I lavori della Camera in diretta

Una gestione corale delle politiche sociali

Una gestione corale delle politiche sociali

Tra pochi giorni sindaci e consiglieri comunali saranno chiamati a eleggere chi guiderà la «nuova» Provincia che si caratterizzerà come Ente espressione diretta dei Comuni.

Una seconda scadenza è alle porte: il rinnovo di un organismo, probabilmente meno conosciuto, la Conferenza dei sindaci, composta dai primi cittadini dei 242 Comuni bergamaschi. Compito della Conferenza è presidiare, in casa Asl, le decisioni di carattere sanitario; la Conferenza è guidata da un Consiglio di rappresentanza che in collaborazione con le 14 Assemblee distrettuali dei sindaci, in cui è diviso il territorio bergamasco, svolge anche un lavoro di indirizzo provinciale sulle politiche e sui servizi sociali.

I profondi processi di revisione legislativa e ordinamentale previsti, per la Provincia, dalla riforma Delrio e per la Conferenza dei sindaci, dalle proposte di cambiamento dell’organizzazione sanitaria contenute nel «Libro bianco» di Regione Lombardia, prevedono uno scenario in cui tutti e due gli organismi dovranno operare in un contesto assai diverso dal passato. È certo che essendo ambedue espressione diretta della volontà dei Comuni, tra loro, sarà più facile «fare squadra», costruire obiettivi e azioni condivise.

eco-bg-25-settembre-2014La mia esperienza di amministratore locale e il mio attuale incarico di parlamentare, mi inducono a intervenire con alcune riflessioni nel merito dei problemi e delle opportunità che queste scadenze pongono agli amministratori e, più in generale, all’intera comunità bergamasca. Penso, in primo luogo, a quel «welfare locale» che come insieme dei Comuni abbiamo in questi anni cercato di costruire attraverso gli Ambiti territoriali, che hanno prodotto strutture stabili di gestione sovra-comunale dei servizi sociali rendendo possibile, tra l’altro, l’estensione di questi servizi anche ai Comuni più piccoli.

Penso, in primo luogo, a quel «welfare locale» che come insieme dei Comuni abbiamo in questi anni cercato di costruire attraverso gli Ambiti territoriali

Si tratta di una rete ancora fragile che subisce i contraccolpi delle frequenti misure di tagli e le frequenti oscillazioni di Regione Lombardia sul modello di welfare. L’emergenza della crisi economica e la situazione di grande difficoltà in cui molte famiglie sono cadute ci impongono di intraprendere una strada che sappia valorizzare e promuovere «politiche attive comuni» attraverso un’azione congiunta dei servizi sociali comunali, dei Centri per l’impiego, della Formazione professionale, oltre che della Cooperazione sociale e delle organizzazioni del no profit, per rendere più facile un’azione uniforme e integrata degli interventi a favore delle persone fragili. Politiche sociali quindi come parte integrante di quelle del lavoro, della formazione, della casa e della salute, programmi di sviluppo sociale oltre che economico: in questa prospettiva, perché non rendere finalmente omogenei i bacini territoriali di Distretti sociosanitari, Ambiti territoriali e Centri per l’impiego? Sarà questa un’occasione da non perdere, per esercitare da parte della Provincia quell’azione di coordinamento di Area Vasta che la norma le assegna e per rafforzare quel «Modello di welfare bergamasco» della Conferenza dei sindaci ancora troppo fragile e vulnerabile.

Perché non rendere finalmente omogenei i bacini territoriali di Distretti sociosanitari, Ambiti territoriali e Centri per l’impiego?

Dovremmo osare delle soluzioni istituzionali, che siano in sintonia con l’oggi e le sue problematicità, con la crisi di fiducia e di credibilità, con la mancanza di lavoro, con le difficoltà delle persone e le fatiche delle amministrazioni. In questa prospettiva la gestione corale, sinergica o quanto meno coordinata di due istituzioni dei Comuni sul tema del sociale contribuirebbe a dare voce ai sindaci e alle comunità da loro rappresentate in dimensione meno flebile, frammentaria e particolaristica oltre a valorizzare le preziose risorse umane presenti oggi nei due organismi.

Elena Carnevali

«L’Eco di Bergamo», 25 settembre 2014

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