Peste suina, il nuovo testo della risoluzione

Peste suina, il nuovo testo della risoluzione

Dopo il ciclo di audizioni svolte, la Commissione affari sociali ha approvato un nuovo testo della risoluzione che impegna il governo ad adottare misure contro la peste suina africana e la malattia vescicolare suina in Sardegna.

 

La XII Commissione (Affari sociali),

premesso che:

gli allevamenti di suini italiani sono attualmente colpiti da due emergenze sanitarie, la peste suina africana e la malattia vescicolare suina, che provocano danno a tutto il settore suinicolo e di trasformazione e ne limitano le esportazioni e la commercializzazione dei prodotti;

la malattia vescicolare suina (MVS) ha colpito negli anni scorsi gli allevamenti della nostra nazione. Il Ministero della salute ha emanato le ordinanze ministeriali 12 aprile 2008 su «Identificazione dei suini e allevamenti di suini» e «Misure sanitarie di eradicazione della malattia vescicolare del suino e di sorveglianza della peste suina classica» che riprendono il documento SANCO/10543/2007 rev.1 che modifica la decisione 2005/782/CE e modificato ancora in data 4 marzo 2008 con documento SANCO/10543/2007 rev.2 e la decisione 2007/782/CE;

l’accreditamento aziendale e regionale di indennità da malattia vescicolare suina consente la possibilità di movimentazione degli animali e delle carni, ma attualmente in Italia non si ha l’accreditamento di tutte le regioni per l’indennità da MVS. Infatti ad oggi le regioni Campania e Calabria presentano ancora dei focolai;

questa presenza di MVS impedisce la commercializzazione di carne suina e sottoprodotti di carne suina verso alcuni Paesi esteri procurando grave danno alle nostre aziende suinicole e alle aziende agroalimentari di trasformazione;

riconoscendo l’autonomia regionale di intervento anche su questo piano di eradicazione della MVS, la mancata risoluzione dell’infezione causa un danno anche agli altri allevamenti nazionali;

come previsto nella ordinanza ministeriale 12 aprile 2008, interventi di abbattimento dei capi infetti e precise e severe norme di biosicurezza consentono l’eradicazione del virus infettivo e dei capi infetti. Inoltre la corretta identificazione dei capi suini e la loro movimentazione elimina la possibile diffusione del contagio;

per quanto attiene alla malattia vescicolare (MVS) la Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario del Ministero della salute-Unità di crisi nazionale audita dalla Commissione il 9 luglio 2014 ha attestato un netto miglioramento della situazione epidemiologica soprattutto in Campania dove l’ultimo focolaio risale al 2012;

la peste suina africana (PSA) è una malattia altamente contagiosa dei suini domestici e selvatici, non trasmissibile all’uomo, causata da un virus a DNA, genere Asfavirus, appartenente alla famiglia degli Asfaviridae. In Italia è attualmente presente solo in Sardegna ben dal 1978;

la presenza del virus della PSA in Europa costituisce un freno al consolidamento di flussi commerciali europei di esportazione di carne suina e trasformati verso Paesi come Giappone, Brasile e India, pertanto l’eradicazione della PSA diventa una priorità. In questi ultimi mesi sono stati segnalati casi di focolai di PSA anche nell’est Europa (Lituania e Polonia) con il timore della diffusione della malattia e la riduzione delle esportazioni internazionali verso Paesi indenni dalla malattia;

il decreto legislativo n. 54 del 20 febbraio 2004 recepisce le misure comunitarie per la lotta contro la PSA e il Centro di referenza nazionale per le pesti suine ha elaborato il «Piano di Emergenza per la Peste Suina Classica e la Peste Suina Africana»;

la presenza di allevamenti di piccole dimensioni e familiari, accompagnata dalla presenza di cinghiali selvatici, ha reso difficile l’eradicazione della malattia in Sardegna,

al fine di approfondire la conoscenza delle tematiche oggetto della presente risoluzione, ha svolto audizioni informali dei rappresentanti dei sindacati dei veterinari, dell’Ordine dei veterinari delle province della Sardegna, del Centro di referenza nazionale per lo studio delle malattie da pesti suine presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, dei rappresentanti dell’unità di crisi nazionale e regionale della Sardegna, nonché del delegato del direttore generale della sanità animale del Ministero della salute e di rappresentanti delle regioni Campania e Sardegna;

per quanto attiene in particolare alla peste suina africana, nel corso delle suddette audizioni ha inoltre appreso che:

come evidenziato nella relazione del dirigente del Ministero della salute, risulta «una brusca involuzione della situazione epidemiologica» che ha visto 91 focolai nel 2012, 177 nel 2013 e già 64 nel 2014». Ciononostante già da tempo, a fronte di tale situazione, la Commissione europea è intervenuta con la propria decisione di esecuzione 2011/852/UE definendo tutta l’isola come territorio «ad alto rischio», precludendo gli scambi commerciali e imponendo più volte l’adozione di un piano di eradicazione che, evidentemente, non ha dato i risultati attesi;

criticità gravi sono emerse nel corso dell’ispezione effettuata dal Ministero della salute congiuntamente ai NAS e di quella effettuata dagli ispettori della Commissione europea nel marzo 2013. Tali criticità in sintesi riguardano:

la mancata applicazione del decreto legislativo n. 200 del 2010 sulla registrazione delle aziende suine che comporta il tatuaggio sull’auricolare dell’animale del codice aziendale, l’implementazione della banca dati nazionale, il controllo delle movimentazioni;

la carente vigilanza sugli agriturismi, aziende di ristorazione e strutture di mercato del suino sardo;

il mancato coordinamento con il Corpo forestale e gli Enti parco;

l’insufficiente attività di controllo in porti e aeroporti;

l’inefficace azione di contrasto dell’allevamento brado;

la mancata regolazione delle macellazioni ad uso familiare;

la disapplicazione delle misure di bio sicurezza minime;

largamente condivisa è risultata l’opinione che, alla radice delle difficoltà riscontrate, vi sia il peculiare sistema tradizionale sardo di allevamento dei suini, la promiscuità nei pascoli bradi tra suini e cinghiali, la permanenza di allevamenti illegali;

in conseguenza di ciò il Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori Tonio Borg, nel ribadire la richiesta di una gestione centralizzata delle attività di eradicazione, ha evidenziato il rischio che la malattia si diffonda al di fuori dell’isola e possa arrecare così gravissimi danni alla suinicultura europea. Il commissario ha quindi minacciato misure drastiche con ricadute nei confronti di tutto il territorio nazionale;

alcuni degli auditi hanno segnalato episodi di minacce e attentati all’incolumità personale;

ricordato che la Commissione Europea ha stanziato per i piani di eradicazione 850.000 euro per il 2012 e 1.400.000 per il 2013;

osservato che se la PSA non è contagiosa per l’uomo così non è per altre malattie, quali ad esempio la trichinosi, che in un contesto quale quello delineato (pascolo brado e mancanza di controllo) possono facilmente diffondersi con gravi rischi per la salute dell’uomo;

appreso che il nuovo Governo della regione Sardegna, appena insediato, ha approvato con deliberazione n. 25/18 del 2.7.2014 2/6 la redazione e l’attuazione di un Piano d’azione straordinario per il contrasto e l’eradicazione della PSA in Sardegna, nonché l’istituzione di un Comitato ristretto d’indirizzo per l’eradicazione della PSA in Sardegna, coordinato dal Presidente della Regione o da un suo delegato e al quale partecipano l’Assessore dell’Igiene Sanità e dell’Assistenza Sociale, l’Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro – Pastorale e l’Assessore della Difesa dell’Ambiente, con il compito di indirizzare, verificare e monitorare l’attuazione del Piano d’azione straordinario per l’eradicazione della PSA e l’istituzione di una Unità di Missione per l’eradicazione della PSA in Sardegna;

condiviso il convincimento che il problema dell’eradicazione della peste suina africana in Sardegna presenta aspetti sanitari, culturali, economici, ambientali, sociali e di ordine pubblico e che, di conseguenza, è necessario, per ottenere risultati efficaci, coinvolgere più competenze e a livello nazionale più ministeri,

impegna il Governo:

1) per quanto attiene alla peste suina:

a) a conferire unicamente al Presidente della Regione Sardegna o suo delegato il potere di emettere ordinanza di abbattimento dei capi suini infetti da PSA e allevati allo stato brado;

b) a impedire gli usi civici di territorio per il pascolo brado da parte di aziende zootecniche anche di piccole dimensioni che non siano regolarmente registrate e i relativi capi iscritti all’anagrafe aziendale e in Banca Dati Nazionale;

c) a sostenere la regione Sardegna nel piano di eradicazione anche attraverso la convocazione da parte dei prefetti in accordo con il presidente della regione dei comitati per l’ordine pubblico onde garantire il coinvolgimento e il coordinamento delle forze dell’ordine e in particolare Corpo forestale, Nas e Noe e dei sindaci delle zone coinvolte;

d) a verificare che l’azione congiunta e collaborativa tra tutti i soggetti pubblici assicuri inoltre la vigilanza su ristoranti, trattorie, negozi alimentari agriturismi ed altre entità ricettive dove va garantita la somministrazione di alimenti di provenienza suina lecita, certificata e sicura;

e) a sostenere la adozioni di azioni premiali, ove non si configurino come aiuti di stato non autorizzati, per allevamenti in regola e di un marchio di garanzia per chi vende prodotti certificati;

f) a coinvolgere i veterinari aziendali liberi professionisti che operano negli allevamenti di suini, sia di grande che piccola dimensione, per affrontare i punti critici e giungere alla risoluzione dell’infezione in Sardegna;

g) ad attuare negli allevamenti di suini della Sardegna tutte le misure di biosicurezza essenziali ad evitare il contagio come l’applicazione di una quarantena degli animali, l’uso di calzari e indumenti monouso negli allevamenti, la costruzione di doppi recinti negli allevamenti per evitare contagio con cinghiali allo stato selvatico, il divieto di usare scarti e avanzi alimentari nell’alimentazione dei suini;

h) ad assumere iniziative attraverso il coinvolgimento delle autorità preposte ai controlli ambientali e sui rifiuti per una gestione corretta dei rifiuti di alimenti sul territorio al fine di impedire potenziali contagi, in particolare nei confronti dei cinghiali;

i) a verificare il regolare smaltimento delle carcasse e dei residui di origine animale suina attraverso l’incenerimento all’interno del territorio regionale;

l) a rafforzare i controlli su porti e aeroporti, anche favorendo l’istituzione in Sardegna di un punto di ispezione frontaliera;

m) a monitorare trimestralmente l’attuazione del piano di eradicazione e darne semestralmente informazione a codesta Commissione;

2) per quanto attiene alla malattia vescicolare suina:

a) a verificare la piena attuazione delle ordinanze ministeriali 12 aprile 2008 «Misure sanitarie di eradicazione della malattia vescicolare del suino e di sorveglianza della peste suina classica» nelle regioni che hanno ancora focolai aperti di Malattia vescicolare suina;

b) ad attuare un controllo sierologico e clinico per la MVS sui suini di importazione, in particolare per prevenire l’immissione di animali con forme sub-cliniche difficilmente identificabili;

c) ad assumere iniziative, per quanto di competenza, per verificare la corretta applicazione del decreto legislativo n. 200 del 26 ottobre 2010 «Attuazione della Direttiva 2008/71/CE relativa all’identificazione e registrazione dei suini» nelle regioni senza accreditamento per la malattia vescicolare suina; a disporre per quanto di competenza interventi immediati per l’identificazione delle aziende infette per MVS, con l’abbattimento dei capi infetti nonché a disporre tutte le norme di biosicurezza previste dall’allegato II e X dell’ordinanza ministeriale 12 aprile 2008.

Lenzi (primo firmatario), Cova, Luciano Agostini, Amato, Paola Bragantini, Carnevali, Carra, Casati, D’Incecco, Fossati, Grassi, Miotto, Oliverio, Scuvera, Venittelli, Zanin, Capelli, Binetti, Sbrollini, Vargiu, Fucci, Monchiero, Rondin

Risoluzione in Commissione affari sociali approvata il 23 luglio 2014

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