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Sostegno, la proposta di legge per l’inclusione scolastica

Sostegno, la proposta di legge per l’inclusione scolastica

Costruire una piena e vera inclusione scolastica, attraverso il superamento della delega al sostegno e dei relativi contenziosi giudiziari e con un investimento adeguato sulla formazione dei docenti: sono questi, in sintesi, i nodi della proposta di legge elaborata dalla Fish, presentata oggi alla festa nazionale del Pd di Orvieto. Una proposta condivisa e fatta propria da questo ma anche da altri partiti e già nelle mani del ministro Giannini, che – riferisce il presidente della Fish, Vincenzo Falabella – “ha paventato anche l’ipotesi di presentarla come proposta governativa, con conseguente riduzione dei tempi di approvazione”.

Le origini della proposta risalgono in realtà al 2006, quando fu depositato il testo firmato per prima dalla deputata Katia Zanotti (Pd): testo che però non ebbe seguito, a causa della fine della legislatura. Nel frattempo, le criticità dell’inclusione scolastiche si sono aggravate, con “una crescente delega del progetto di inclusione ai soli docenti per il sostegno – si legge nell’introduzione della proposta -, una progressiva uscita degli alunni con disabilità dalla classe, ed una crescita esponenziale del contenzioso per ottenere un maggior numero di ore di sostegno. Nella sola provincia di Palermo, durante l’a.s. 2013/2014, si sono avuti 1.041 procedimenti che hanno visto soccombente l’Amministrazione scolastica, con conseguente condanna al pagamento delle spese per oltre un milione di euro”.

Per questo, “soprattutto dopo l’emanazione del Dpr del 4 ottobre 2012 col quale il Governo ha approvato il Piano d’azione per l’attuazione della Convenzione Onu del 2006, le associazioni si sono sentite incoraggiate a riprendere l’originaria proposta di legge, integrandola ed arricchendola di nuove soluzioni, e ci hanno richiesto di presentarla”. La proposta consiste in 17 articoli e include, tra gli allegati, l’ipotesi di spesa per la formazione del personale della scuola sull’inclusione scolastica. Questi, in sintesi, i contenuti della proposta.

Presa in carico del progetto inclusivo da parte di tutti i docenti curricolari. Questo obiettivo, che fa da sfondo all’intera prpoosta,è da realizzarsi “attraverso una partecipazione corresponsabile alla predisposizione, all’attuazione e alla verifica del Piano Educativo Individualizzato” e “l’obbligo di formazione iniziale ed in servizio per i dirigenti e per i docenti sugli aspetti pedagogico-didattici ed organizzativi, dell’inclusione scolastica”. Nell’articolo 1 si prevede anche la “garanzia della somministrazione di farmaci in orario scolastico agli alunni per i quali l’autorità sanitaria ne prescriva le modalità” e “l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali necessarie a realizzare l’inclusione scolastica”. Gli stessi obiettivi e principi vano estesi agli alunni con Bisogni educativi speciali (Bes)

Comitato interministeriale. Si prevede l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, del ” Comitato dei ministri per l’indirizzo e la guida strategica in materia di tutela dei diritti delle persone con disabilità. di un Comitato interministeriale, “che sovrintenda alle scelte delle politiche generali sull’inclusione sociale e quindi pure scolastica delle persone con disabilità”.

Una laurea per il sostegno. Sono istituiti “quattro distinti ruoli per il sostegno didattico, rispettivamente per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo grado, per la scuola secondaria di secondo grado”. Inoltre, “per la formazione dei docenti specializzati per il sostegno educativo e didattico sono istituiti i corsi di laurea in pedagogia e didattica speciale”.

Formazione dei docenti. Ampio spazio è dedicato all’articolazione del percorso formativo, sia iniziale che in servizio, destinato ai docenti di sostegno ma anche curriculari. Oltre ai percorsi specifici per i docenti che affiancheranno gli aluni disabili, infatti, anche “la formazione iniziale dei docenti di scuola dell’infanzia e primaria e di scuola secondaria di primo e secondo grado deve obbligatoriamente prevedere almeno 30 crediti formativi universitari vertenti sugli aspetti della didattica per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali, come condizione necessaria per l’abilitazione all’insegnamento”. Alla stesura del Piano didattico personalizzato per gli alunni disabili e con bisogni speciali, sono inoltre tenuti a partecipare “all’inizio di ogni anno scolastico, prima dell’avvio delle lezioni, tutti i docenti delle classi cui sono iscritti alunni con bisogni educativi speciali certificati”.

Continuità didattica. E’ questa un’atra rivendicazione storica della Fish e delle associazioni che ne fanno parte, contenuta nell’articolo 6 della proposta: “i docenti con incarico a tempo determinato, in classi non terminali, sottoscrivono un contratto di lavoro biennale nella stessa sede, fermo restando la disponibilità della stessa. I docenti specializzati per il sostegno con contratto a tempo indeterminato seguono gli alunni loro affidati per l’intero ciclo scolastico dai medesimi frequentato, fatti salvi i criteri regolamentari e procedurali per la mobilità del personale”.

Diagnosi e certificazioni. Importanti novità sono inoltre previste per quanto riguarda la certificazione della disabilità e le procedure burocratiche ad essa connesse: la proposta va nella direzione della semplificazione, per cui, in sintesi, “la certificazione di disabilità a fini scolastici dovrà essere prodotta con unica visita per le certificazioni medico-legali ad altri fini”. Dal punto di vista tecnico, “la diagnosi funzionale ed il profilo dinamico funzionale vengono sostituiti dal Profilo di funzionamento alla cui formulazione parteciperanno non solo gli operatori dell’Asl ma anche le famiglie ed un docente della scuola di appartenenza dell’alunno”.

Raccolta dati. Altra richiesta storica della Fish, ribadita nell’articolo 8 della proposta, è la “creazione di un sistema di rilevazione dei dati che consenta in tempi reali di conoscere tra l’altro l’andamento del numero di alunni con disabilità, dei docenti per il sostegno didattico, il numero di assistenti per l’autonomia e la comunicazione, il numero di alunni nelle loro classi e quello degli stessi alunni con disabilità nelle classi”.

Organico di rete. Per quanto riguarda il numero dei docenti di sostegno, finora rienuto insufficiente a rispondere ai bisogni, “si prevede, l’adeguamento dell’organico di diritto, così da giungere, nell’arco di un triennio, ad una dotazione organica pari al numero dei posti di sostegno (110.000) complessivamente attivati nell’anno scolastico 2013/2014. Il numero di posti, attualmente assegnati a singoli alunni, confluiranno nell’organico di rete e saranno assegnati in misura proporzionale alle necessità evidenziate nelle rilevazioni effettuate tramite il Piano Annuale per l’Inclusività”.

Conciliazione. Infine, allo scopo di frenare l’attuale incremento dei ricorsi in tribunale per l’aumento delle ore di sostegno, si introduce “l’obbligo di un tentativo di conciliazione da esperirsi prima di agire in giudizio; sono fissati termini brevissimi onde evitare ritardi nell’acquisizione di un maggior numero di ore rispetto a quelle originariamente assegnate siano esse di sostegno didattico siano esse di assistenza”.

(fonte: www.superabile.it)

“Si tratta di cambiare un sistema, quello degli insegnanti di sostegno, che non funziona in questo Paese primo perché non c’é una vera e propria specializzazione sulle singole disabilità. Bisogna evitare il fenomeno degli insegnanti che cambiano ogni anno, se non ogni mese, e in più chi decide di fare l’insegnante di sostegno decide di fare l’insegnante di sostengo su binari separati da quelli degli insegnanti ordinari”, ha sottolineato Davide Faraone ai microfoni dell’agenzia Dire. Partendo dall’assunto che “la scuola deve mantenere l’anima pedagogica e non deve diventare una scuola sanitaria” – ha sottolineato lo psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco che ha coordinato l’incontro, la legge sul sostegno ha l’obiettivo di rendere la scuola italiana un luogo di inclusione.

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