I lavori della Camera in diretta

Ristrutturazione di Finmeccanica e rinuncia al tasporto ferroviario

Ristrutturazione di Finmeccanica e rinuncia al tasporto ferroviario

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze, per sapere

– premesso che:

– secondo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Finmeccanica è stato avviato il processo di ristrutturazione del gruppo industriale leader nel settore dell’alta tecnologia e tra i primi dieci player mondiali nell’Aerospazio, difesa e sicurezza; il gruppo inoltre risulta attivo, tramite società controllate e joint venture, anche nei settori degli Elicotteri (AgustaWestland), dell’elettronica per la difesa e sicurezza (Selex ES, DRS Technologies), dell’aeronautica (Alenia Aermacchi, ATR, SuperJet International), dello spazio (Telespazio, Thales Alenia Space), dei sistemi di difesa (Oto Melara, WASS, MBDA) e dei trasporti (Ansaldo STS, AnsaldoBreda, BredaMenarinibus);

– il consiglio di amministrazione di Finmeccanica ha deciso di intraprendere un processo di ristrutturazione su base divisionale che verrà portato a termine entro il 2015 prevedendo anche il «deconsolidamento» delle attività nei trasporti nell’ottica di una valutazione dei margini di sviluppo del comparto che facciano perno sul mantenimento sul territorio nazionale di centri di eccellenza e di importanti competenze;

– i Ministri interpellati si sono dichiarati disposti a seguire con grande attenzione la conclusione da parte di Finmeccanica di un accordo di partnership con un operatore internazionale che assicuri radicamento nel territorio e valorizzazione globale delle aziende del settore trasporti garantendo la dovuta attenzione alle problematiche sociali e di localizzazione industriale;

– secondo un comunicato stampa del 9 settembre 2014 diramato dalla holding del gruppo industriale italiano al momento è in corso l’istruttoria, da parte delle funzioni aziendali preposte, finalizzata alla valutazione complessiva delle offerte, di natura non vincolante, formulate da molteplici soggetti interessati al settore trasporti ferroviari del gruppo, al fine di valutare il possibile prosieguo delle trattative sul comparto in questione riguardanti in particolare le due società del settore facenti capo a Finmeccanica: Ansaldo Sts, leader globale nel settore del segnalamento per la gestione e il controllo del traffico ferroviario e metropolitano e Ansaldo Breda, leader nel settore del materiale rotabile a livello mondiale –:

quale sia il piano operativo del Governo per rilanciare la crescita del comparto ferroviario italiano e per renderlo più competitivo e all’avanguardia, in attuazione della risoluzione approvata dalle Commissioni congiunte IX e X il 3 giugno 2014 (8-00059 – competitività delle attività di progettazione e realizzazione del materiale rotabile e dei sistemi connessi);

se il Ministro dell’economia e delle finanze, in qualità di azionista di riferimento di Finmeccanica, e il Ministro dello sviluppo economico, per le sue competenze in materia di politica industriale, condividano il piano strategico approvato dal consiglio di amministrazione di Finmeccanica che prevede la concentrazione del gruppo nel settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza o non ritengano invece necessario il mantenimento di una presenza importante anche nei settori del trasporto e del segnalamento;

quale siano le azioni che il Governo intende mettere in atto, in considerazione del piano industriale presentato da Finmeccanica, al fine di garantire che un eventuale accordo che venisse raggiunto dal consiglio di amministrazione di Finmeccanica per il «deconsolidamento» delle attività riguardanti il comparto dei trasporti assicuri comunque margini di sviluppo del comparto e mantenga sul territorio nazionale i centri di eccellenza e le competenze acquisite;

se non ritenga comunque utile attivare strumenti di natura finanziaria quali l’intervento di Cassa depositi e prestiti, come già avvenuto in seguito all’operazione societaria su Ansaldo Energia, per garantire una presenza dello Stato nel comparto ferroviario considerato un settore strategico per lo sviluppo del Paese e dare al tempo stesso garanzie ai lavoratori impiegati negli stabilimenti di Ansaldo Breda e Ansaldo STS;

se non ritenga utile intervenire, con lo scopo di salvaguardare gli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale – quale quello dei trasporti – utilizzando i cosiddetti «poteri speciali» di cui al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, ossia considerando la possibilità di far valere il veto alle delibere del consiglio di amministrazione, agli atti e alle operazioni concernenti asset strategici, in presenza dei requisiti richiesti dalla legge, ovvero di imporre specifiche condizioni all’efficacia dell’acquisto di partecipazioni da parte di soggetti esterni all’Unione europea in società che detengono attivi «strategici».

Basso (primo firmatario), Tullo, Bini, Giacobbe, Ginefra, Arlotti, Fiorio, Beni, Carocci, Vazio, Montroni, Peluffo, Ferrari, Mariani, Casati, Capone, Becattini, Fassina, Donati, Ascani, Marco Meloni, Carnevali, Carrozza, Bossa, Castricone, Brandolin, Ventricelli, Pollastrini, Miccoli, Fanucci, Bonavitacola, Folino, Fabbri, Zardini, Amendola, Manzi, Raciti, Rampi, Pastorino, Borghi

Interpellanza urgente al ministro dello sviluppo economico e al ministro dell’economia presentata il 19 settembre 2014

La risposta del viceministro per lo sviluppo economico Claudio De Vincenti

Signor Presidente, l’interpellanza dell’onorevole Basso pone alcuni problemi strategici fondamentali per quanto riguarda un gruppo che il Governo ritiene abbia un ruolo fondamentale per una strategia di potenziamento della capacità competitiva del sistema produttivo italiano, il gruppo di Finmeccanica. Noi siamo convinti che Finmeccanica debba avere come missione principale quella di stare sui settori a tecnologia più avanzata, di sviluppare innovazione tecnologica di punta in tecnologie che, come dice la comunicazione della Commissione europea sulla politica industriale, sono tecnologie abilitanti, cioè tecnologie che hanno ricadute poi a catena su tutto il sistema economico e che, quindi, aprono nuove frontiere di competitività all’economia italiana.
Per questo, guardiamo con grande attenzione alla strategia che Finmeccanica intende seguire e al piano industriale di Finmeccanica. Rispondendo alla prima domanda che viene rivolta e, cioè, se condividiamo il piano industriale approvato dal consiglio di amministrazione, la risposta è «sì». Il piano industriale di Finmeccanica prevede, appunto, la concentrazione in settori ad elevata innovazione tecnologica, in particolare quelli dell’aerospazio, difesa e sicurezza. E sottolineo come all’interno di questo gruppo di settori, non abbiamo solo a che fare con il militare, ma abbiamo una presenza amplissima di produzioni per il civile. Basti pensare alle attività di Selex, alle attività di Telespazio, alle attività di Avio, alle attività di Aermacchi e così via. Noi pensiamo che questi siano settori in cui sia assolutamente necessario rafforzare la presenza italiana e che Finmeccanica sia l’operatore chiave per questa operazione.
Per poter fare questa operazione strategica per la politica industriale italiana è necessario che Finmeccanica concentri le sue capacità manageriali e di ricerca e sviluppo in questi settori e concentri capacità finanziarie forti in questi settori. Quindi, abbiamo bisogno di un rafforzamento patrimoniale di Finmeccanica, di un riequilibrio patrimoniale di Finmeccanica che faciliti la raccolta di risorse finanziarie sui mercati finanziari e che, quindi, potenzi le capacità di Finmeccanica di investire in questi settori.
Per questo, abbiamo seguito con interesse e sostegno le operazioni di dismissione di alcune aziende di Finmeccanica. La prima è stata Ansaldo Energia, lo ricorda anche l’onorevole Basso. Con quale spirito queste dismissioni vanno fatte ? Vanno fatte con lo spirito di rafforzare le capacità di quelle stesse aziende che vengono dismesse di competere sui loro mercati e, quindi, c’è bisogno di individuare partnership per queste aziende che abbiano forte vocazione industriale, notevoli capacità finanziarie, proiezioni sui mercati internazionali. È esattamente quello che abbiamo fatto, o meglio, che è stato fatto e che il Governo ha seguito e sostenuto, nel caso di Ansaldo Energia, dove si è passati inizialmente per la cessione di Ansaldo Energia a Fondo Strategico Italiano, ma con una missione esplicita fin dal primo momento per Fondo Strategico Italiano, cioè quella di individuare un interlocutore, un player globale capace di rafforzare Ansaldo Energia. È quello che poi Fondo Strategico Italiano ha fatto, attraverso l’accordo con Shanghai Electric Group che ha previsto la cessione alla Shanghai Electric del 40 per cento del pacchetto azionario di Ansaldo Energia e che implica un piano industriale e delle sinergie di grandissima importanza, perché Ansaldo Energia costituirà il perno della capacità competitiva in Europa di questa joint venture, di questa combinazione tra Ansaldo Energia e Shanghai e, contemporaneamente, le si apriranno il mercato cinese, ma, più in generale, il mercato mondiale su cui la società cinese vanta posizioni di forza importantissime. Ricordo che il mercato cinese è un mercato in cui abbiamo prospettive di sviluppo della domanda di turbine straordinarie; quindi, la cessione di Ansaldo Energia è stata una cessione che ha rafforzato Ansaldo Energia.
La stessa cosa, per quanto riguarda l’orientamento del Governo, dovrà avvenire anche per il settore del trasporto ferroviario. Qui, noi pensiamo che sia essenziale, come del resto Finmeccanica ha fatto, combinare insieme Ansaldo Sts, società leader nel segnalamento, e Ansaldo Breda, società del materiale rotabile che fa riscontrare da qualche anno risultati gestionali negativi. Perché vanno combinate insieme ? Perché, in molti casi, ormai, le gare a livello internazionale vengono effettuate per la combinazione insieme di materiale rotabile e servizi di segnalamento. Quindi, questa combinazione tra Sts e Breda può essere virtuosa.
Ma non basta questo; anche in questo caso dobbiamo individuare un interlocutore con forti capacità industriali, notevoli capacità finanziarie e posizionamento sui mercati internazionali che consenta a STS e a Breda di aprirsi al mercato globale. Si potrà dire: STS già lo è; sì, ma attenzione, le dimensioni di STS oggi non sono adeguate; c’è bisogno di una crescita dimensionale all’interno di un sistema di sinergie industriali. Breda ha bisogno di una profonda riorganizzazione, deve guadagnare, in modo forte, efficienza e, quindi, diventare un’impresa che realmente è in grado di competere sui mercati internazionali. C’è bisogno di un partner industriale che sappia fare questa operazione, che sappia condurre Ansaldo-Breda ai livelli di qualità e di efficienza che devono corrispondere ad una forte presenza internazionale di Ansaldo-Breda. Di qui, la procedura avviata da Finmeccanica per individuare un interlocutore in grado di rilevare queste società in modo da aprire esattamente questa prospettiva. E voglio segnalare che il criterio fondamentale di valutazione per il Governo, nei confronti di questa operazione, sarà il piano industriale che le società, in competizione fra loro nell’acquisizione di Ansaldo-STS e Ansaldo-Breda, presenteranno, il radicamento italiano, lo sviluppo in Italia dell’attività di ricerca e di sviluppo e dell’attività di produzione, la capacità di aprire spazi di mercato internazionale ad Ansaldo-STS e Ansaldo-Breda. Questi sono i parametri su cui ragiona il Governo; naturalmente, Finmeccanica, giustamente, tiene conto anche di altri aspetti. In particolare, terrà conto, oltre che del piano industriale, anche del valore di cessione. Qui vengo alla domanda di quali azioni il Governo intende mettere in atto nel rapporto con Finmeccanica. Le azioni che il Governo intende mettere in atto ma, lo dico con molta chiarezza, ha già messo in atto da tempo, sono le azioni di indirizzo di un Governo e sono le azioni di azionista di riferimento di Finmeccanica, ma nel rispetto – come è necessario quando si è azionisti di riferimento di una grande impresa che sta e che compete sui mercati internazionali, ma anche quando si è azionisti di riferimento di piccole aziende che magari competono solo su mercati locali, non c’è problema, è un principio generale – dell’autonomia manageriale dell’azienda. Perché è ilmanagement che, dati i poteri di indirizzo del Governo, in quanto responsabile della politica industriale e in quanto azionista di riferimento, deve tradurre quei poteri di indirizzo in strategie industriali che sappiano misurarsi con il mercato, perché non c’è azienda in grado di stare in piedi se non è competitiva e se non è profittevole. Quindi, è questo il compito del management; e in questo siamo aiutati anche dal fatto che il management deve, in una società per azioni, rendere conto anche all’insieme degli azionisti, ed è bene che sia così. Quindi, il rapporto tra il Governo e il management di Finmeccanica è un rapporto di rispetto dell’autonomia e dei poteri reciproci. Il Governo ha un potere di indirizzo, il management è responsabile del modo in cui quegli indirizzi si traducono in azioni di mercato, in strategie industriali capaci di garantire la competitività a lungo termine delle aziende di Finmeccanica. È in questo ambito che l’interazione fra Governo e Finmeccanica è molto viva, come deve essere, ma dentro questi parametri, che sono parametri di corretto rapporto con un’impresa che si misura sui mercati.
Il ruolo di Fondo strategico italiano è l’altra domanda che ci viene posta. Io credo che il caso Ansaldo energia sia un caso paradigmatico dove il Fondo strategico ha espresso fino in fondo la sua vocazione di soggetto finanziario che rafforza le imprese italiane che devono competere alla frontiera dell’innovazione industriale. E non deve aver paura delle alleanze, Fondo strategico deve essere un soggetto attivo di costruzione di alleanze ed è appunto il caso di Ansaldo energia. La possibilità di coinvolgere Fondo strategico italiano anche nell’operazione trasporto ferroviario non è esclusa, si tratterà di considerarla all’interno adesso delle offerte che arriveranno, dei Piani industriali che verranno presentati e alla luce di questa analisi si valuterà se può essere opportuno o meno, necessario o meno, l’intervento di Fondo strategico italiano. Non è escluso ma ripeto risponde a considerazioni di strategia industriale per il nostro Paese. Quindi se è necessario potrà essere preso in considerazione.
Ricordo però che Fondo strategico italiano è tenuto per norma istitutiva e per statuto a intervenire in situazioni di stabile equilibrio economico, quindi il passaggio chiave che dovremmo considerare nel caso del settore del trasporto ferroviario è se la configurazione che assumerà la nuova azienda che vedrà in sinergia tra loro STS e Breda è in stabile equilibrio economico fin dall’inizio – naturalmente lo deve essere in prospettiva, questo è lo scopo dell’operazione – se quindi ci sono le condizioni perché il Fondo strategico possa intervenire. Ripeto, l’intervento di Fondo strategico non è escluso e sarà preso in considerazione.
L’ultima domanda dell’interpellanza è in merito all’uso dei poteri speciali. Ricordo che nel settore dei trasporti i poteri speciali sono limitati alle infrastrutture di trasporto. Qui stiamo parlando di imprese che producono materiale rotabile e servizi di segnalamento, quindi non stiamo parlando delle infrastrutture, della rete per capirci, non stiamo parlando di questo. Quindi in linea di massima la mia risposta è «no», non prevediamo l’uso di poteri speciali per quanto riguarda STS e Ansaldo Breda. Ciò non toglie che il Governo è pronto ad usare poteri speciali ogni volta che ci siano le condizioni di legge per usarli e sia ritenuto opportuno usarli ma non credo che questo sia il caso.

La discussione in aula

(seduta del 10 ottobre 2014)

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