I lavori della Camera in diretta

Gli amministratori promuovono la proposta Carnevali sugli ambiti

Due «case dei sindaci»: l’una che si occupa soprattutto di welfare, l’altra con competenze (per ora) più ampie, che includono anche il lavoro e alcuni servizi sociali.

Questo diventeranno, tra poco, la Conferenza dei sindaci dell’Asl (che il 7 novembre eleggerà il nuovo Consiglio di rappresentanza) e la Provincia. Da qui la proposta lanciata dalla parlamentare Pd Elena Carnevali dalle colonne del nostro giornale: creare una gestione coordinata tra le due istituzioni sul tema del sociale. Ragionando anche sull’opportunità di rendere omogenei i bacini dei 14 ambiti territoriali (attraverso cui i Comuni erogano insieme dei servizi: una positiva particolarità tutta bergamasca), i sette distretti dell’Asl, e i 10 Centri per l’impiego della Provincia. Insomma, un’alleanza per i bisogni dei cittadini. Che ne dicono i Comuni? Ieri abbiamo chiesto una reazione a caldo ad alcuni presidenti degli ambiti territoriali (molti freschi di elezione).

eco-bg-26-settembre-2014«Il tessuto sociale è messo fortemente alla prova dalla crisi, e sempre più urgente è affrontare la mancanza di lavoro – rileva da Romano di Lombardia il sindaco e presidente dell’ambito Sebastian Nicoli -. Il collegamento tra questo e i temi del sociale è evidente, e una maggiore integrazione può essere utile. Certo, sull’applicazione pratica bisognerà fare dei ragionamenti». Posizione condivisa da Sara Tassetti, assessore a Gorle e «new entry» alla guida dell’ambito di Bergamo. «Le esigenze sul territorio sono cambiate, riguardano soprattutto la ricerca di casa e lavoro: una collaborazione ampia, che non “spezzetti” le questioni, in questo senso è importante». Insomma, un ragionamento allargato, pur con modalità tutte da definire, sembra possibile. Anche perché si parte da realtà che sul sociale già fanno squadra: «Nell’ultimo anno e mezzo, in conferenza dei sindaci, ho potuto apprezzare la collaborazione tra istituzioni – dice Patrizio Musitelli, dell’ambito Valle Brembana -. Se si tratta di aumentarla per aiutare i cittadini, credo se ne possa parlare. Pur nelle grandi difficoltà, un maggior protagonismo del territorio può essere senza dubbio positivo».

«Senza gli ambiti, i Comuni più piccoli non riuscirebbero nemmeno a garantire i servizi – dice da Gromo, ambito Valle Seriana superiore e Val di Scalve, il sindaco Ornella Pasini -. Quindi, la collaborazione è fondamentale. Poi, come svilupparla ulteriormente sul piano pratico sarà da valutare insieme. Ricordandosi sempre di fare i conti con i conti». Perché è la carenza di risorse la piaga che, anche in ambito sociale, affligge i Comuni. Per questo da Stefano Locatelli, sindaco di Chiuduno e neopresidente dell’ambito di Grumello, arriva la sottolineatura: «Fa un po’ specie che questa proposta venga da una parlamentare, mentre lo Stato taglia fondi ai Comuni, alle Regioni, e alle Province, e ci troviamo ad amministrare con le briciole. Poi, non c’è dubbio: tra sindaci andiamo tutti nella stessa direzione, ma bisogna anche avere le risorse». Approccio pragmatico, come quello di Beppe Pezzoni, candidato alla presidenza della Provincia, che rileva: «Difficilmente la nuova Provincia potrà erogare servizi: bisognerà lavorare su un ruolo di coordinamento. Giusto ragionare su una programmazione omogenea negli ambiti, ma questo deve accompagnarsi a un’attenzione alle specificità di alcuni settori e di alcune aree, che non va persa di vista».

Matteo Rossi, pure in corsa per Via Tasso, lancia la proposta di un «passaggio di consegne»: «Mi convince l’idea che nello statuto della Provincia venga proposto che sia il Consiglio di rappresentanza dei sindaci a svolgere le funzioni inerenti ai servizi alla persona oggi demandate alla Provincia. Forti di ciò richiederei alla Regione una sperimentazione sui compiti e le attività della Conferenza dei sindaci».

L’Eco di Bergamo, 26 settembre 2014

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