I lavori della Camera in diretta

Istituzione della Giornata nazionale per l’educazione alimentare e la prevenzione dei disturbi alimentari

L’Expo 2015 si terrà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 a Milano e si proporrà, con il tema «Nutrire il pianeta, energia per la vita», di affrontare il problema della nutrizione per l’uomo, nel rispetto della terra sulla quale vive e dalla quale attinge le sue risorse vitali ma esauribili. Alimentazione, sostenibilità, ricerca e sviluppo sono i focus su cui si concentra l’evento per trovare il modo di garantire cibo e acqua a tutta la popolazione mondiale. Saranno chiamate in causa le tecnologie, l’innovazione, la cultura, le tradizioni e la creatività legate al settore dell’alimentazione e del cibo. L’asse principale è il diritto a un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra.

Al centro di quello che ci auguriamo essere un summit capace di aggiornare politiche e interventi globali sul tema della sovranità alimentare, ci saranno pertanto il cibo, la sua produzione, la corretta alimentazione, la sovranità e la sicurezza alimentari.
Nel mondo il problema della nutrizione presenta contraddizioni enormi e profonde diseguaglianze nella sua distribuzione, nella salubrità, nella sicurezza e nell’accesso al cibo stesso. Basti pensare alle cifre che testimoniano obesità in occidente e fame nei Paesi in via di sviluppo, alla dimensione degli sprechi lungo tutta la filiera e alla sottonutrizione che continua a mietere vittime.
È quindi essenziale rendere il cibo sano, disponibile e accessibile e aiutare i consumatori occidentali ad adottare corrette pratiche alimentari. Il necessario cambiamento dei comportamenti alimentari può essere favorito da politiche condivise e da apposite campagne di sensibilizzazione e di educazione alla corretta nutrizione in tutte le età e fasi della vita. È importante intervenire per prevenire un aumento dei problemi di sovrappeso e di obesità, soprattutto a lungo termine e per contribuire alla salute delle persone e alla prevenzione delle malattie e alla riduzione dei costi per la comunità.
Sitli di vita sempre più frenetici, l’industrializzazione dei prodotti alimentari avvenuta negli ultimi decenni e il conseguente proliferare di numerose catene di fast food in tutto il territorio, modelli culturali sbagliati, hanno modificato i princìpi dietetici alimentari tipici della nostra cultura e in particolare quelli delle giovani generazioni, specialmente delle aree più urbanizzate. Nella società del consumo in cui viviamo tutto è fatto per essere consumato in fretta e gettato: il cibo perde così valore e ogni fattore culturale.
L’alimentazione sana, varia, equilibrata e di qualità è riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come uno dei diritti umani fondamentali e come elemento indispensabile al concorrere alla diminuzione del numero degli obesi e dei diabetici, riducendo per oltre un terzo la possibilità di alcune malattie croniche e cardiovascolari.
È dimostrato da numerosi studi come il consumo di prodotti di qualità, quali l’olio extravergine di oliva, svolga funzioni significative per la salute e la prevenzione dei tumori.
Alcuni Paesi sono riusciti a ridurre notevolmente la malnutrizione negli ultimi decenni, ma i progressi sono stati irregolari ed è urgente fare un uso più appropriato del sistema alimentare per migliorare la nutrizione. La malnutrizione e le sue cause sono complesse. Questo significa che gli approcci più efficaci dovranno coinvolgere molteplici settori e tutta una serie di attori. Un tale approccio (con programmazione, coordinamento e collaborazione efficaci) richiede un governo migliore delle politiche alimentari, basato su dati certi e nonché su una visione comune delle politiche sanitarie, ambientali, economiche e agricole.
Non mancano messaggi importanti. Negli Stati Uniti d’America (USA) il Presidente Obama ha dichiarato guerra alle cattive abitudini alimentari e i sindaci delle grandi città americane sono impegnati sul fronte dell’educazione alimentare a partire dalle scuole dell’obbligo. Sono stati promossi moltissimi progetti tesi a incrementare le buone abitudini alimentari. I risultati iniziano a farsi vedere, infatti nell’ultimo decennio il tasso di obesità nei bambini in età prescolare è diminuito di quasi il 50 per cento.
Numerose sono le buone iniziative anche nel nostro Paese (dai progetti promossi dallo stesso Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con «frutta nelle scuole», alle esperienze di numerose associazioni, come slowfood, a quella degli orti scolastici, «orto in condotta», nonché alle tante iniziative di regioni ed enti locali, e all’inserimento della frutta, dei prodotti freschi e del latte, nei distributori automatici) ma non pienamente ed omogeneamente diffuse in tutto il territorio nazionale.
In Italia, la percentuale delle persone sovrappeso è inferiore rispetto a quella degli USA ma non tende a diminuire. Inoltre i dati parlano chiaro: oltre il 10 per cento della popolazione risulta obesa ed è preoccupante il dato sui bambini dei quali quasi uno su quattro è in sovrappeso e più di uno su dieci è obeso. Secondo una recente ricerca dell’Osservatorio nutrizionale grana padano il 32 per cento dei ragazzi tra i 7 e i 16 anni di età è in sovrappeso e il 36,2 per cento ha uno stile di vita sedentario; quest’ultimo è forse il dato più preoccupante, infatti i ragazzi obesi e sedentari sono anche i più probabili futuri obesi cronici con conseguenti rischi di malattie del sistema cardiocircolatorio.
All’estremo opposto dei dati appena illustrati, ma non di minore importanza, sono i sempre crescenti casi di bulimia e di anoressia che investono gli adolescenti italiani. Il 40 per cento dei disturbi del comportamento alimentare – che solo in Italia interessano 2 milioni di giovani – si manifesta tra i 15 e i 19 anni di età, ma negli ultimi anni si è assistito a un notevole abbassamento dell’età: i primi segnali possono comparire anche nella preadolescenza, tra gli 8 e i 12 anni.
A soffrirne sono in particolare le ragazze: secondo l’OMS le patologie di tipo anoressico e bulimico rappresentano tra le teenager la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Il punto della situazione sull’argomento è stato fatto a Bologna nel corso dell’incontro nazionale della Società italiana di medicina dell’adolescenza (Sima).
I fattori di rischio per lo sviluppo di questi disturbi sono diversi: si va dai fattori di tipo biologico, a quelli psicologici anche in relazione a modelli comunicativi, pubblicitari e culturali sbagliati nel nostro Paese, che veicolano corpi femminili perfetti e impossibili quale chiave di accettazione e di successo, e a quelli sociali.
Anche da un punto di vista strettamente economico, investire e sensibilizzare alla corretta alimentazione la popolazione italiana e in particolare le generazioni in età scolastica produrrebbe inevitabilmente una forte diminuzione di costi sociali del settore sanitario.
Sul tema sono da sempre particolarmente attive le donne, anche in virtù del ruolo da sempre svolto nella cura e nella nutrizione dei figli, nella produzione e preparazione del cibo, nella conoscenza dei prodotti alimentari. Non è un caso se ogni osservatorio che indaga l’evoluzione e l’impegno civico attorno al tema del cibo (gruppi di acquisto solidale, acquisti diretti nelle aziende agricole, scelta di acquisto nei farmer’s market, scelta di prodotti biologici) ci conferma una presenza assolutamente maggioritaria di donne. Anche per queste ragioni questa iniziativa viene promossa prioritariamente da un gruppo di donne parlamentari.
Ogni anno il 16 ottobre, giorno della nascita della FAO nel 1945, si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione. Tale ricorrenza fu istituita dai Paesi membri della FAO nel novembre 1979, nel corso della XX Sessione della Conferenza dell’Organizzazione e da allora è celebrata in oltre 150 Paesi. Ogni elemento del sistema alimentare, ambiente, persone e istituzioni, produce un effetto sull’accessibilità e sulla disponibilità finale dei vari alimenti nutrienti. Per combattere la malnutrizione occorre un’azione integrata in vari settori: agricoltura e sistema alimentare, gestione delle risorse naturali, istruzione e sanità pubblica. Le politiche e gli interventi in materia di sistemi alimentari devono dunque tenere in considerazione la buona nutrizione come obiettivo primario.
Organizzata dalla FAO e dall’OMS si svolgerà a Roma dal 19 al 21 novembre 2014 la Seconda conferenza internazionale sulla nutrizione, che passerà in rassegna i progressi realizzati dalla precedente conferenza sulla nutrizione del 1992, raccogliendo le sfide e le opportunità per migliorare la nutrizione nel nuovo ambiente globale. Essa esplorerà i modi in cui i Governi e le altre realtà possono lavorare meglio insieme per risolvere i molteplici problemi della malnutrizione e per mettere a disposizione un forum di condivisione di strumenti pratici, linee guida ed esperienze per migliorare i risultati in materia di nutrizione. Questa conferenza di alto livello cercherà di proporre un quadro politico flessibile per vincere le principali sfide che si presenteranno nei prossimi decenni nel campo della nutrizione.
Non si parte da zero: molte regioni e alcune associazioni come slow food hanno promosso progetti in questa direzione e altrettanto numerose sono state le iniziative sostenute dal mondo agricolo ed in particolare dalle realtà associative di donne produttrici, come «Pandolea», «Donne in campo», le donne di Coldiretti, Confagricoltura, movimento cooperativo e altri.
Alla luce di tutte le iniziative, in particolare di quelle di carattere internazionale che interesseranno il nostro Paese con riguardo ai temi della sostenibilità alimentare e dell’alimentazione sana e corretta, sorge spontanea l’utilità dell’idea di istituire, in via definitiva e non occasionale, una giornata nazionale dell’educazione alimentare e della prevenzione dei disturbi alimentari nelle scuole. Certo, il tempo per affrontare in maniera completa questo argomento dovrebbe essere maggiore, ma un’attenzione e una maggiore sensibilità sono i primi passi per il cambiamento.
Tale giornata offrirà l’opportunità ai ragazzi degli istituti scolastici, ma anche alle loro famiglie che normalmente gestiscono l’alimentazione dei propri figli, e agli educatori di conoscere gli alimenti della dieta mediterranea (dal 2010 divenuta patrimonio immateriale dell’umanità), con particolare riferimento all’olio extravergine di oliva, gioiello della nostra tradizione gastronomica e del made in Italy.
In Italia, ogni regione esprime un proprio potenziale fatto di produzioni, biodiversità, sapori, profumi e gusti differenti. Sono queste differenze che ci regalano alimenti e oli ricchi, vari e importanti a livello nutrizionale. L’agricoltura e l’olivicoltura sono un patrimonio italiano e sono settori importanti per la crescita e la ripresa del nostro Paese. L’identità del nostro territorio deve dettare le nuove regole entro cui inseguire anche la crescita economica.
Promuovere il cambiamento dei comportamenti alimentari tramite campagne informative e di educazione alla nutrizione può ridurre gli sprechi e contribuire ad un utilizzo sostenibile delle risorse. Apprendere sin dall’infanzia il valore del cibo, apprezzare la varietà, conoscerne le proprietà, comprendere la fatica umana che c’è dietro a ogni prodotto agricolo che giunge sulle nostre tavole, è il primo passo per la costruzione di comunità consapevoli e meno propense a sprecare il cibo. Ai fini di promuovere una sana e adeguata alimentazione può essere importante l’istituzione di una giornata nazionale di educazione alimentare nelle scuole primarie e secondarie. Rendere centrale l’importanza della cultura del cibo e il suo consumo, educando e sensibilizzando al cambiamento delle abitudini alimentari quotidiane, avvicinare i giovani ai concetti di buono, pulito e giusto declinati nella produzione di cibo.
Pertanto, la presente proposta di legge, che si compone di un solo articolo istituisce, al comma 1, la «Giornata nazionale per l’educazione alimentare e la prevenzione dei disturbi alimentari», da celebrare annualmente nelle istituzioni scolastiche pubbliche, paritarie e non paritarie di ogni ordine e grado, il 16 di ottobre di ogni anno, in concomitanza con la «Giornata mondiale dell’alimentazione». Il comma 2 prevede che le istituzioni scolastiche organizzino, attraverso attività educative, didattiche e formative, nell’ambito della propria autonomia amministrativa, organizzativa e didattica, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni, incontri e momenti formativi, educativi e didattici, al fine di promuovere momenti di informazione e di sensibilizzazione per sviluppare una maggiore consapevolezza nella scelta di una corretta alimentazione e della prevenzione e della lotta dei disturbi alimentari. Costituisce momento di riflessione per i bambini, i ragazzi, le famiglie e di sensibilizzazione dell’intera collettività sull’importanza che da una sana alimentazione fondata sulla qualità, sulla salubrità e sulla sostenibilità nella produzione, dipende la salute dell’uomo, dell’ambiente e la prevenzione di molte delle malattie più diffuse. Il comma 3 chiarisce che la Giornata nazionale per l’educazione alimentare e la prevenzione dei disturbi alimentari rappresenta un momento di riflessione circa l’importanza dell’alimentazione per la salute dell’uomo e costituisce occasione di divulgazione dei princìpi nutrizionali degli alimenti. Il comma 4 prevede che la giornata sia comunque celebrata, qualora cada di giorno festivo, e che le attività educative e formative di cui al comma 3 siano svolte il primo giorno feriale utile successivo alla data individuata.

PROPOSTA DI LEGGE
Istituzione della Giornata nazionale per l’educazione alimentare e la prevenzione dei disturbi alimentari

Art. 1.
(Giornata nazionale per l’educazione alimentare e la prevenzione dei disturbi alimentari).

1. È istituita la Giornata nazionale per l’educazione alimentare e la prevenzione dei disturbi alimentari, di seguito denominata «Giornata nazionale», da celebrare annualmente nelle istituzioni scolastiche pubbliche, paritarie e non paritarie, di ogni ordine e grado, il 16 ottobre, nella ricorrenza della Giornata mondiale dell’alimentazione.

2. In occasione della Giornata nazionale, le istituzioni scolastiche organizzano, attraverso attività educative, didattiche e formative, nell’ambito della propria autonomia amministrativa, organizzativa e didattica, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni, incontri e momenti formativi, educativi e didattici, al fine di promuovere l’informazione e la sensibilizzazione nei confronti dell’importanza di una maggiore consapevolezza nella scelta di una corretta alimentazione e della prevenzione dei disturbi alimentari.

3. La Giornata nazionale costituisce altresì momento di riflessione per i bambini, i ragazzi e le famiglie nonché di sensibilizzazione dell’intera collettività sull’importanza, per la salute dell’uomo, di un’alimentazione corretta fondata sulla qualità, sulla salubrità e sulla sostenibilità dei prodotti. In particolare, la Giornata nazionale costituisce occasione di conoscenza e di approfondimento dei princìpi nutrizionali e degli alimenti che compongono la dieta mediterranea, anche mediante il coinvolgimento diretto dei produttori agroalimentari operanti nel territorio.

4. Qualora la Giornata nazionale cada in un giorno festivo, le attività educative e formative sono svolte il primo giorno feriale utile successivo.

5. La Giornata nazionale non è considerata solennità civile ai sensi dell’articolo 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260, e non determina riduzione dell’orario di lavoro negli uffici pubblici né, qualora cada in un giorno feriale, costituisce un giorno di vacanza o comporta riduzione di orario per le scuole d ogni ordine e grado ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge 5 marzo 1977, n. 54.

Proposta di legge di iniziativa dei deputati Cenni (primo firmatario), Lenzi, Rocchi, Terrosi, Tentori, Venittelli, Covello, Braga, Mariani, Albini, Berlinghieri, Mariastella Bianchi, Bratti, Carnevali, Carocci, Censore, Cimbro, Cominelli, Fregolent, Garavini, Miotto, Murer, Scuvera, Zampa

L'iter del provvedimento
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