Lo scalo riapre alle merci «sensibili»

Lo scalo riapre alle merci «sensibili»

Due incontri, il primo (il 25 luglio) per sedersi attorno a un tavolo e cominciare a parlarne, il secondo (ieri) per incassare l’«ok» di una riapertura temporanea con due partiti che, viaggiando su due binari paralleli, alla fine si sono incontrati. Da un lato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l’onorevole pd Elena Carnevali, insieme e più che mai risoluti nel farsi carico della delicata questione, dall’altro l’amministratore delegato di Sistemi Urbani, Carlo De Vito e il direttore territoriale di Rfi, Aldo Isi. In mezzo, come su un binario morto, la chiusura dello scalo ferroviario di Bergamo al trasporto delle merci «sensibili». Un bel problema, che per alcune aziende bergamasche del settore, dalla scorsa primavera, era diventato un problemone. Dalla difficoltà di approvvigionamento e di stoccaggio delle materie prime, ai maggiori costi imputabili al trasporto su gomma, senza contare tutte le incognite della strada in un contesto produttivo e di mercato non facile. Un quadro a tinte fosche, su cui ieri, dopo lo spiraglio di luglio, si è aperta una decisa schiarita. La mission che, all’apparenza, sembrava impossibile, è stata compiuta. «E questo — sottolinea l’onorevole Carnevali — lo si deve alla grande disponibilità mostrata dai dirigenti delle aziende coinvolte che si sono dimostrati attenti alle esigenze imprenditoriali e produttive delle nostre imprese».

corriere-bergamo-6-settembre-2014«Ringrazio — le fa eco Gori — De Vito e Isi per la sensibilità con cui hanno raccolto il nostro appello per preservare l’occupazione delle aziende bergamasche interessate. Mi pare che il primo obiettivo sia stato raggiunto — prosegue il primo cittadino —. Sistemi Urbani e RFI hanno accolto la nostra richiesta di riapertura dello scalo merci per il trasporto delle merci sensibili». La ripresa operativa dello scalo merci di Bergamo al trasporto dei prodotti chimici, passata attraverso questi due step, deve misurarsi ora con un avverbio: «temporaneamente». Che, a metà tra il «mai più» scattato lo scorso 4 aprile con la chiusura e il «chissà quando» legato alla realizzazione dello scalo di Verdello (progetto da 25 mila metri quadrati su 4 binari, investimento di 10 milioni di euro) è, però, quanto di meglio le aziende del territorio potessero sperare. Sospiro di sollievo, tra le altre per Polynt e 3V Sigma che, in considerazione dei tecnicismi legati alla loro produzione e alla necessità di fornire quante più delucidazioni possibili, ieri hanno preso parte all’incontro.

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Corriere della Sera – Bergamo, 6 settembre 2014

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