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Solidarietà a Elena Comendulli, 500 in corteo

Solidarietà a Elena Comendulli, 500 in corteo

Un fiume di solidarietà, ieri sera, a Calcio per Elena Comendulli, il sindaco che martedì ha ricevuto un messaggio intimidatorio con proiettile al proprio domicilio.

Qui il corteo silente, partito alle 20,30 dal municipio, si è fermato e ha applaudito il sindaco che, sull’uscio di casa e con il sorriso che sempre la contraddistingue, ha risposto alle oltre 500 persone presentei: «Grazie per la vicinanza che mi avete dimostrato in questi giorni. Sono ancora più determinata a proseguire, per la mia famiglia e per il mio gruppo di maggioranza con cui sto lavorando davvero bene».

Tanta commozione e animi accesi hanno contraddistinto la serata, partecipata dalla popolazione calcense oltre che da esponenti delle istituzioni: c’erano i sindaci di Antegnate, Pumenengo, Isso, Barbata, Bariano, Fontanella, Romano, Cortenuova, l’assessore di Treviglio Pinuccia Prandina (destinataria a sua volta, ad aprile, di una missiva intimidatoria) e anche la deputata del Pd Elena Carnevali con Matteo Rossi, candidato alla presidenza della Provincia di Bergamo.

In tarda serata è giunto anche il deputato Pd Giovanni Sanga a portare di persona un messaggio di vicinanza al sindaco.

«La presenza, questa sera, di chi rappresenta le istituzioni è doverosa e determinata a contrastare chi compie gesti così ignobili», hanno commentato Elena Carnevali e Matteo Rossi.

La presenza di chi rappresenta le istituzioni è doverosa e determinata a contrastare chi compie gesti così ignobili

Nicola Mercandelli, già sindaco di Calcio, ora vicino alla maggioranza, si è stretto con i sindaci e con Pinuccia Prandina nel vicolo fuori casa del sindaco e, accanto ad Elena Comendulli, ha dichiarato: «Elena non sarà mai sola e più alzeranno i toni, più noi le staremo vicino. Nel 2013 sono state 351 le lettere minatorie inviate ad amministratori comunali; fa impressione quando i fatti accadono lontano da noi, ma ultimamente nella Bassa giungono sempre più spesso avvertimenti di tipo mafioso, come la pallottola ricevuta da Elena. Lei è entrata da qualche mese con determinazione nella vita comunale e probabilmente a qualcuno non piace».

I presenti e le autorità si sono poi intrattenuti a colloquiare con il sindaco e la sua maggioranza, augurandosi che gli inquirenti facciano luce sulla vicenda e che la legalità rimanga di casa, anche a Calcio.

L’Eco di Bergamo, 27 settembre 2014

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