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Sostegno all’inclusione attiva, i primi dati sulla sperimentazione

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha fornito i primi dati sulla sperimentazione del sostegno per l’inclusione attiva (SIA) nei grandi comuni.

Riguardo all’approvazione delle graduatorie definitive, in tutti i Comuni (eccetto Roma) più di 6.500 nuclei familiari, corrispondenti a quasi 27.000 persone, in condizione di povertà percepiscono oggi il SIA. Il beneficio medio mensile attribuito a ciascuna famiglia è di 334 euro, con una variabilità tra città che dipende dalla media nel numero dei componenti il nucleo familiare. Nella media nazionale il nucleo familiare è composto da 4,1 componenti, ma si passa dai 3,5 di Genova ai 4,9 di Catania. Il numero relativamente basso di domande raccolte combinato al numero relativamente alto di nuclei familiari non in possesso dei requisiti richiesti ha comportato che, nella prima fase della sperimentazione finora descritta, in diverse città le risorse disponibili non siano andate esaurite. La gran parte delle città ha «impegnato» tra la metà e i due terzi del totale delle risorse. Sono comunque tre le città – Catania, Palermo e sostanzialmente Torino – che hanno esaurito subito il budget disponibile. Tra queste, Catania è l’unica in cui il numero di domande idonee (in possesso cioè dei requisiti richiesti) è superiore – di circa il 50% – al numero di domande ammissibili sulla base del budget.

Queste, in sintesi, le criticità emerse:

  1. “approccio prudente” per evitare la presentazione di un numero troppo elevato di richieste a fronte delle risorse disponibili. Per questo molti Comuni hanno introdotti ulteriori criteri di selezione;
  2. aggravi procedurali conseguenti alla necessità di verifica puntuale del possesso dei requisiti attraverso l’utilizzo degli archivi amministrativi dell’INPS .

sia-nuclei-beneficiari-potenziali

 

sia-numero-domande

 

sia-domande-senza-requisiti

 

sia-budget-impegnato

 

sia-beneficiari

(fonte: Servizio studi della Camera dei deputati)

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