69 deputati firmano l’appello del Wwf al governo per il semestre europeo

69 deputati firmano l’appello del Wwf al governo per il semestre europeo

Tre impegni sul futuro sostenibile dell’Europa al 2020, per tenere ben al di sotto di 2°C il riscaldamento globale e per dare valore al capitale naturale garantito dalla biodiversità, su cui il WWF chiede delle risposte al Governo italiano, presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea, per contribuire alla conversione ecologica dell’economia europea, rilanciando l’autorevolezza conquistata negli ultimi 30 anni dall’Europa nel Mondo nell’impostare e attuare politiche e normative ambientali.

Un Appello del WWF, sottoscritto da 69 deputati di tutti i gruppi parlamentari, presentato il 22 settembre a Montecitorio, chiede a gran voce che per superare l’attuale crisi di sistema si passi in Europa dal fiscal compact al wellbeing compact: dall’attenzione prioritaria alla finanza a quella per il benessere.

“I cittadini del mondo hanno dato ieri un segnale forte, partecipando in più di un milione in 125 città del Pianeta (tra cui Roma) alla People’s Climate March. Ora la parola è ai leader che domani saranno al Summit sul Cambiamento climatico del 23 settembre, voluto dal segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon. – commenta Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del WWF Italia – E’ un passaggio fondamentale in cui i leader mondiali devono dimostrare di perseguire obiettivi ambiziosi e per fare in modo che, in vista che al vertice di Parigi del 2015, ci siano impegni forti, efficaci e condivisi per tenere sotto controllo la febbre del Pianeta. E’ per questo, che in occasione della presentazione dell’Appello dei parlamentari al Governo italiano, il WWF rilancia le richieste perché entro il 2030 la Unione Europea punti a una riduzione delle emissioni di CO2 del 55% rispetto al 1990, una quota del 45% di energie rinnovabili sui consumi finali di energia e un risparmio energetico del 40% rispetto al 2005.”

“Il WWF ha sviluppato un’intensa azione di relazioni in occasione del Semestre Presidenza del Consiglio dei Ministri, con i Ministeri dell’Ambiente, dell’Economia, dello Sviluppo Economico, degli Affari Esteri e delle Politiche Agricole e tutti hanno convenuto come sia giunta l’ora in Europa sull’importanza di una migliore integrazione tra economia ed ecologia per uscire dall’attuale crisi di sistema – aggiunge Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia, che aggiunge: “E’ necessario ad avviso del WWF passare dal fiscal compact al wellbeing compact: dall’attenzione prioritaria alla finanza a quella per il benessere degli esseri umani e per dare valore al capitale naturale. Bisogna creare i presupposti politico-istituzionali per un nuovo patto sociale per il bene del Pianeta. E’ quindi necessario riconoscere nei processi nazionali di programmazione economica, il valore del capitale naturale senza il quale non vi è benessere e sviluppo per alcuna società umana e andare oltre il PIL come indicatore per dare conto della ricchezza e del benessere di un paese, di una comunità.
L’ecologia è parte integrante dell’economia: sono 5 milioni i posti di lavoro che potrebbero essere creati in Europa conseguendo gli obiettivi dell’Unione Europea al 2020 su clima e energia (fonte: Commissione Europea, 2012) e sono già oggi 14,6 milioni i posti di lavoro assicurati dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici (Commissione Europea, 2011).”

L’Appello al Governo italiano promosso dal WWF dal titolo “Dal fiscal compact al wellbeing compact – puntare sulla conversione ecologica dell’Europa” chiede:

1. l’inserimento nella Strategia Europa 2020 di obiettivi ambientali espliciti per l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, le emissioni di gas serra, la tutela delle acque, la biodiversità e le infrastrutture verdi;

2. un’azione coordinata da parte della Unione Europea per ottenere uno sforzo globale effettivo per rimanere ben al di sotto dell’aumento di 2°C del riscaldamento globale (in vista della COP 20 sul Clima di Lima, Perù, del dicembre 2014 e dell’auspicato accordo globale a Parigi nel 2015);

3. l’incremento dei fondi a tutela della biodiversità a cominciare da quelli destinati alla Rete Natura 2000 europea (in vista della COP 12 sula Biodiversità di PyongChang, Corea del Sud, di ottobre 2014.

(fonte: wwf.it)

La conferenza stampa di presentazione dell’appello

 

Il testo dell’appello

Dal Fiscal compact al Wellbeing compact, puntare sulla conversione ecologica dell’Europa

Riteniamo sia giunta l’ora in Europa di favorire la conversione ecologica dell’economia per uscire dall’attuale crisi di sistema. E’ necessario passare dal fiscal compact al wellbeing compact: dall’attenzione prioritaria alla finanza a quella per il benessere. Bisogna creare i presupposti politico-istituzionali per un nuovo patto sociale per il bene del Pianeta e per il benessere e il progresso della società, basato sull’equità, l’innovazione e l’efficienza nell’uso delle risorse, la tutela e la valorizzazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici, la decarbonizzazione. L’ecologia è parte integrante dell’economia: sono 5 milioni i posti di lavoro che potrebbero essere creati in Europa conseguendo gli obiettivi dell’Unione Europea al 2020 su clima e energia (fonte: Commissione Europea, 2012) e sono già oggi 14,6 milioni i posti di lavoro assicurati dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici (Commissione Europea, 2011).

In questo momento la responsabilità del nostro Paese è veramente grande: l’Italia guiderà il Consiglio dell’Unione Europea da luglio a dicembre 2014, in un periodo politico molto intenso su scala europea ed internazionale: il Parlamento Europeo e la Commissione Europea inizieranno un nuovo quinquennio in una situazione molto delicata, per i nuovi equilibri politici che si definiranno dopo il voto del 25 maggio e proprio quando si dovrà dedicare la massima attenzione a diversi, rilevanti processi politici europei ed internazionali.
Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha focalizzato prioritariamente la sua azione su questioni macro-economiche (crisi finanziaria, salvataggio delle banche, l’euro, deficit di bilancio e misure di austerità). Questioni che sono in parte il riflesso di un modello di sviluppo, costruito su consumi sovradimensionati, su un deficit ecologico in costante crescita e su uno sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Le questioni appena richiamate sono molto lontane dalle preoccupazioni principali dei cittadini europei che riguardano il lavoro e la diseguaglianza, il benessere e la sostenibilità (in parole povere gli aspetti sociali ed ambientali).

La Presidenza italiana ha quindi un’occasione irripetibile per fare in modo che l’Europa reagisca rapidamente a questo stato di cose, puntando sulla conversione ecologica dell’economia europea, assumendosi le proprie responsabilità rispetto alle sfide ambientali globali, e rilanciando la leadership conquistata negli ultimi 30 anni dall’Europa nel Mondo nell’impostare e attuare politiche e normative ambientali.

Nella seconda metà del 2014 diversi percorsi su scala europea ed internazionale saranno all’attenzione della Presidenza italiana: la revisione di medio termine della Strategia Europa 2020, che dovrebbe essere definita entro marzo 2015; il percorso ONU per fissare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del settembre 2014 con l’obiettivo finale di approvazione degli stessi entro il 2015; il percorso dell’UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), volto al conseguimento dell’accordo globale sul clima (COP 21 di Parigi 2015), passando attraverso la COP 20 di Lima del dicembre 2014 (preceduta dal Summit sul clima dell’ONU del 23 settembre convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite); il percorso relativo alla CBD (Convenzione internazionale sulla biodiversità) per l’attuazione della Strategia sulla Biodiversità al 2020, che verrà discussa nell’ambito della COP 12 di PyongChang nell’ottobre 2014, e nei passaggi relativi al raggiungimento degli obiettivi di Aichi 2010.

I sottoscritti parlamentari si appellano al Governo perché durante il Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea colga appieno l’occasione per:

  • orientare le riforme di politica economica su scala europea per conseguire gli obiettivi ambientali della Strategia Europa 2020, contemplando misure per l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, le emissioni di gas serra, l’acqua, la biodiversità e le infrastrutture verdi;
  • agire in maniera coordinata affinché la UE abbia un ruolo propulsivo e positivo nei negoziati sul clima, per giungere a un accordo globale nella COP 20 di Lima del dicembre 2014 e sia pronta ad annunciare impegni ambiziosi in occasione della Sessione Speciale sul Clima dell’ONU di settembre 2014, contribuendo fattivamente allo sforzo per rimanere ben al di sotto dell’aumento di 2°C del riscaldamento globale, dando impulso al risparmio energetico e alle tecnologie pulite, rinnovabili ed efficienti.
  • investire nella tutela della biodiversità, in vista della COP 12 di PyongChang dell’ottobre 2014, attraverso una migliore gestione della Rete Natura 2000, e finanziamenti adeguati, derivanti da un migliore utilizzo delle opportunità offerte dai Programmi Operativi Nazionali e Regionali della CE e da strumenti innovativi come i PAF “Quadro delle Azioni Prioritarie per Natura 2000”.

Chiediamo in conclusione che la conversione ecologica dell’economia sia al centro dell’impegno del Governo italiano per una nuova Europa consapevole e responsabile nei confronti del Pianeta.

I firmatari dell’appello

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