprimere la lettera b);
d) alla lettera c), numero 1), sostituire la lettera a) con la seguente:
a) alla lettera a), le parole da: «non comportino» fino a «unità immobiliari» sono soppresse;
e) alla lettera c), sopprimere il numero 2);
f) alla lettera c), numero 4), dopo le parole: con legge, aggiungere le seguenti: da approvare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione;
g) alla lettera c), sopprimere il numero 5);
h) alla lettera c), dopo il numero 5) aggiungere il seguente: 5-bis) al comma 7, le parole: «258 euro» sono sostituite dalle seguenti: «1000 euro»;
i) alla lettera d), aggiungere in fine le seguenti parole: e delle superfici;
j) alla lettera e), sopprimere il numero 1);
k) alla lettera g), sopprimere il numero 1);
l) alla lettera g), sopprimere il numero 2);
m) alla lettera g), dopo il numero 3) aggiungere il seguente:
3-bis) alla lettera 4, dopo la lettera d), è aggiunta la seguente:
«d-ter) alla valutazione del maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d’uso. Tale maggior valore, calcolato dall’amministrazione comunale, viene suddiviso – salvo diverse disposizioni delle legislazioni regionali e degli strumenti urbanistici generali comunali – in misura non inferiore al 50 per cento tra il comune e la parte privata ed erogato da quest’ultima al comune stesso sotto forma di con contributo straordinario, che attesta l’interesse pubblico, in versamento finanziario, vincolato a specifico centro di costo per la realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzarsi nel contesto in cui ricade l’intervento, cessione di aree o immobili da destinare a servizi di pubblica utilità, edilizia residenziale sociale o opere pubbliche.»;
n) alla lettera h), numero 2), dopo le parole: nuove costruzioni aggiungere le seguenti: nei casi non interessati da varianti urbanistiche, deroghe o cambi di destinazione d’uso comportanti maggior valore rispetto alla destinazione originaria;
o) sopprimere la lettera n);
p) sopprimere la lettera q).

Morassut, Marroni, Carnevali, Piccione, Pastorino

 

ARTICOLO 28

Emendamento 28.6

Al comma 7, dopo le parole: a cura dell’ENAC, aggiungere le seguenti: su proposta del Ministero della salute.

Miotto, Carnevali, Albini, Beni, Patriarca, Burtone, Murer, Capone, Fossati, Mariano, Lenzi, Amato, Sbrollini, D’Incecco

Emendamento 28.7

Al comma 7, dopo le parole: a cura dell’ENAC, aggiungere le seguenti: e sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.

Miotto, Carnevali, Albini, Beni, Patriarca, Burtone, Murer, Capone, Fossati, Mariano, Lenzi, Amato, Sbrollini, D’Incecco

 

ARTICOLO 35

Emendamento 35.11

Sopprimerlo.

Cominelli, Giovanna Sanna, Berlinghieri, Carnevali, Lacquaniti, Sberna, Gitti, Bazoli, Romele, Sanga, Cova, Misiani, Arlotti, Scuvera, Massa

Emendamento 35.1

Sostituirlo con il seguente:

Art. 35.

1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza delle regioni, individua, con proprio decreto, gli impianti di recupero di energia dai rifiuti urbani e speciali, in esercizio o da realizzare, tenendo conto della pianificazione regionale, per attuare un sistema integrato e moderno di gestione di tali rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell’autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore. Gli impianti sono individuati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con finalità di progressivo riequilibrio socio economico fra le aree del territorio nazionale. Tali impianti individuati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente.
2. Al fine di concorrere allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio, nonché alla riduzione del fabbisogno di discariche, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, effettua altresì la ricognizione e individua, con proprio ulteriore decreto, il fabbisogno impiantistico per il recupero della frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata al fine di rilevare l’eventuale fabbisogno integrativo articolato per Regioni. Nelle more della realizzazione di nuovi impianti nelle Regioni non autosufficienti, come sopra identificate, per gli impianti esistenti è consentito l’incremento della capacità ricettiva e di trattamento dei rifiuti organici (CER 200108) fino al 10 per cento di quello autorizzato, ove tecnicamente possibile, al fine esclusivo di gestire ulteriore rifiuto organico proveniente dalle medesime Regioni.
3. Tutti gli impianti di recupero energetico da rifiuti di cui al comma 1, sia esistenti che da realizzare, su richiesta del gestore, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall’articolo 237-sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, così come modificato con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46, qualora la compatibilità ambientale dell’impianto in tale assetto operativo sia stata valutata positivamente; in caso contrario la compatibilità ambientale deve essere riesaminata ai sensi di legge. Entro 90 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti esistenti, le Autorità competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali, tenendo in considerazione nella fase autorizzativa lo stato della qualità dell’aria così come previsto dalla Direttiva 2008/50/CE recepita dal decreto legislativo n. 155 del 2010.
4. Gli impianti di nuova realizzazione dovranno essere costruiti conformemente alla classificazione di impianti di recupero energetico di cui al punto R1 (nota 4), allegato C, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.
5. Dalla entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti esistenti, le Autorità competenti provvedono a verificare la sussistenza dei requisiti per la loro qualifica di impianti di recupero energetico R1, revisionando in tal senso, quando ne ricorrono le condizioni, le autorizzazioni integrate ambientali.
6. Ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni non sussistendo vincoli di bacino per il trattamento dei rifiuti urbani negli impianti di recupero, negli stessi deve essere assicurata priorità di accesso ai rifiuti prodotti nel territorio regionale, fino al soddisfacimento del suo fabbisogno, e solo successivamente ai rifiuti urbani prodotti nel territorio nazionale. Il Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare determina ogni anno, sentita la Regione ospitante gli impianti, la percentuale di capacità di incenerimento da destinare al trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti da fuori bacino regionale. Sono altresì ammessi, in via complementare, rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a solo rischio sanitario nel pieno rispetto del principio di prossimità sancito dall’articolo 182-bis, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni e delle norme generali che disciplinano la materia. Al riguardo sono coerentemente adeguate le autorizzazioni integrate ambientali alle presenti disposizioni nei termini sopra stabiliti.
7. Le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti urbani prodotti in bacini esterni rispetto a quello originario di pianificazione degli impianti di cui al comma 1 sono contrattati fra i gestori proprietari degli impianti stessi e i Comuni detentori in privativa dei rifiuti urbani da smaltire, all’interno di intervalli tariffari definiti dal Ministero dell’Ambiente in accordo con le Regioni in cui sono localizzati gli impianti. I ricavi da vendita di energia e materiali e gli incentivi per produzione di energia da fonte rinnovabile attribuite alla quota di rifiuti urbani di provenienza extra bacino devono essere destinati in quota variabile fra il 50 per cento ed il 70 per cento – quota da definire su proposta della Regione competente – al contenimento delle tariffe di smaltimento dei rifiuti urbani smaltite negli impianti e prodotte nel bacino di pianificazione.
8. In caso di mancato rispetto dei termini di cui ai commi precedenti si applica il potere sostitutivo previsto dall’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.

Cominelli, Borghi, Arlotti, Mariastella Bianchi, Bratti, Covello, Dallai, De Menech, Gadda, Ginoble, Tino Iannuzzi, Manfredi, Mariani, Marroni, Mazzoli, Morassut, Realacci, Giovanna Sanna, Zardini, Ghizzoni, Scuvera, Misiani, Cova, Carnevali, Sanga, Bazoli, Berlinghieri, Galperti, Sberna, Gitti, Romele, Lacquaniti, Malisani

 

ARTICOLO 42

Emendamento 42.26

Al comma 1, capoverso 7-bis, sopprimere la lettera b).

Ghizzoni, Coscia, Ascani, Blazina, Bossa, Carocci, Coccia, Crimì, D’Ottavio, Malisani, Malpezzi, Manzi, Narduolo, Pes, Piccoli Nardelli, Rampi, Rocchi, Rossi, Sgambato, Ventricelli, Carnevali

Emendamento 42.27

Al comma 1, capoverso 7-bis sopprimere le lettere c) e d).

Miotto, Carnevali, Albini, Beni, Patriarca, Burtone, Murer, Capone, Fossati, Mariano, Lenzi, Amato, Sbrollini, D’Incecco

Emendamento 42.25

Al comma 1, capoverso 7-bis, sopprimere la lettera e).

Coscia, Ascani, Blazina, Bossa, Carocci, Coccia, Crimì, D’Ottavio, Ghizzoni, Malisani, Malpezzi, Manzi, Narduolo, Pes, Piccoli Nardelli, Rampi, Rocchi, Rossi, Sgambato, Ventricelli, Carnevali

Emendamento 42.24

Dopo il comma 14 aggiungere il seguente:
14-bis: «I termini per la richiesta di ammissione al finanziamento di cui all’articolo 1, comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono fissati in trenta mesi per gli accordi di programma di edilizia sanitaria sottoscritti nell’anno 2013 ai sensi dell’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67. Sono conseguentemente fissati in trentasei mesi i termini relativi agli interventi per i quali la domanda di ammissione al finanziamento risulti presentata, ma valutata non ammissibile al finanziamento ai sensi del medesimo articolo 1, comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n. 266».

Carnevali, Rampi

Emendamenti presentati in Commissione ambiente il 6 ottobre 2014

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